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Loro tornano la sera

Michele Obit

Mi serve un coltello, ben affilato, e le sigarette.
Poi andremo di primo mattino, mentre fa ancora buio,
in un dicembre raggelato, dal vicino, tu prenderai la corda,
tu il secchio per il sangue…

(Jure Jakob, Macellazione)

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Decametron – La nuova poesia slovena

[FRANCESCO TOMADA]

Da poco è stata pubblicata dalla Società degli Scrittori Sloveni e dal Centro Sloveno P.E.N. “Decametron”, una interessante antologia bilingue che racchiude i testi di dieci autori e può fornire un primo sguardo sullo stato della poesia d’oltreconfine anche a chi non ha familiarità con la lingua originale. Gli autori selezionati non appaiono omogenei dal punto di vista anagrafico: alcuni di essi sono nati negli anni sessanta (Cvetka Bevc, Ivan Dobnik, Maja Vidmar, Cvetka Lipuš, Michele Obit), altri nei settanta (Primož Čučnik, Lucija Stupica, Jurij Hudolin, Miklavž Komelj), e uno, Andrej Hočevar, nel 1980. Inoltre due di essi, Cvetka Lipuš e Michele Obit, vivono rispettivamente in Carinzia ed in Friuli Venezia Giulia. Continua a leggere Decametron – La nuova poesia slovena

Miklavž Komelj nella traduzione di Michele Obit

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Ricordo di Miklavž Komelj una straordinaria serata in un locale di Udine, qualche anno fa, dove non solo lesse alcuni suoi versi, ma tenne una sorta di lectio magistralis, nel suo italiano studiato soprattutto sui libri d’arte e quindi forbito, a proposito di alcuni autori italiani del Trecento. Poi lo ricordo sempre a Udine, dove era venuto apposta per assistere alla proiezione di un film degli anni Venti, “Napoleon”, dove recitava anche Antonin Artaud. E poi non lo ricordo, ma so che c’è stato, anche se né lui né nessuno me l’ha detto, davanti alla tomba di Pasolini, a Casarsa. Continua a leggere Miklavž Komelj nella traduzione di Michele Obit