Archivi tag: nanni cagnone

Quaderni delle Officine (LXXV)

Quaderni delle Officine
LXXV. Maggio 2017

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Francesca Diano

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L’uomo della soglia. Scholia a Nanni Cagnone (2017)
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L’uomo della soglia

nanni-cagnone-1979 Francesca Diano

Nanni Cagnone è uno di quei rari che si sottraggono a qualunque categorizzazione, ma che incarnano l’idea, platonica vorrei dire, del Poeta, non solo perché scrivono versi – sempre, anche quando in versi non scrivono, anche quando pensano, parlano, tacciono, vivono, respirano – ma perché consacrano la vita a dare forma, e rendere quale dono, a una visione nuova del mondo, frutto di una ricerca che mai si interrompe, che è esplorazione e sperimentazione di ogni possibilità, di ogni strumento, mezzo e tecnica che parola e speculazione offrono. E lo fanno da innamorati dell’ignoto. Seguendo, come unica guida, il proprio dàimon. Perché questa è la loro natura.

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Post-Kult, 1

Londra, settembre 1940, Biblioteca di Holland Park

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Carteggi Letterari, 2

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cagnonemeliercolani

Le ultime pubblicazioni di Carteggi Letterari – Le Edizioni:

Nanni CagnoneCorre alla sua sorte
Marcello MeliCinquanta quartine facili
Marco ErcolaniIl poema ininterrotto di Francesco Marotta

prima del diluvio, 1

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Nanni Cagnone

      (Avvento)

      In che consista la notte,
      non importa.
      E quale artefice
      imponga di apparire
      quando notte agita o preme,
      non sappiamo.
      Poi si conosce
      certamente cieco
      lo sguardo di mezzogiorno,
      ché altro è lo specchio
      altra la contesa,
      e sono gli anneriti
      incandescenti,
      e partire è più saldo
      d’esser giunti.

      È questo,
      il crepuscolo
      a cui si è impreparati.

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Tacere fra gli alberi

Nanni Cagnone Disperazione
non sono le sventure,
ma la recente
loro arroganza.
Giungessero
in punta di piedi,
con l’aria di scusarsi,
noi, che solo nel morire
disertiamo,
saremmo ospitatori,
come di siccità, gelate
o grandine. Tirannia
di nostra debolezza,
veritieri presentimenti,
profusione di malinconia,
calici di vino rosso
che non possono,
non fermano l’esodo
da cui sbriciolati
i pensieri, incalzate le vie.
Scavano un vuoto
accanto, i nostri ricordi.

Nanni Cagnone
Tacere fra gli alberi
Torino, Coup d’idée, 2014
“La costellazione del Cigno”
Edizioni d’arte di Enrica Dorna

[Il sito di Nanni Cagnone]

Perduta comodità del mondo

Nanni Cagnone

Nanni Cagnone

Quest’ultima età,
l’estrema, di torpidi e desti
sia l’ovunque. Sappiatelo
però, non si ricapitola,
per cedimenti o pendii
di revocate primavere
confusamente si séguita,
invaghiti di frammenti,
ché mai si avrà l’intero,
pace nessuna
complessivamente—solo
un minuzioso districarsi,
inverar filo per cruna
o cogliere acerbo
nuovo tormento
per onorarlo, quasi
un fanciullo ulivo
che si azzardi
in rassegnato suolo,
nell’anafora dei vènti,
in sua pratica consumazione.

 

Nanni Cagnone
Perduta comodità del mondo
Roma, La Camera Verde, 2013

I capi della città su fino all’etere

Jack Spicer
Nanni Cagnone

Sarebbe doverosa gentilezza dedicare questa prima edizione italiana di un’opera di Jack Spicer a poeti convinti che Whitman ed Emerson si trovino al culmine della tradizione americana, nonché a coloro che si dolgono di non aver potuto seguire in tournée gli eroi della Beat Generation. Gente che merita accomodarsi in un tinello ove invece di Muddy Waters si renda contemplabile Bob Dylan. […]

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Le cose innegabili / Undeniable things

Nanni Cagnone

Straniero in ogni dove,
se privo di scopo
muovi al modo della brezza
per sfiorare, mio popolo
intangibile piú sparso,
a cui non è dato abitare
tra cose ordinate,
aggiudicate,
che han perduto
il piglio antico dei viventi.

Tua incompresa
vuota avidità,
che all’estremo, al di sotto,
t’innalza.

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Acconsentire al mistero

Enrico Cerasi
Nanni Cagnone

Acconsentire al mistero.
La libertà di Nanni Cagnone

Oracolo contro Duma. Mi si grida da Seir:
“Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella,
quanto resta della notte?”. La sentinella risponde:
“Viene la mattina, e viene anche la notte. Se volete
interrogare, interrogate pure; tornate un’altra volta”.

Isaia 21, 11-12

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Æschylus, Agamemnon

Nanni Cagnone

Θεοὺς μὲν αἰτῶ τῶνδ’ ἀπαλλαγὴν πόνων, / φρουρᾶς ἐτείας μῆκος, ἣν κοιμώμενος / στέγαις Ἀτρειδῶν ἄγκαθεν, κυνὸς δίκην, / ἄστρων κάτοιδα νυκτέρων ὁμήγυριν, / καὶ τοὺς φέροντας χεῖμα καὶ θέρος βροτοῖς / λαμπροὺς δυνάστας, ἐμπρέποντας αἰθέρι / ἀστέρας, ὅταν φθίνωσιν, ἀντολάς τε τῶν…

“Questo è un teatro mnemonico, ove pretende ancora d’accadere il già accaduto, di far ritorno l’incompreso, e una necessità fa spreco del possibile. Perché questa genealogia dei dolori, questi sentimenti inferiori? Sudditi della Storia, siamo preceduti. Ricordiamo. E poiché ricordare invita in alcun modo ad obbedire, la memoria sarà la causa prima, e cosa ereditaria il nostro passato.”

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