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Il nero, la Sicilia, la parola

Desidero iniziare a scrivere di Black Sicily (Arcipelago Itaca Edizioni, Osimo 2020) di Fernando Lena dicendo subito che, a mio parere, un libro di poesia riuscito è un libro che si distingue per qualità stilistiche ed espressive, perché non ha eluso quella che per me è l’irrinunciabile necessità di passare attraverso e oltre un vero e proprio stretto, pericoloso e insidiosissimo: quello cioè che contemporaneamente separa e avvicina il continente dell’esperienza personale, del mondo interiore di chi scrive e il continente della convincente realizzazione linguistica, strutturale, espressiva – troppi autori hanno preteso e pretendono di alimentare i propri testi con il loro portato di storia esistenziale e interiore, pochi, pochissimi hanno scritto poesia, hanno saputo attraversare lo Scill’e Cariddi (per dirla con Stefano D’Arrigo), cioè quel pericoloso imbuto che permette, poi, di navigare transitando da un mare all’altro, com’è, in effetti, del dire in poesia: transitare da quello che, alle mie spalle, mi spinge a scrivere verso il futuro prossimo e poi anteriore dei testi realizzati. Continua a leggere Il nero, la Sicilia, la parola

Giulio Cavalli, il giullare con la scorta – di Gianni Biondillo

C’è un giullare dalle parti di Lodi che si chiama Giulio Cavalli. Fa una cosa che non dovrebbe fare: teatro civile. Parla di Resistenza, di G8, parla del disastro aereo di Linate e da un po’ di tempo, soprattutto, parla di mafia e di mafie. Fa nomi e cognomi. A Teatro. Li fa a Milano, li fa a Gela.
Errore! I nomi non si fanno, non è elegante. Qualcuno poi si arrabbia e te la vuole far pagare. Così è: Giulio Cavalli ha subito minaccie mafiose e vive sotto un programma di protezione dallo scorso anno. Solo che lui è cocciuto e continua a fare i nomi e i cognomi. Ci dice cose che non vogliamo sentire: tipo che la ‘Ndragheta non è mica roba di montanari calabresi. È roba di gente che fa affari a Milano. Insieme ai casalesi e a tutta la solita cricca.
È che i politici milanesi non amano sentir parlare di mafia a Milano quando hai un Expo da organizzare. Ma Giulio insiste, giullare cocciuto.

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Il sito di Giulio Cavalli (Contiene anche il link al suo blog).
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