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Francesco Tomada, nell’ordine dei nomi

Nadia Agustoni

“E oggi qualsiasi cosa mi passi accanto, può suscitare un verso dei poeti che ho letto: è la mia biologia che li porta, il mio ritmo cardiaco, essi vivono nelle mie fibre, talvolta parlano con la mia voce, della rete misconosciuta di strade che li conduce dentro il futuro, io non sono che una remota stazione, finché il Tempo non estinguerà il mio tempo di uomo.”

(Pierluigi Cappello, La mela di Newton)

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L’infanzia vista da qui – di Francesco TOMADA

Francesco Tomada
(Uno dei più bei libri di poesia degli ultimi anni. fm)

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Spezza il tempo dell’amore e del dolore con la stessa familiarità severa con cui spesso si spezza il pane questo bel libro di Francesco Tomada.
E lo fa con gli occhi, le parole, i ricordi già un po’ post-contadini, di chi guardava passare i treni da lontano e già sapeva le città e gli imbrogli di un doversi vivere sopra quello che si è sempre stati.
La terra, la nostra, conosciuta eppure immaginata “vuota dentro”, scavata, derubata di sé, fondamenta per le case di mattoni venute su a casaccio negli anni ’70 e non grembo, madre, vita per la vita, sono il tratto evidente di una poetica che racconta, con leggerezza profonda, l’orizzonte stranito e confuso di questa sua e mia generazione che ancora non riesce a sentirsi tale. Continua a leggere L’infanzia vista da qui – di Francesco TOMADA