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Breve nota su “A ritroso” di Nanni Cagnone

La Casa Editrice nottetempo offre all’attenzione di un pubblico più vasto dell’usuale quella che alcuni chiamerebbero l’autoantologia di Nanni Cagnone, vale a dire una scelta dei testi pubblicati lungo gli anni effettuata dall’autore stesso; Nanni Cagnone ha intitolato A ritroso (2020 – 1975) questo elegante volumetto dalla copertina sobriamente bianca e, nella nota finale, sottolinea di aver escluso da tale scelta quei suoi libri che posseggono già una forma poematica compatta e ch’egli non voleva smembrare tradendone così la loro natura originaria. Continua a leggere Breve nota su “A ritroso” di Nanni Cagnone

Quaderni delle Officine (XCIV)

Quaderni delle Officine
XCIV. Febbraio 2020

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

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Il lievitare dello smarrimento.
Su Mestizia dopo gli ultimi Racconti
e La genitiva Terra di Nanni Cagnone

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Il lievitare dello smarrimento

Antonio Devicienti
Nanni Cagnone

Cielo, pensato culmine,
concavità a cui s’imposero
leggende, mi volgo indietro
per vederti alto nel tempo
santificar colline,
fermo sui tumulti
con tua volubile eternità.

Altorivolgersi, credersi
accolti, poi ruzzolare,
all’orlo ultimo scoprire
che i libri servono soltanto
a ricordare le parole.

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“Accoglimento” di Nanni Cagnone

Mi fa molto piacere annunciare l’imminente uscita di un’altra opera in poesia di Nanni Cagnone: si chiama Accoglimento e sarà pubblicata dalla Finestra Editrice di Marco Albertazzi  nella  Collana Contemporaneamente.

Unico vanto, aver resistito lungamente a me stesso. Nel disadorno ovunque e nel fulgore che raramente, ne l’affamato strepito del giorno e notturno scivolare, io con quel lui ch’ognor m’impiglia.
Ogniqualvolta mi trovo a citare parole sue, devo convenire che il me che parla dorme cammina non è colui che scrive, e scrivendo sfugge agli scricchiolii del palcoscenico quotidiano. Siamo in due, e incerti i legami: storico io, metastorico lui. Miei i fastidi le fatiche i malanni, suo l’arrovellar parole. Benché spesso inquieta o rissosa, tale residenza lo pone altrove, in salvo dalle cattive notizie, dalla ripetizione e dai minimi orrori a cui la normalità non può sfuggire. Non so pensare in quel suo modo estraneo. Ha forma diversa la sua necessità.
Non sto alludendo a una scissione dell’Io, né all’esistenza d’un sosia, spettro o alterego che sia ispirato o eletto. Sto dicendo che la prima persona, quella che non scrive, deve scomparire, e la storicità farsi da parte.
Dubito che lui sia un soggetto. In certo modo, sembra dipendere. In pratica, io posso parlare di lui, ma lui non può far altrettanto. Non sa cosa stia scrivendo, e ancor meno qual senso possa avere ciò che scrive. Secondo me, ogni volta non sa piú quel che credeva di sapere, e altro non impara. Quando fa ritorno, quando si ricongiunge, devo affrontare una perdita. La banalità di tale condizione sembra insuperabile.
Ero stato piú chiaro – o meno noioso – molti anni fa: «La poesia è un’opera estranea, cosa che il sonno insegnerebbe al risveglio».

I bisogni della parola (su “Mestizia dopo gli ultimi racconti” di Nanni Cagnone)

di Marco Furia

nota di lettura a
Nanni Cagnone
Mestizia dopo gli ultimi racconti
La Finestra Editrice, 2019

Mestizia dopo gli ultimi racconti, solida raccolta di versi di Nanni Cagnone, si apre con
Tutto prese avvio da una parola. Ma non si resiste a lungo entro una parola. Attendi nel mondo esterno il segno d’una corrispondenza, attendi completarti in un atto”.
Viene da chiedersi: e se quell’atto fosse già la parola medesima?
Se la parola, nel dire sé stessa, dicesse anche quel che si può dire del mondo?
Se le parole “sono bisognose” le vicende umane e le cose oggettive non lo sono di meno: costruire utili modelli linguistici è, dalla notte dei tempi, rilevante attività.
Non si può negare, tuttavia, come la parola possa sembrare insoddisfacente:
La parola […] ha bisogno di materia”. Continua a leggere I bisogni della parola (su “Mestizia dopo gli ultimi racconti” di Nanni Cagnone)

Quaderni delle Officine (LXXXVI)

Quaderni delle Officine
LXXXVI. Giugno 2019

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

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“Nient’altro che l’esperienza d’un lettore”
Un attraversamento di Parmenides remastered
di Nanni Cagnone

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L’esperienza del leggere

Nota di lettura di
Marco Furia
 
a

Nanni Cagnone 
Parmenides Remastered
La Finestra Editrice, 2019.

Di fronte ai complessi ma non armati pensieri e versi di Parmenides Remastered, di Nanni Cagnone, ossia di fronte a un’intensa esigenza di dire e di dirsi, il lettore, all’inizio, è quasi portato, paradossalmente, a resistere.
Ci si accorge presto, tuttavia, di come quello del Nostro sia un semplice, chiaro invito.
La poesia e, in genere, la scrittura sono fatte, com’è ovvio, di parole e qui le parole si susseguono secondo ritmi esatti, precisi eppure segreti: il non detto è sempre presente.

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Breve saggio sull’arte di Edoardo Tresoldi

Fare materializzare immagini mentali usando reti metalliche: le figure umane, le costruzioni architettoniche che si danno a vedere posseggono l’aerea trasparenza di una visione, l’impalpabile presenza di un pensiero.

Un’immagine della mente che si profili nel paesaggio incanta lo sguardo, stabilisce un ininterrotto flusso di sentimenti e di pensieri tra il “fuori” e il “dentro” della mente.

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Il racconto di un’avventura (del tradurre)

Tutto è cominciato con una telefonata durante la quale Nanni Cagnone mi ha proposto di tradurre l’intera opera poetica di Stefan George (si pronuncia più o meno ghe-or-ghe). Lo confesso: non ho avuto il coraggio di dirgli di no, ma pensavo che George non fosse del tutto nelle mie corde – si trattava di un poeta del quale conoscevo un paio di testi e, dalle storie della letteratura tedesca dalle quali avevo studiato, risultava essere un artista fortemente estetizzante, centro di un circolo artistico (il cosiddetto “George-Kreis”) nel quale egli esercitava anche una sorta di funzione sacerdotale (di “sacerdote” della Poesia e della Bellezza, cioè); sapevo inoltre che Goebbels gli aveva offerto la presidenza di un’accademia delle arti che i nazisti intendevano fondare.
Ma, in realtà, di lui conoscevo poco.

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Poetiche cognizioni

Marco Furia

nota di lettura

Le cose innegabili

di Nanni Cagnone

Avagliano Editore, Roma, 2018

 

Le cose innegabili, di Nanni Cagnone, è una raccolta di versi la cui evocativa tensione pare rivolta verso l’esterno e assieme verso l’interno: l’autore c’è con un’assidua tendenza a dire, a rivolgersi agli altri mai dimenticando se stesso.
Nulla di gratuito è presente in queste ben strutturate cadenze: tutto, piuttosto, è necessario. Continua a leggere Poetiche cognizioni

Nell’esilio / Catania 3 agosto

NELL’ESILIO – inauguro oggi una rubrica dalla cadenza del tutto irregolare, il cui titolo ho voluto fosse ispirato al libro Doveri dell’esilio di Nanni Cagnone, nel senso che, da una condizione sia esistenziale che civile di “esilio” da un’ideale polis retta dai valori dell’amicizia, della bellezza, della libertà, osservo fatti, incontri, idee proprio al fine di ritrovare, per sprazzi e baluginii lo so, modi e motivi per trasformare l’esilio in luogo invece abitabile.

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Quaderni delle Officine (LXXXII)

Quaderni delle Officine
LXXXII. Luglio 2018

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

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I luoghi e le scritture (2016)
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A ognuno il suo Spicer

after lorca di jack spicer
prima traduzione italiana

“La casa editrice Gwynplaine, la rivista Argo, nella figura del curatore Fabio Orecchini, e l’impresa creativa non-profit Nie Wiem hanno il piacere di presentare in anteprima nazionale la traduzione di After Lorca (1957), la prima importante pubblicazione del poeta Jack Spicer, tuttora inedita in Italia“.

“L’interesse per i versi di Spicer e per i suoi studi di linguistica è andato crescendo in tutto l’universo letterario, non solo americano, dopo la vittoria nel 2009 del prestigioso American Book Award per il suo My Vocabulary did this to me: Collected poetry of Jack Spicer, pubblicato postumo a cura di Peter Gizzi.
Ciò nonostante sono ancora rare le traduzioni delle opere di Spicer e quella in italiano del poeta Andrea Franzoni è una delle poche apparse in Europa“.

L’uomo della soglia

nanni-cagnone-1979 Francesca Diano

Nanni Cagnone è uno di quei rari che si sottraggono a qualunque categorizzazione, ma che incarnano l’idea, platonica vorrei dire, del Poeta, non solo perché scrivono versi – sempre, anche quando in versi non scrivono, anche quando pensano, parlano, tacciono, vivono, respirano – ma perché consacrano la vita a dare forma, e rendere quale dono, a una visione nuova del mondo, frutto di una ricerca che mai si interrompe, che è esplorazione e sperimentazione di ogni possibilità, di ogni strumento, mezzo e tecnica che parola e speculazione offrono. E lo fanno da innamorati dell’ignoto. Seguendo, come unica guida, il proprio dàimon. Perché questa è la loro natura.

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Post-Kult, 1

Londra, settembre 1940, Biblioteca di Holland Park

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Carteggi Letterari, 2

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cagnonemeliercolani

Le ultime pubblicazioni di Carteggi Letterari – Le Edizioni:

Nanni CagnoneCorre alla sua sorte
Marcello MeliCinquanta quartine facili
Marco ErcolaniIl poema ininterrotto di Francesco Marotta