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La rivoluzione ha ignorato Bach / seconda parte (di Rocco Brindisi)

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(QUI LA PRIMA PARTE)

Fu in quell’anno, era il ’77, che arse vivo un bambino, nell’androne di un palazzo dove qualcuno aveva gettato una molotov.

Il sonno. Il dono incredibile del sonno. L’insonnia di Émile Cioran, che, affermava, era stata la sua amante perfetta, l’unica realtà senza maschere, un dono che lo costringeva a girare tutta la notte ascoltando i suoi passi sui ciottoli. Un bambino raccoglie un dito di fango, ci sputa sopra, lo passa sugli occhi spenti di Dio che, finalmente, dorme. E, dormendo, vede il mondo, il dolore senza speranze, la sua mostruosità, la la propria grottesca perfezione e quella, altrettanto ironica, delle stelle. Per molti esseri umani, svegliarsi è un incubo. La madre di Cioran amava Bach, lo ascoltava, lo suonava. Quest’amore lo passò al figlio, che ha amato Bach fino alla fine. Diceva che Bach va oltre Dio. La rivoluzione ha ignorato Bach. Giorgio cercava la gioia di Bach e la trovava anche quando non riusciva più a carezzare la donna che amava, perché le sue mani erano diventate un ornamento: avrebbe potuto pensare che le sue mani fossero un’ombra perfida del suo corpo, ma non lo pensava. Non pensava che alla gioia di ascoltare la gioia. Mia madre avrebbe amato Bach. Lei, che era una maestra dei rammendi, avrebbe ricucito gli strappi della pelle di Dio con quella musica. Avrebbe ricucito le ferite del sonno dei suoi figli.  Continua a leggere La rivoluzione ha ignorato Bach / seconda parte (di Rocco Brindisi)

La rivoluzione ha ignorato Bach / prima parte (di Rocco Brindisi)

img_2270Il giorno del rapimento di Moro, la piazza grande era affollata. La maggior parte della gente passeggiava. Pure i compagni, che di solito la evitavano. Non ricordo se ci fosse il sole. Leggevo, nei loro volti, una quieta esaltazione.  Quello che era successo non mi commuoveva e neanche m’inquietava. Mi incuriosiva.  Non  mi sentivo toccato dal massacro della scorta. Non amavo i poliziotti, nessun poliziotto si era mai ribellato a un ordine ingiusto, al disonore di sparare su una folla. Questa convinzione non mi ha mai abbandonato. È anche vero che non ho mai applaudito all’uccisione di un poliziotto.  Continua a leggere La rivoluzione ha ignorato Bach / prima parte (di Rocco Brindisi)

Un altro Salento: su “Io sono la bestia” di Andrea Donaera

Non discuterò qui né della trama né della caratterizzazione dei personaggi, ma del linguaggio e dello stile dell’opera di Andrea Donaera Io sono la bestia (NN editore, Milano 2019): è mia convinzione che il libro s’imponga non solo in ragione di un racconto avvincente e originale, ma, ancor più, proprio in forza del suo impianto linguistico e del montaggio narrativo – penso sia facile lasciarsi coinvolgere profondamente dal racconto (a me è successo di averlo letto in poche ore senza sapermene staccare), ma perpetrerei un’ingiustizia nei confronti dell’autore se mi fermassi qui, poiché, a una riflessione più ponderata e lucida, sono proprio le virtù dello stile e del linguaggio a costituire il valore decisivo dell’opera perché linguaggio e stile ne portano alla luce i significati profondi. Continua a leggere Un altro Salento: su “Io sono la bestia” di Andrea Donaera

Manganese

Ivano Mugnaini

Non esistono i presagi: il destino non manda araldi.
È troppo saggio o troppo crudele per farlo.

Oscar Wilde

È ora che si sappia: l’orgoglio della Reale Marina Britannica, il Titanic, è stato sabotato. Allegramente, disperatamente, inesorabilmente sabotato. Così come gli Egizi facevano erigere le loro Piramidi, il geometrico progetto di apparentare l’umano al divino, alle maestranze indigenti, sinonimo elegante di schiavi, allo stesso modo i civilissimi inglesi all’inizio del secolo scorso hanno avuto la brillante idea di far costruire la più imponente delle loro navi a Belfast. Continua a leggere Manganese

Voci dalla Palestina

Sul blog di Georgia, è possibile leggere una interessante rassegna dedicata ad alcune voci della cultura palestinese: un modo intelligente di rompere il “muro” del silenzio intorno a una letteratura che annovera dei veri maestri della narrativa e della poesia contemporanee. Attraverso una rete di links e di rimandi testuali, è possibile ricostruire una piccola mappa di un universo tanto affascinante quanto a noi praticamente sconosciuto.

Ecco alcuni degli ultimi autori proposti:

Muhammad Hamza Gana’Yim
Bashir Shalash
Ibrahim Nasrallah
Mahmud Darwish
Suad Amiry
Sahar Khalifah (1) (2)

Altre notizie e indicazioni bibliografiche sono reperibili qui.
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Fiori di memoria I – di Anselmo F. BERARDI

Pinelli

Fiori di memoria
(Milano, 16 dicembre 1969)

[Tratto da: www.georgiamada.splinder.com del 26 marzo 2006. La revisione del testo è opera dell’autore.]

I

L’adolescente che in quella freddissima mattinata del 16 dicembre 1969 vedeva Milano per la prima volta, non poteva mai immaginare che in quella città avrebbe trascorso molti dei futuri anni della sua vita. Una città che avrebbe sempre amato, con la tenerezza e la rabbia con cui si guarda la ferita mai cicatrizzata di una passione tradita, il taglio che invano si cerca di medicare ogni volta che nel pensiero riprende a sanguinare. Continua a leggere Fiori di memoria I – di Anselmo F. BERARDI