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Edifici pericolanti

Madre

Non è corretto
e non è poesia
raccogliere un dolore
per scrivere parole

se te ne stai piegata in due dentro la stanza
al primo piano della casa abbandonata
mentre urli, verso il cane muto
che scappa, e cade per le scale, e si nasconde:
senza dimensioni, al buio ascolta
il latrare del tuo male
che sfonda il tetto.

Massimiliano Damaggio, Edifici pericolanti
Postfazione di Fabio Franzin
Nota di lettura di Nino Iacovella
Milano, DotCom.Press, 2017

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Poeti Greci Contemporanei (XV)

Ανδρέας Κεντζός

Ανδρέας Κεντζός
Andrea Kentzòs

Poiein

Parlando delle cinque poetesse greche presentate a maggio e giugno, ho scritto che il paesaggio, fino a poco tempo fa incombente nella poesia greca, ora non c’è più, perché viviamo in un non luogo di dimensioni sterminate dove costruire o interpretare con le parole il mondo è un’impresa difficile. Purtroppo anche la Grecia di oggi appartiene sempre più all’elenco di ciò che è stato luogo ed ora si avvia ad essere solo definizione. Ma ho scritto anche che la lingua greca, in definitiva, è l’unico vero “luogo” di ogni suo parlante. Questo, anche per le vicende storiche di un popolo che durante la dominazione ottomana rischiò la scomparsa – linguistica. Dovunque nascosto, in grotte o scantinati, alla Scuola Segreta il prete ortodosso insegnava e manteneva in vita una lingua che altrimenti si sarebbe perduta per sempre.

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Poeti Greci Contemporanei (XIV)

hhkkk

Έφη Καλογεροπούλου
Efi Kaloyeropoùlou

Γλυκερία Μπασδέκη
Glykerìa Basdèki

Βάσω χριστοδούλου
Vasso Christodoùlou

Poiein

Viviamo un processo oramai avanzato di disgregazione della comunità in individui che ha profondamente coinvolto la sfera creativa e in particolare la poesia. L’abolizione mediatico-digitale dei confini fra spazio e tempo, l’implosione di questi nella vita quotidiana, che rendono il nostro tempo un luogo dove confluiscono tutti i tempi e tutti i luoghi, ha prodotto individui instabili, incompleti che serbano in sé un vago ricordo della propria funzione comunitaria e del “proprio” tempo limitato. Ciò è maggiormente avvenuto nei paesi più industrializzati, ora identificabili come “assenze di luoghi” di immense proporzioni. In questa “disabitazione”, chi scrive poesia si trova a reinterpretare una realtà che non può facilmente esserlo. Il risultato è spesso una poesia “assente”, come sospesa in una extra-realtà eterea, altrettanto “liquida” quanto la “modernità” attuale di Zygmunt Bauman.

(Continua qui…)

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Poeti Greci Contemporanei (XIII)

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Σοφία Γιοβάνογλου
Sofia Yovànoglou

Χρύσα Αλεξίου
Chrìssa Alexìou

Poiein

Cinque poetesse greche

Viviamo un processo oramai avanzato di disgregazione della comunità in individui che ha profondamente coinvolto la sfera creativa e in particolare la poesia. L’abolizione mediatico-digitale dei confini fra spazio e tempo, l’implosione di questi nella vita quotidiana, che rendono il nostro tempo un luogo dove confluiscono tutti i tempi e tutti i luoghi, ha prodotto individui instabili, incompleti che serbano in sé un vago ricordo della propria funzione comunitaria e del “proprio” tempo limitato. Ciò è maggiormente avvenuto nei paesi più industrializzati, ora identificabili come “assenze di luoghi” di immense proporzioni. In questa “disabitazione”, chi scrive poesia si trova a reinterpretare una realtà che non può facilmente esserlo. Il risultato è spesso una poesia “assente”, come sospesa in una extra-realtà eterea, altrettanto “liquida” quanto la “modernità” attuale di Zygmunt Bauman. Per trovare qualcosa di diverso, dobbiamo uscire dall’Europa o meglio dai luoghi “mondializzati” e andare a scavare laddove il linguaggio è ancora condivisione di argomenti, esperienze, ambienti e sentire comuni.

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Poeti Greci Contemporanei (XII)

Gabriele Nachmìas, Nominati

Γαβριήλ Ναχμίας
Gabriele Nachmìas

Poiein

Circa due anni fa, durante una nottata a un baretto di Exàrcheia, Sotìrios a un certo punto tirò fuori da un sacchettino due libri. “Questo è il mio ultimo”, disse, “aspetta che ti faccio la dedica”. “Questo, invece, è di un bravo scrittore.” Il libro si chiamava “Nominati”. Gli diedi un’occhiata veloce. Chiesi a Sotìrios: “Chi è Gabriele Nachmìas, l’autore, lo conosci?” “No”, rispose lui, “ma potrebbe benissimo essere il nostro Borges.” Poi il libro l’ho dimenticato su uno scaffale. Poi ho fatto dei traslochi ed è scomparso. Tornato a casa dal colloquio, un po’ incazzato come al solito, e dando per caso un’occhiata ai pochi libri che riescono a seguirmi in giro per il mondo, ho trovato “Nominati”.

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Poeti Greci Contemporanei (XI)

Yòrgos Kartàkis

Γιώργος Καρτάκης
Yòrgos Kartàkis

Poiein

Nota biobibliografica

Yorgos Kartàkis è nato nel 1963 a Chanià, Creta. Ha studiato, vissuto e lavorato molti anni in Germania. Vive a Chanià, dove lavora come insegnante. Sue poesie sono apparse su riviste elettroniche e cartacee. Nel 2013 ha pubblicato il libro di poesie “Adesso che le nuvole”. Traduce poeti tedeschi in greco, ma anche greci in tedesco, ed ha un ampio archivio di traduzioni all’attivo.

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Poeti Greci Contemporanei (X)

Katerìna Gògou

Κατερίνα Γώγου
Katerìna Gògou

Poiein

Nota biobibliografica

Katerìna Gògou nasce ad Atene il 1° giugno 1940. Comincia da ragazza la carriera di attrice cinematografica girando circa una ventina di film dal 1961 fino al 1984. Da ricordare in particolare la sua interpretazione come protagonista in Il melone pesante (1977). Verso la fine degli anni ’70 si volge verso la poesia, pubblicando sei libri in vita e uno postumo. Il primo, 3 click a sinistra, è stato tradotto in inglese da Jack Hirschman e pubblicato negli Stati Uniti. Ancora oggi, i libri di Katerìna Gògou sono tra i più letti e vengono continuamente ristampati. I testi qui presentati sono tratti da: 3 click a sinistra, 1978 (I miei amici sono uccelli neri; 9 anni; 25 maggio); Idionimo, 1980 (Guarda come le strade si perdono; Chiuso. Questo era); Mi chiamano Ulisse, 2004 (Antropogonia).

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Poeti Greci Contemporanei (IX)

aravan

Σπύρος Αραβανής
Spyros Aravanìs

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Il legame di Spyros Aravanìs con la scrittura poetica per musica è quasi un chiaro intento. Lui stesso una sera mi ha detto che “la poesia greca è ancora e fortemente legata alla musica popolare, al cantato”. Presento qui alcuni testi che l’autore mi ha mandato, e che quindi credo ritenga più rappresentativi della propria scrittura ma non posso sorvolare sul fatto che le sue ultime produzioni, a quanto mi è dato di vedere, si stiano orientando verso una scrittura sempre più formale di espressione poetica: endecasillabi, decapentasillabi (così tipici di molta produzione tardo bizantina e della poesia popolare greca), alessandrini, di bella struttura, di forma cantabile. Questi ottonari, ad esempio, sono tratti da “L’ode di Kifissoù” – una superstrada di grande scorrimento di Atene dove sorgono alcuni centri commerciali ed ex zone industriali dismesse e in abbandono:

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Poeti Greci contemporanei (VIII)

Λίνα Φυτιλή

Λίνα Φυτιλή
Lina Fytilì

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Lina Fytilì è nata a Làrissa nel 1974. Vive ad Almyrò Magnissìas dove lavora come insegnante di scuola elementare. Nel 1997 pubblica il suo primo racconto, Le notti del gesso incolore. Nel 2011 pubblica il romanzo Ora è tardi. Suoi racconti e poesie sono stati pubblicati su giornali e riviste letterarie e in internet. Collabora con la rivista elettronica Duénde.

Lina Fytilì
Antologia poetica
(Cura e traduzione di Massimiliano Damaggio)

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Poeti Greci Contemporanei (VII)

Manthraspénda

Yiànnis Yfandìs
Γιάννης Υφαντής

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Γιάννης Υφαντής: η ποίηση δημιουργεί τον κόσμο

Yiànnis Yfandìs: la poesia costruisce il mondo

Qualche giorno fa leggevo i commenti di un signore che elencava i molti e calorosi apprezzamenti di poeti quali Elytis, Ritsos e altri allo strano libro “Manthraspénda” dell’allora (1977) esordiente Yiànnis Yfandìs, come a voler legittimare il fatto che si potesse parlare di poesia. Una volta appurato che Ritsos aveva detto sì, allora anche Yfandìs poteva essere considerato poeta. Forse senza quelle illustri opinioni, per il lettore Yfandìs sarebbe anche potuto non essere un poeta, né buono né cattivo. Questo bisogno di conferme nasconde una cosa: l’incapacità nel comprendere cosa sia o non poesia. Secondo Yfantìs può essere qualunque cosa. È una bella verità, ma all’atto pratico molte volte negata. Perché è preferibile buttarsi sul sicuro: considerare un dato argomento, un dato modo di scrivere e un che di poetico: si tratta di poesia. Continua a leggere Poeti Greci Contemporanei (VII)

Poeti Greci Contemporanei (VI)

Nìkos Alèxis Aslànoglou

Nìkos Alèxis Aslànoglou
Νίκος Αλέξης Ασλάνογλου

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Nasce a Salonicco nel 1931. Nell’adolescenza, adotta lo pseudonimo Alèxis del protagonista di “Umiliati e offesi” di Dostoevskij. Dopo gli studi di filologia francese all’università della sua città, divenne condirettore dell’industria tessile del padre, che fallì dopo pochi anni. Partì da Salonicco per continuare i propri studi universitari al Cairo e ad Aix-en-Provence. Svolse molti lavori: bibliotecario, insegnante di lingue straniere e come consulente tecnico nel settore edile. Nel 1980 si stabilì ad Atene, dove è morto nel 1996. Ha scritto soprattutto poesia, pubblicando nove raccolte dal 1954 al 1991, un romanzo e alcuni lavori per il teatro, come sceneggiatore.

(Massimiliano Damaggio)

Nìkos Alèxis Aslànoglou
Antologia poetica
Cura e traduzione di Massimiliano Damaggio

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Poeti Greci Contemporanei (V)

Ηλίας Κωνσταντίνου

Elias Konstantìnou
Ηλίας Κωνσταντίνου

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Nasce a Limassol (Cipro) nel 1957. Per dieci anni è a Londra, dove si laurea e svolge vari lavori, fra cui il più significativo è il tecnico delle luci in discoteca. Fra il 1982 e il 1984 fa avanti e indietro fra Limassol e Atene, per poi ristabilirsi definitivamente nella città natale, dove lavora come bibliotecario fino alla morte, avvenuta nel 95, all’età di 38 anni. Pubblica: “Rame maschile” (1974); “Lettere espresse” (1985); “Etografie cipriote” (1991); “Le imperiali” (1994). E poi non si sa più niente di questo poeta. Si scopre qualcosa leggendo il blog che un amico gli ha dedicato. Io l’ho scoperto dando un’occhiata al sito Thraka, diretto dall’amico Sotirios. Gli avevano dedicato un post con alcune poesie. Mi è piaciuto molto perché lo trovo molto “cipriota”. Vale a dire: una commistione non perfettamente riuscita fra diverse culture che, alla fine, ha creato una non-etnia, cioè una cosa nuova, affascinante, in divenire. Sono curioso di vedere fra molti anni come saranno i ciprioti. Per me, ora sono un’enigma. Trovo che questi testi rappresentino molto bene questo popolo.

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Poeti Greci Contemporanei (IV)

Δήμητρα Χ. Χριστοδούλου

Demetre Christodoùlu
Δήμητρα Χ. Χριστοδούλου

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La poesia greca contemporanea che forse più si distingue per forza, linguaggio e coraggio è di genere femminile. Molti conoscono i nomi di Kikì Dimoulà e Katerina Anghelàki-Rouk che, da sole, basterebbero a riempire un intero secolo. Molte altre sono le poetesse che è necessario, almeno per noi, scoprire. Demetra Christodoùlou è una di queste. Leggendola mi viene in mente un altro poeta: Drummond de Andrade e il suo “Congresso internazionale della paura”. La paura e, peggio, il terrore, e le sue conseguenze, sono, mi pare, l’architettura della poesia della Chistodoùlou, almeno dell’ultima produzione.

È semplice: Il terrore non ti fa morire.
Il terrore ti fa solo rinascere.

Dai versi emergono, anzi riemergono, i frammenti di un mondo frammentato dalla paura. I versi stessi sono un elemento di frammentazione: tutto, e tutti, cercano una ricomposizione. Se la forza della lingua sta nel decodificare quello che ci sta intorno, e dentro, è qui che sta il coraggio della Christodoùlou: una ricostruzione di tutto, e tutti, attraverso il linguaggio. Purtroppo non posso proporre un’intera sua raccolta ma, facendolo, salterebbe agli occhi chiaramente questa funzione di cura della sua poesia. Dalla paura del caos, gli uomini stanno, disfacendosi:

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Poeti Greci Contemporanei (III)

Vassìlis Laliòtis - Masenka

Vassìlis Laliòtis
(Βασίλης Λαλιώτης)

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Condannato alla poesia

Ciò che subito si sente in Vassìlis Laliòtis è l’urgenza. La si sente anche incontrandolo. Parla molto veloce, è agitato, è impegnato in molte cose. Scrive poesie; traduce magnificamente dallo spagnolo; cura diversi blog di critica, di proposta letteraria e di interesse musicale; dirige una piccola casa editrice che pubblica autori di qualità, soprattutto giovani. Un ipercinetico. Una figura grossa, la sua, oltre che per stazza fisica, anche in campo poetico dove è ufficialmente riconosciuto come una voce significativa. Sicuramente, la frequentazione della poesia latino americana lo ha segnato, almeno dal punto di vista espressivo. Laliòtis è quanto di più lontano si possa immaginare dalla tradizione greca di una poesia “piana” e senza eccessi. Laliòtis è eccessivo, perché ha urgenza di verificare l’aderenza fra la realtà contemporanea e l’uomo che la deve reinterpretare attraverso le parole. Ha anche urgenza di liberarsi delle parole:

di mani e schiena ha bisogno il futuro del mondo
non di queste cazzo di mie parole impotenti
che diano una prospettiva di dignità a ciò che verrà.

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Poeti Greci Contemporanei (II)

Nikos

Nikos Karùzos
(Νίκος Καρούζος)

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La poesia arriva, non solo nei momenti ma soprattutto nei modi più inattesi. Per questo apro questa breve presentazione a Karùzos con una fotografia. Si tratta di un murales nel quartiere di Exàrchia, ad Atene, dove sono vissuto qualche tempo. Una mattina del 1999 tornavo da una ubriacatura notturna, percorrevo odòs Kallidromìu, davvero la più bella via di Atene, questo significa il suo nome, e caddi ai piedi di una scalinata. Rialzadomi, vidi il murales. Sarà stata la condizione alcolica, probabilmente, ma questi primi versi mai letti in vita mia di Karùzos mi colpirono con efficacia: “Povertà, fuoco, veleno questo luogo. / Piroghe i greci nei colori delle epigrafi / e l’amore ultima speranza”. Direi che la condizione dell’ubriacatura, del tutto casuale quella mattina, la continuo a riscontrare ogni volta che rileggo Karùzos, ovviamente da sobrio. Un po’ per il continuo disorientamento che mi causa la sua scrittura. Molto perché mi ci sento in sintonia visivamente, nelle immagini sconnesse che costruisce, e che costruiscono quasi una filosofia, enormemente pagana, estratta da ciò che di invisibile ci compone e ci gira intorno. Dice, in un’intervista: “Ho costruito le mie basi (poetiche, di scrittura n.d.a.) dagli studi scientifici perché, come l’arte, sopravviveranno di diritto nel futuro”. Aggiunge: “Io non sono mai stato un iperrealista, ma non ho mai potuto capire la mancanza della chiarezza”. Mai stato iperrealista, mai stato schierato, almeno nell’arte. “Non credo serva schierarsi, in poesia. Continua a leggere Poeti Greci Contemporanei (II)

Poeti Greci Contemporanei (I)

Yòrgos Chronàs

Yòrgos Chronàs
(Γιώργος Χρονάς)

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Yòrgos Chronàs è considerato fra i maggiori poeti contemporanei greci. Nasce nel ’48 al Pireo e a vent’anni circa si trasferisce ad Atene. Pubblica il primo libro nel ’73. Il secondo, l’anno dopo, glielo finanzia Mànos Chatzidàkis, che gli procura anche un breve spazio di 15 minuti alla radio nazionale, sul terzo canale. Il programma si chiama “Odòs Pànos” (via Pànos). Da allora, non si contano gli interventi nella vita culturale del paese di Chronàs, talmente tanti sono. Pubblica 20 libri fra poesia, prosa e teatro. Continua le trasmissioni radiofoniche. Fonda una rivista letteraria (Odòs Pànos) e l’omonima casa editrice. Scrive anche canzoni, circa un centinaio, musicate da Chatzidàkis e altri nomi della musica contemporanea greca. Forte e influente è la sua presenza nelle lettere del paese. Più o meno nel 1970, conosce in un caffè del Pireo Michàlis Katsaròs che gli segna la vita poetica, come egli stesso sottolinea, a tal punto da dire, in un’intervista per la ERT (la RAI greca): “Molto di quello che ho scritto è dedicato, direttamente o non, a Katsaròs; non ho problemi nel dirlo”. Lo segna nel linguaggio, scarno, diretto, piano. Ma mentre Katsaròs è anche poeta di un linguaggio diretto di denuncia, Chronàs non fa da megafono ma da regista. “Quello che c’è nei miei testi non sono io; è quello che mi gira intorno. Può darsi che però, alla fine, sia anche io.” Chronàs viene definito “poeta delle piccole cose” ma in sostanza è un trasfiguratore della realtà, che prende il via da qualsiasi piccola cosa gli giri intorno. Continua a leggere Poeti Greci Contemporanei (I)