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L’opera poetica di Milo De Angelis

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Milo De Angelis
Tutte le poesie. 1969-2015
Milano, Mondadori, 2017

L’opera di Milo De Angelis porta in sé lo stesso essere avvinghiato alla lingua che Montale ha posto come identità esclusiva dei suoi tre primi libri. Per poi sciogliersi nella gravità delle cose lasciate libere in Satura. Era l’identità di un mondo integrale, si allargava dalla ligustica forma ai dintorni europei scoperti come simultanei alla propria ricerca. Distante un padre rappresenta per Milo la stessa accelerazione centrifuga che lo espande dalle zone ombrose e buie di Milano alle terre materne e monferrine. Per poi tornare in fretta ai cardini tenuti stretti dalle gambe abituate ai passi infiniti lungo i transiti urbani dei tunnel, delle circonvallazioni, degli spazi interni conglomerati nel proprio sistema cartografico e mentale. Continua a leggere L’opera poetica di Milo De Angelis

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Olimpia

Luigia Sorrentino,Olimpia

Luigia Sorrentino

Scrivendo Olimpia, Luigia Sorrentino scrive il libro della sua vita. Olimpia punta all’essenza, tocca in profondità le grandi questioni dell’origine e della morte, dell’umano e del sacro, del nostro incontro con i millenni. Ha uno sguardo lungimirante: sguardo ampio, prospettico, a volo d’aquila. Ma ha anche improvvisi affondi nella fiamma del verso. “Lo sguardo nostro entrò in quel suo essere / infinitamente mortale”. E proprio l’intreccio tra l’infinito e il mortale è uno dei motivi centrali di questo percorso. Percorso iniziatico: si parte dalla grotta della nascita per giungere alla piena esposizione di sé nelle forze del mondo, come un “giovane monte in mezzo all’ignoto”. E alla fine si ritorna. Perché qui ogni viaggio è un ritorno. E noi stessi ritorniamo: “ritorniamo arcaici, al servizio di ciò che siamo stati”. Continua a leggere Olimpia

Serie del ritorno – di Stefano Massari

2007_Koerner_Jesaja_P800_D001Bisogna leggere questi versi. Hanno un’urgenza mortale, hanno la tensione di chi compie un atto decisivo, un atto oscuro e antico dove si intrecciano salvezza e catastrofe. Bisogna credere, letteralmente, a ognuna di queste parole. Portano con sé un urlo, ce l’hanno addosso, sono infestate dall’urlo dei morti. Perché questo è un libro scritto vicino alla morte. Con improvvise rinascite, barlumi, terre felici. La morte sembra dettarlo a viva voce. L’addio è incessante. La parola è tempestosa. Chiede, invoca, comanda, crolla. Tutto avviene sul bordo dei pozzi. Una minaccia ignota la insegue, la spinge nelle vie buie del mondo e della mente, come in certe pagine russe, dove l’assoluto si sfiora nel grido e nella bestemmia, come in certe imprecazioni notturne dei Karamazov, dove l’assassino più infame legge nelle linee della mano una strana pietà. Continua a leggere Serie del ritorno – di Stefano Massari