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Improvviso il mare

Liliana Zinetti

C’è un testo emblematico che mi ha colpito particolarmente in questa silloge di Liliana Zinetti e da cui voglio partire. È quello che inizia “Fu questo. Il luogo”, preceduto da un’epigrafe tratta da Anna Achmatova e concertato intorno a un nucleo concettuale (un “patto” spezzato, il “nessun amore” di una precisa condizione di deserto e solitudine) e stilistico di notevole perentorietà: un testo drammatico, tesissimo, in cui l’autrice mette in scena un buio senza luce e senza voce, una situazione insomma difficilmente sopportabile, se non per via di scrittura. Si capisce che c’è dietro un trauma irreparabile, segno di un amore disperato, che emerge con furore ossessivo e visionario, in un dettato gelido ed essenziale nella sua precisione e pregnanza, con la poetessa che si rivolge a un tu senza volto e senza sentimenti, sulla scena di un paesaggio che sembra farsi progressivamente sempre più vuoto, con l’effetto di trasmettere al lettore uno stato d’animo tragicamente claustrofobico, di nera inquietudine, tipico di chi non sa intravedere alcuna consolazione oltre il “nulla” dei giorni. Continua a leggere Improvviso il mare

I cipressi di Van Gogh

Liliana Zinetti

     Se devo parlare da critico professionale, affermo subito che I cipressi di Van Gogh di Liliana Zinetti è l’apice di un lungo e fecondo processo di apprendistato, che porta qui l’autrice a una sintesi compiuta di varietà linguistica, competente memoria storica, efficacia figurale, riuscito equilibrio ritmico-prosodico. Tale sintesi produce un libro da collocare con piena sicurezza entro il quadro qualitativamente più alto dell’attuale produzione poetica italiana, in questo problematico scorcio inaugurale di secolo/millennio.
     I pronomi personali – per esempio – vi rimandano a statuti dubbi di identità; i paesaggi riuniscono efficacemente i mondi dell’esperienza reale e i soprassalti di un’interiorità accesa, coinvolta, ansiosa, non di rado spinta fino ai labirinti del sogno e dell’incubo; le elencazioni sovrappongono eventi, gesti, oggetti di provenienza e di matrice diverse, non di rado eterogenee; la cognizione metalinguistica della parola pensata, pronunciata, soffiata, sussurrata si salda con grande proprietà compositiva al sentimento del tempo e delle persone, tra alternanza del giorno e della notte, idioletti bambini, mondi animali e costanti meteorologiche della neve, della pioggia, del vento. Continua a leggere I cipressi di Van Gogh

Nel solo ordine riconosciuto

Liliana Zinetti

Passano nell’aria
come uccelli sconvolti.
A volte, equilibristi goffi,
su fili di luce oscillano inquieti.
Guardano il futuro
con i nostri occhi.
Sono stati corpi, caldi
di carne e sangue.
Sono stati occhi e sguardi.
Fiamme spente, ora, alberi di fumo.

Ospiti congedati,
insistenti tornano
bussano alla porta
chiedono cos’hanno lasciato.

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Se lingua è questa traccia di sangue – di Liliana ZINETTI


(Andrea Crostelli, Pensiero d’amore, 2005)

              Liliana Zinetti – Inediti, 2008

Come cercare le stelle azzurre delle sere
e un cielo pieno, l’iniziare
della luce. Nella misura dei passi un volo
possibile tra i segni dell’accadere.
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