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Previsioni e lapsus

Luciano Mazziotta

 

 

Un tempo che non è altro che tempo
che non è altro che mese e stagione
che non è altro che allora che un tempo
che quando che non è altro che dopo
che prima che non è altro che: clima.

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Poetarum Silva

Poetarum Silva

 

 

“Nella scrittura ci si pratica (o ci si dovrebbe praticare) sempre al limite, si è (in)naturalmente portati a frequentare i margini, al solo scopo di osservare le cose dall’esterno e per meglio scegliere il punto più adatto per la penetrazione verso l’interno. Questa penetrazione, spesso praticata con dolo (ma questa sorta di effrazione viaggia in simbiosi col dono), è ciò che permette l’avvicinamento al cuore delle cose.”

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Città biografiche

Luciano Mazziotta

“In tutta la raccolta ho voluto disseminare un interlocutore, un destinatario del messaggio. Il destinatario è indecifrabile e non identificato ed è quello che in poesia si chiama “tu lirico” o “tu istituto”. A proposito di questo “tu istituto” mi sono voluto confrontare, con un immane senso di inferiorità, con la tradizione della poesia del secolo scorso. È veramente difficile scrivere poesie con un “tu lirico” e non pensare alla tradizione italiana che va da Dante fino a Zanzotto. Ma proprio riguardo al Novecento, il mio tu lirico è una suggestione che mi proviene da poeti della Linea Lombarda come Giudici ma soprattutto d’impronta montaliana. Le poesie più vecchie della raccolta (Mors bellum) le ho però scritte sotto un’irrefrenabile passione-lettura-delirio per il Gruppo 63, ed in particolare per Sanguineti. Continua a leggere Città biografiche