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prima del diluvio, 1

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Nanni Cagnone

      (Avvento)

      In che consista la notte,
      non importa.
      E quale artefice
      imponga di apparire
      quando notte agita o preme,
      non sappiamo.
      Poi si conosce
      certamente cieco
      lo sguardo di mezzogiorno,
      ché altro è lo specchio
      altra la contesa,
      e sono gli anneriti
      incandescenti,
      e partire è più saldo
      d’esser giunti.

      È questo,
      il crepuscolo
      a cui si è impreparati.

(continua a leggere qui)

Tacere fra gli alberi

Nanni Cagnone Disperazione
non sono le sventure,
ma la recente
loro arroganza.
Giungessero
in punta di piedi,
con l’aria di scusarsi,
noi, che solo nel morire
disertiamo,
saremmo ospitatori,
come di siccità, gelate
o grandine. Tirannia
di nostra debolezza,
veritieri presentimenti,
profusione di malinconia,
calici di vino rosso
che non possono,
non fermano l’esodo
da cui sbriciolati
i pensieri, incalzate le vie.
Scavano un vuoto
accanto, i nostri ricordi.

Nanni Cagnone
Tacere fra gli alberi
Torino, Coup d’idée, 2014
“La costellazione del Cigno”
Edizioni d’arte di Enrica Dorna

[Il sito di Nanni Cagnone]

Perduta comodità del mondo

Nanni Cagnone

Nanni Cagnone

Quest’ultima età,
l’estrema, di torpidi e desti
sia l’ovunque. Sappiatelo
però, non si ricapitola,
per cedimenti o pendii
di revocate primavere
confusamente si séguita,
invaghiti di frammenti,
ché mai si avrà l’intero,
pace nessuna
complessivamente—solo
un minuzioso districarsi,
inverar filo per cruna
o cogliere acerbo
nuovo tormento
per onorarlo, quasi
un fanciullo ulivo
che si azzardi
in rassegnato suolo,
nell’anafora dei vènti,
in sua pratica consumazione.

 

Nanni Cagnone
Perduta comodità del mondo
Roma, La Camera Verde, 2013

I capi della città su fino all’etere

Jack Spicer
Nanni Cagnone

Sarebbe doverosa gentilezza dedicare questa prima edizione italiana di un’opera di Jack Spicer a poeti convinti che Whitman ed Emerson si trovino al culmine della tradizione americana, nonché a coloro che si dolgono di non aver potuto seguire in tournée gli eroi della Beat Generation. Gente che merita accomodarsi in un tinello ove invece di Muddy Waters si renda contemplabile Bob Dylan. […]

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Le cose innegabili / Undeniable things

Nanni Cagnone

Straniero in ogni dove,
se privo di scopo
muovi al modo della brezza
per sfiorare, mio popolo
intangibile piú sparso,
a cui non è dato abitare
tra cose ordinate,
aggiudicate,
che han perduto
il piglio antico dei viventi.

Tua incompresa
vuota avidità,
che all’estremo, al di sotto,
t’innalza.

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Acconsentire al mistero

Enrico Cerasi
Nanni Cagnone

Acconsentire al mistero.
La libertà di Nanni Cagnone

Oracolo contro Duma. Mi si grida da Seir:
“Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella,
quanto resta della notte?”. La sentinella risponde:
“Viene la mattina, e viene anche la notte. Se volete
interrogare, interrogate pure; tornate un’altra volta”.

Isaia 21, 11-12

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Æschylus, Agamemnon

Nanni Cagnone

Θεοὺς μὲν αἰτῶ τῶνδ’ ἀπαλλαγὴν πόνων, / φρουρᾶς ἐτείας μῆκος, ἣν κοιμώμενος / στέγαις Ἀτρειδῶν ἄγκαθεν, κυνὸς δίκην, / ἄστρων κάτοιδα νυκτέρων ὁμήγυριν, / καὶ τοὺς φέροντας χεῖμα καὶ θέρος βροτοῖς / λαμπροὺς δυνάστας, ἐμπρέποντας αἰθέρι / ἀστέρας, ὅταν φθίνωσιν, ἀντολάς τε τῶν…

“Questo è un teatro mnemonico, ove pretende ancora d’accadere il già accaduto, di far ritorno l’incompreso, e una necessità fa spreco del possibile. Perché questa genealogia dei dolori, questi sentimenti inferiori? Sudditi della Storia, siamo preceduti. Ricordiamo. E poiché ricordare invita in alcun modo ad obbedire, la memoria sarà la causa prima, e cosa ereditaria il nostro passato.”

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Cognizione di Emilio Villa (II) – di Nanni Cagnone

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(Emilio Villa, L’Es Prit Pur, da Compost xt)

[La prima parte qui.]

               Nanni Cagnone – Cognizione di Emilio Villa. II

     Ho sempre saputo di essere difettoso. Infatti, vi sarà difficile trovare un testimone piú scaduto. Ad esempio: nel 1965, Emilio Villa chiese a me e a Patrizia Vicinelli di scrivere qualcosa che accompagnasse un testo suo nel catalogo di una mostra avvenire di Marisa Busanel (presso una galleria non lontana da piazza Barberini, di cui ho dimenticato il nome). Naturalmente, non ricordo piú nulla di quei testi, anche perché ho smarrito il conseguente catalogo. Invece, rivedo Marisa e il suo lavoro: stanchezza di abiti da donna, troppo usati, e sciupati-invischiati per sempre in diminuiti colori, vinavil e altre addolorate sepolture. Lei aveva un volto inquieto, risentito e chiaro, di una bellezza certa e restia. Continua a leggere Cognizione di Emilio Villa (II) – di Nanni Cagnone

Cognizione di Emilio Villa (I) – di Nanni Cagnone

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(L’immagine è tratta da Compost xt)

               Nanni Cagnone – Cognizione di Emilio Villa. I

     Quando un uomo parla di un altro che non sa piú parlare, le sue parole rischiano di diventare sacrosante. E allora voglio indebolirle queste parole, affinché si possa pensare a Emilio Villa in modi che non siano quelli in cui ne parla Nanni Cagnone. Continua a leggere Cognizione di Emilio Villa (I) – di Nanni Cagnone

Index vacuus – Nanni Cagnone

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(Tommaso Cascella, Corpo d’amore, 1998)

*

Testi da INDEX VACUUS

(Nanni Cagnone, Index Vacuus. Poems. Translated from the Italian by Richard Milazzo with the author, New York, Edgewise Press, 2004)

Giorni anneriti
e segnature d’infanzia.
Infine, questa stanza
oscuramente formata,
e oscura. Continua a leggere Index vacuus – Nanni Cagnone