Archivi tag: massimo sannelli

Comedìa

Massimo Sannelli

“Parlo in prima persona, come all’interno di un diario: come se parlassi di cose che mi riguardano. In realtà mi riguardano, e non solo nella veste – o nella condizione – di dantologo [a modo mio, sempre]. Parlo semplicemente, non ho nulla da difendere, e dico, per esempio: io non credo ad un Dante popolare [i versi sui lettori in piccioletta barca, che devono tornare indietro, sono uno scoglio, rispetto ai doveri democratici]; quindi non credo ad un Dante preoccupato della salvezza dei contemporanei. O meglio: se Dante si pone il problema della salvezza dei contemporanei, il problema è posto perché quel mondo, quella umile Italia e quella Fiorenza lo interessano; e lo interessano perché la grandezza ha bisogno di humus, come il buon seme gettato in buona terra. Oppure si devia dall’obbligo: iniziano la selva oscura, il delirio religioso e politico dell’Europa (per cui il buon fedele e il buon servo di partito si sviano), la degenerazione filosofica del poeta eletto; il peccato sessuale (perché SELVA è sempre l’anagramma del VASEL erotico: la nave della gita poetica e il sesso delle donne). Continua a leggere Comedìa

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Monologo sull’ambiguo

Massimo Sannelli

[Scuola di poesia]

[Tratto da: Massimo Sannelli, Scuola di poesia, Porto Sant’Elpidio (AP), Wizarts Editore, “Licenze poetiche”, 2010]

MONOLOGO SULL’AMBIGUO

L’ambiguità nasce quando «due elementi contrari costanti […] si scontrano dentro un’opera» (Tre riflessioni sul cinema, 1974) e dentro una vita. Gli elementi «costanti» fanno in modo che l’ambiguità sia un fenomeno duraturo o permanente, «dentro un’opera» o dentro una vita: tutto l’insieme, e per tutto il tempo, ne è investito.

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Cassandra. Un monologo – di Massimo Sannelli

[MASSIMO SANNELLI]

AjaxCassandra“È solo la paura della cosa / che seguirà la morte, quella terra / da cui nessuno torna – è la paura / che preme sulla nostra volontà / e ci fa radicare nel presente / deforme e non volare all’altro tempo / ignoto? La coscienza, la coscienza / ci rende tutti vili: tutti. Ecco / come il colore della volontà / si stempera e rovina contro il buio, / e come può arenarsi un gesto audace, / perdendo il primo nome, che fu «azione».”

Questo monologo, come gli altri, non cerca, non insegue e non rinnega il nuovo. La ricerca del nuovo – che non esiste ancora – è inutile, se è slegata dall’intensità, che viene da corpi già esistenti. Sviluppare l’intensità, prima, potrebbe evocare il nuovo, dopo. Continua a leggere Cassandra. Un monologo – di Massimo Sannelli

Il mese giugno – di Massimo SANNELLI

(La plaquette Il mese giugno, dalla quale sono tratti i testi qui presentati, è contenuta in: Massimo Sannelli, Philologia Pauli – Il corpo e le ceneri di Pasolini, con uno scritto di Gian Ruggero Manzoni, Rimini, Fara Editrice, 2006.)

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Questa radice non urla nei sensi – Massimo SANNELLI

giotto

(Da: Massimo Sannelli, Monologo, con un’opera originale di Mario Fresa, ed. lim. e num., Salerno, Edizioni L’Arca Felice, 2008)

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Rose e gigli – di Massimo SANNELLI

umberto boccioni
(Umberto Boccioni, Nudo di spalle (Effetto di sole), 1909)

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Lettore, ora ti raccomando di leggere *Nudo di madre* di Aldo Busi. In primo luogo, perché Busi è innominabile, tra gli intellettuali, anche giovani. Tu troverai un intero capitolo *contro la poesia*, che per Busi è la serva e l’epigona di cose troppo umane: un’antiopera e un antigenere che non contesta e non descrive, e si trasforma in un gioco sociale, inutile e ridicolo. [ricorda: se Busi ride di te, come ha riso del vecchio Montale «gelatinoso», è perché *se lo può permettere*: e tu non puoi dirgli niente, perché Busi non ha nascosto nulla di sé, né del suo sesso né della sua cultura; e non puoi rispondergli che tu conosci meglio la vita e che la ami, mentre lui è «suicidale»; di vite, Busi ne ha già vissute tre, quante le lingue che parla – eppure ride, in italiano].
Per Busi, la poesia così infinitamente ripetuta è vacua: tutti sono poeti, in ragione della volontà di *esporre il sentimento* caldo e il cuore rosso – cosa che Shakespeare e Rimbaud [che Busi difende] considerano abominevole. La teoria di Busi è in lingua di Scrittore, dunque in una forma assoluta e sacrale da tradurre per gli uomini. Ora, Lettore, ti prego: leggi *Nudo di madre*, criticamente; però leggilo. Dopo, sopporta i sorrisi dei colleghi e del Gotha «gelatinoso», che io ti esorto a *non* frequentare. Infine: chiediti se sia ancora il caso di scrivere *in versi* la tua poesia [e non, ad esempio, in prosa o con altri media: potresti sorprenderti di te stesso]

[…] Continua a leggere:
Scuola di poesia, 4 (Rose e gigli)

E ancora:
Scuola di poesia, 3 (Festa dei sensi)
Scuola di poesia, 2 (Conosci te stesso)
Scuola di poesia, 1 (Al lettore)

Per quanta memoria si perderà – di Massimo SANNELLI

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(Manfred Schnell, Engel, 2001)

*

Fa pietà Grünewald, non Warhol. Fa pietà Van Gogh, non Bacon. Fa pietà il caso ostentato (e il cazzo teso del poeta A. è rispettato: piange di desiderio). Si ammirano le parole di four letters, perché sono allegre; e queste parole si voltano in italiano. Ma l’italiano è il bel canto, sempre: nessuno l’ha mai, veramente, parlato.

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Risonanze I – Massimo SANNELLI

Su Nome, nome di Massimo Sannelli

I. Nel grembo d’ombre della madre

***

Tutto ciò che accade, si accende, si disperde – si rivela fiamma sconosciuta all’ordine dei giorni. Tutto ciò che accade è un corpo che tende alla visione, epifania di transito – l’istante, ridiventato carne, che risponde in natura di specchio alla notte, all’immutato esilio della luce. Continua a leggere Risonanze I – Massimo SANNELLI

Trapassi – di Paolo FICHERA

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I testi di Paolo Fichera sono tratti dal suo blog http://www.cattedrale.wordpress.com

All’autore, un grande e commosso grazie.

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Trapasso #1

Il frammento disteso dei giorni

per Hairesis di Francesco Marotta
prima della lettura ora nel trapasso Continua a leggere Trapassi – di Paolo FICHERA