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Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – Per Emilio Villa

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Emilio Villa

«Ho inventato la poesia distrutta, data in pasto sacrificale alla Dispersione, all’Annichilimento: sono il solo che ha buttato via il meglio che ha fatto». (Emilio Villa)

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Letteratura necessaria – Voci del Novecento (IV)

Giuliano Mesa

[…] Siamo nel cuore di una lirica che ha come unica ragione quella di non pretendere ragioni, che ha il coraggio di gettare sulla pagina un’esperienza vitale in forme improvvise, non garantite a priori. È una poesia pura, una lirica astratta che si trascina dietro scorie e detriti e che compie il miracolo di avvincere il lettore a una storia, a un dolore, a un’angoscia mai nominati ma che, per le vie segrete dello stile e della grammatica, premono contro le parole. […]

(Guido Caserza, dalla Postfazione a Quattro quaderni)

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[“Letteratura necessaria – Voci del novecento” è una rubrica curata e realizzata da Enzo Campi. Il primo numero è dedicato a Piero Bigongiari, il secondo a Roberto Sanesi, il terzo a Brandolino Brandolini D’Adda.]

Letteratura Necessaria – Voci del Novecento (III)

“non ricordo come nasca e si accenda il fuoco nella parabola che ne curva a ferro caldo il moto. Certamente tuffarsi dallo stato in luogo nella fatalità della curva (calcolata in) andante e perdente, è necessità che sottende al vincolo fra grida di desiderio e di tortura: ne sono piene le piazze, i ciarlatani, le maestrine tiritera e i pianti la sera. Al poeta, invece, il divertimento nodoverbo impone di uscirne a cavalcaneve per via di piccola candid, analisi d’interno.”

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Letteratura Necessaria – Voci del Novecento (II)

Roberto Sanesi

“E così gli occhi
presero forma di parole, insistendo
a saltellare fra una domanda e l’altra
come capita a volte anche agli angeli quando
sono costretti a procedere con un piede solo sul davanzale
del visibile, e speri sempre che qualcuno cada
per ritrovare la sublime vertigine della differenza.”

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