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Di una nuova peste rossa. Massimo Sannelli e Sante Notarnicola

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di Lorenzo Mari

Scrivo e riscrivo, ma alla fine è tutto da rifare, pensando alla lotta di classico di Massimo Sannelli.

Beninteso, niente è sbagliato: l’ortodossia, se riesce ancora, in qualche modo, a colpire, colpisce altrove.

Scrivo e riscrivo, faccio e rifaccio, semplicemente, perché fa rifà anche Sannelli, impegnato da anni in un lavoro di cancellazione, ripubblicazione e mutazione della propria opera. È un lavoro e insieme uno spreco (non in senso morale, né in senso qualitativo, etc.) che ne ha modificato profondamente, in primo luogo, l’autorialità, spingendola, innanzitutto, verso i territori dell’autopubblicazione. Territori apparentemente marginali rispetto al sistema letterario, territori sui quali vigono i sospetti maliziosamente istillati dal sistema stesso – …e la qualità? e il controllo? – territori, infine, che Sannelli cerca continuamente di minare, rendendo instabile e precaria tanto la sua andatura quanto la nostra. Un obiettivo di importanza cruciale nella sua poiesis, credo, come in molte altre che ambiscano, non senza una certa attitudine metafisica, a una qualche autenticità di fondo.  Continua a leggere Di una nuova peste rossa. Massimo Sannelli e Sante Notarnicola

Scimmia sapiens superstar

“In questo libro ogni azione sembra un esametro dattilico all’interno del Sistema che vuole essere nazionale e invece parla o il dialetto o l’idioletto di merda. Per essere internazionale devi comunicare con una specie nuova di ideogrammi: molte foto di nudo, e molte foto con abiti da donna, e molte grida decisive, da animale. e tu ti disponi nudo, e bene: devi pubblicare. ti disponi nudo come il proverbiale verme della terra, che se la mangia. Pubblicherai questo libro della scimmia sapiente. E ti disponi nudo a pubblicare musiche e sei il verme alchimista, ma anche la scimmia, e qui si vede che giochi, e il tuo gioco è il tuo lavoro. In tutto questo non c’è nessuna stanchezza. Davvero non ce n’è. Così l’avanguardia è diventata sexy.”

SCIMMIA SAPIENS SUPERSTAR

Organic Pyx, Madame

Massimo Sannelli

Inizio neurodiverso

La neurodiversità nella cultura di massa.
Cos’è? Una condanna, uno strumento sociale, una moda… No! La neurodiversità nella cultura di massa è: c’è un bambino che disegna e riceve il merito di Picasso dell’asilo. Ci sono io che disegno, e vedo le famose cose che gli altri non vedono (?) e mi portano dal neuropsichiatra. E non è solo un fumetto di peluches parlanti (che è qui, nell’utero inventivo dell’Organic Pyx).
Era tutto nella mia realtà, quindi nella realtà. Ma da piccol* mi mancavano le parole per separare realtà e fantasia. Adesso che (per fortuna!) non sono piú piccol*, non credo nell’utilità di farlo. Il vaso delle meraviglie «o è composito o non è, semplicemente. O è duplice, triplice, molteplice o non è niente». La musica, il fumetto, le fotografie: tutto sta nel testo e fuori dal testo. Tutto quello che è detto è accaduto, e non è accaduto per provocare astio inutile. «I DON’T KNOW HOW TO PLAY AND I DON’T GIVE A HOOT!» esclamano Cobain e la mente Asperger, o meglio: non sappiamo giocare secondo le solite regole. Eravamo cambiati prima che cambiasse il mondo, ora non saremo piú «carne bullizzata». «Che tu sia Saffo o un vampiro, Baudelaire o un fenicottero, non dovrai sentirti sol* ». (Silvia Marcantoni Taddei)

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Jnterview

Jnterview is a real (video) interview.
Here Silvia wants Massimo to answer to her questions and to pay attention to the dramatic event of his double transition (he was raised with another religion and his own identity is openly nonbinary: his condition is not fictional, but is real; this means that he doesn’t talk as a character or a public person).
The body speaks by itself: like the circumcision that is (in the performer’s opinion) an opportunity to shed his blood like every female in her menstruations. The rain upon the tombstones and the performer is the counterpart of this blood. This bodily condition helped him to have a stronger consciousness of his nonbinary status. That’s why the transition of this person is double.
A very important task for Jews and Jewish communities is the comprehension of people with uncomplete Jewish roots, unusual lifestyles (but they don’t consider themselves as sinners) and nomadic mentalities. On the other hand, a nonbinary guy must pay respect to the different opinions about his condition. Orthodoxy and unusuality may coexist and talk.

La Musa Fedele

Le muse di Sanguineti sono personaggi innumerevoli, vari ed eventuali. La Musa del Chierico Rosso è la realtà stessa, che è sempre sorretta dall’ideologia comunista. E il comunismo ha la sua allegoria vivente nella memoria di Sanguineti: «si chiamava Fedele».

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Niímptem. Un diario

Massimo Sannelli

“La metrica è il vestito dei pensieri. Mentre voi interpretate il contenuto – perché le idee vi ossessionano, e a scuola vi hanno insegnato a cercare e parafrasare il contenuto – io cerco di interpretare il contenuto della forma. Esempio: nell’Orestiade di Eschilo c’è un epiteto, quindici volte, e Pasolini non lo traduce mai – e nessuno se ne accorge. Io penso che questa assenza formale abbia un contenuto. E che lo abbia di per sé, contemporaneamente al contenuto mitico e religioso dell’Orestiade e della sua traduzione. Ma questa assenza formale non è il contenuto parafrasabile, amato dalla scuola. Si tratta di un contenuto diverso.
Se la metrica è il vestito dei pensieri, non basterà descrivere gli accenti. La descrizione non è analisi, ma una tautologia. Per forza.
Se la metrica è il vestito dei pensieri, il vero contenuto non è quello che appare, ma i pensieri. E i pensieri sono segreti: quasi sempre inconfessabili. Si può scoprire che in un segreto – l’evidente assente – c’è un mondo ostile a the best minds of my generation. Solo cinquantotto anni per notare l’evidente assente: che cosa volete che siano? Abbiamo perso troppo tempo a fare gli scolastici, di contenuto in contenuto. E invece si dovrebbero riaprire le ostilità. Occuparsi dei contenuti è come fare diplomazia. Va bene. Ma sull’evidente assente si gioca una questione molto piú seria: nel caso dell’Ambiguo, il mitografo, si tratta di cose da mitologi.”

(Tratto da qui)

Traducendo Quevedo

Chiara Adezati
Massimo Sannelli

CON L’ESEMPIO DEL FUOCO
INSEGNA AD ALESSI,
PASTORE, COME RESISTERE
ALL’AMORE CHE PRINCIPIA

    Non sai? Piramidale e senza calma
    nella candela arde inquieta fiamma,
    e breve soffio tutta la trasforma
    in salma di una luce, in fumo cieco.

    Non sai? Sonoro ed animoso il fuoco
    arde vorace l’uno e l’altro ramo,
    e quando è poderoso il soffio l’arma,
    che alla fiammetta diede morte or ora.

    Cosí l’amore piccolo, l’implume
    con poca resistenza cade, Alessi:
    già lo fredda un oblio, già un’assenza;

    ma se l’attacco nella vena è un fiume
    vince con quello che prima lo vinse,
    e volge in alimento la veemenza.

(Clicca sull’immagine per scaricare il pdf)

FW 17-18 MEN’S COLLECTION

Massimo Sannelli

il matto ha l’oro in bocca. Tu lanci
il sesso e nascondi la mano! C’era
un volto, un re: c’era una volta
l’ora colata: è l’oro della bocca, è oro
orale. Definire il beato non si può:
c’era un volto, bianco e rosso, c’era un re, c’era
una volta lunga, ma è finita.

*

al seno della grande simmetria, alle parti reali
del coro, al senso dell’orecchio il pensiero si dedica;
il tratto duro ai buoni è dedicato; scrivilo,
cosí lo sai; e ai colori degli umani io dedico,
e a questa variante luminosa della mia
poverissima vita.

*

«corro sempre, non dormo. io non mi fermo.
a casa ti ascolto. a dopo, quando ti abbraccio: cosí».
PONTORMO: «lunedí feci la testa di quel putto,
martedí feci in casa non so che». Cosí apparve il mio
realismo: era una copia di copie, di miele; era abbondanza,
era giusta.

FW 17-18 MEN’S COLLECTION
76 poesie nuove.
Con 6 immagini di Chiara De Luca.
Lotta di Classico, Genova 2018.

Via degli occhi sporgenti

Massimo Sannelli

VIA DEGLI OCCHI SPORGENTI
Ai narratori di Pino Pelosi

     Questo non è un articolo su Pino Pelosi, vivo o morto. E nemmeno sul morto disadorno e sull’Ambiguo, l’amante di Pino. È un articolo su un meccanismo atroce: si tratta delle parole; e su un’impotenza generale: si tratta della ripetizione. Ed è rivolto ai narratori del primo e del secondo, come un testo polemico e non fraterno. Continua a leggere Via degli occhi sporgenti