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Introduzione alla vita non fascista

Anti-Edipo Michel Foucault

“Pendant les années 1945-1965 (je parle de l’Europe), il y avait une certaine manière correcte de penser, un certain style du discours politique, une certaine éthique de l’intellectuel. Il fallait être à tu et à toi avec Marx, ne pas laisser ses rêves vagabonder trop loin de Freud, et traiter les systèmes de signes -le signifiant- avec le plus grand respect. Telles étaient les trois conditions qui rendaient acceptables cette singulière occupation qu’est le fait d’écrire et d’énoncer une part de vérité sur soi et son époque…”

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La letteratura come trasgressione e ripetizione

Michel Foucault - La grande étrangère

Giuseppe Zuccarino
Michel Foucault

La letteratura come trasgressione
e ripetizione

     La pubblicazione postuma di lavori inediti di Michel Foucault continua con una piccola raccolta di testi di argomento letterario, La grande étrangère(1). Il titolo è stato scelto dai curatori del volume facendo riferimento a una frase del filosofo, che in un’intervista aveva dichiarato: «In fondo, per le persone della mia generazione, la grande letteratura era quella americana, era Faulkner. È verosimile che il fatto di aver accesso alla letteratura contemporanea solo tramite una letteratura straniera […] introduca una specie di distanza in rapporto alla letteratura. La letteratura era la Grande Straniera»(2). Ciò non toglie che, nella prima fase della sua produzione, e in particolare negli anni Sessanta, Foucault abbia dedicato un’estrema attenzione all’ambito letterario, salvo poi diradare i testi su questo argomento negli ultimi decenni della sua esistenza. Non a caso, gli scritti ora proposti appartengono al periodo 1963-1970.
La prima delle tre parti in cui si presenta suddiviso il volume comprende trascrizioni da un ciclo di emissioni radiofoniche che Foucault aveva curato nel 1963 sul tema Les langages de la folie. Delle cinque puntate della serie, i curatori ne hanno selezionato solo due, la seconda e l’ultima, ritenendole più direttamente connesse alla letteratura. Continua a leggere La letteratura come trasgressione e ripetizione

Sparire nella scrittura

Giuseppe Zuccarino

L’opera di un filosofo comporta una parte rilevante concessa all’oralità. Basti pensare alle lezioni (di norma egli è anche professore), alle conferenze, ai dibattiti. Oltre a ciò, nell’epoca dei mass-media vi sono le interviste, destinate alla stampa oppure a un’emittente radiofonica o televisiva. Michel Foucault, anche per via del suo impegno politico e del fatto che alcune sue opere hanno preso in esame, in prospettiva storica ma con ricadute sull’attualità, temi di interesse collettivo (come ad esempio la follia e l’apparato psichiatrico, la prigione e i sistemi di potere, la sessualità e la costituzione del sé), è stato assai spesso sollecitato a pronunciarsi. E in effetti le interviste occupano una parte rilevante delle migliaia di pagine riunite nei quattro volumi dei Dits et écrits foucaultiani, apparsi postumi nel 1995. Tuttavia, a differenza di altri filosofi, Foucault si è sempre astenuto dal pubblicare in Francia un libro di interviste. Ora, però, scopriamo che almeno in un caso l’idea era stata da lui presa in considerazione. Nel 1968, infatti, aveva accettato che venissero registrate varie sedute di un suo dialogo con un critico letterario, che avrebbero dovuto condurre alla realizzazione di un volume edito da Belfond. Per una qualche ragione, il progetto non si è concretizzato e i nastri registrati sono andati persi, ma la parte iniziale del dialogo era stata trascritta all’epoca e viene adesso pubblicata col titolo Le beau danger. Entretien avec Claude Bonnefoy (Paris, Éditions de l’École des Hautes Études en Sciences Sociales, 2011). Continua a leggere Sparire nella scrittura

Dire e vedere in Raymond Roussel

Michel Foucault
Raymond Roussel

[N. d. T.] Dire et voir chez Raymond Roussel, in «Lettre ouverte», 4, 1962, poi in M. Foucault, Dits et écrits, I, Paris, Gallimard, 1994, pp. 205-215; il saggio è una variante del primo capitolo di M. Foucault, Raymond Roussel, Paris, Gallimard, 1963 (tr. it. Raymond Roussel, Bologna, Cappelli, 1978 e Verona, Ombre corte, 2001). La presente traduzione è già stata pubblicata in «Arca», 8-9, 2003, pp. 129-141. [Giuseppe Zuccarino].

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Il ciclo delle rane

Michel Foucault

Jean-Pierre Brisset

 

Michel Foucault – Il ciclo delle rane

     Pierre (o Jean-Pierre) Brisset, ex ufficiale, dava lezioni di lingue vive. Dettava degli esempi come il seguente: «Noi, Paul Parfait, gendarme a piedi, essendo stato inviato al villaggio Capeur, ci siamo recato sul posto, rivestito delle nostre insegne. Lì siamo stato accolto e acclamato da una folla spaventata, che la nostra presenza è bastata a rassicurare». Il fatto è che i participi lo inquietavano. Continua a leggere Il ciclo delle rane

Critica e commento

Giuseppe Zuccarino

Le parole si offrono a noi come concrezioni di esperienze storiche, che occorre periodicamente ripensare per evitare che cessino di essere percepite come tali e finiscano con lo stingere nell’uniformità dell’uso quotidiano. Così termini quali «critica» e «commento», se riferiti allo studio dei testi letterari, vengono oggi percepiti quasi come sinonimi. Né d’altronde ci è di aiuto l’idea, anch’essa piuttosto corrente, secondo cui l’uno designerebbe una parte, magari cospicua, dell’altro(1). Risulta alquanto riduttivo, infatti, concepire il commento semplicemente come una tecnica cui il critico ricorre quando si trova a dover elaborare un apparato di note ad un testo che, per una ragione o per l’altra, può fregiarsi dell’epiteto di «classico». Continua a leggere Critica e commento

Critica e commento in Foucault

Giuseppe Zuccarino

L’ambivalenza della critica
e il paradosso del commento
in Michel Foucault

1.   La raccolta postuma degli scritti sparsi di Michel Foucault(1) mostra bene, con le sue oltre tremila pagine e con l’estrema rilevanza e varietà delle tematiche affrontate, quanto l’opera di questo autore si presenti ricca e complessa, e con quanta decisione egli abbia voluto sottrarre il proprio lavoro ad ogni tentativo di incasellarlo all’interno di una singola disciplina. Del resto – come avremo modo di ricordare – le nozioni stesse di autore, opera, genere, ambito disciplinare, non sono state pigramente accolte, ma piuttosto ripensate e contestate da Foucault. Continua a leggere Critica e commento in Foucault