Archivi tag: natàlia castaldi

Carteggi Letterari, 4

La pietà del bianco

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Carteggi Letterari, 2

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cagnonemeliercolani

Le ultime pubblicazioni di Carteggi Letterari – Le Edizioni:

Nanni CagnoneCorre alla sua sorte
Marcello MeliCinquanta quartine facili
Marco ErcolaniIl poema ininterrotto di Francesco Marotta

Le architetture dell’orrore

auschwitz-letti Natàlia Castaldi

E’ il 27 gennaio e, ormai da undici anni, ogni ventisette di gennaio si torna a parlare e polemizzare sull’utilità di celebrare la memoria dell’Olocausto e la liberazione del Campo di concentramento e sterminio di Auschvitz, avvenuto nel corso de La Grande Offensiva dell’Armata Rossa, il 27 gennaio del 1945. La settimana del 27 gennaio anno dopo anno va perdendo di vista il suo obiettivo principale, saturando l’informazione con discussioni sterili, o peggio pavoneggianti, sulla retorica della memoria, sull’inutilità dell’istituzione di una data in cui celebrare una memoria tanto scomoda da meritare l’etichetta dell’ipocrisia, del fastidio, della noia, del trito e ritrito talmente ripetuto e celebrato da causare irritata indifferenza, un distacco emotivo assuefatto e malato che non si ferma al passato, ma si protrae ed estende al presente, al punto di “banalizzare il male” come qualcosa che comunque non ci appartiene se non come spettatori inermi, indispettiti, disturbati.

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#1 – La Nuova Scuola Messinese: Gianluca D’Andrea – ECOSISTEMI

ecosistemi

Gianluca D’Andrea

Entrare in Ecosistemi è farsi partecipe, parte in causa, di una ricostruzione linguistico-territoriale complessa, frammentata apparentemente, eppur sempre circolare nel suo ruotare intorno alla materia originaria dell’umano, che in sé fonde necessità di memoria e preservazione dello spazio vitale, in uno slancio d’amore conservativo e di contro rivoluzionario proprio in virtù della sua volontà di preservazione del mondo, che in questo libro gioca esso stesso il primario ruolo di attore e metafora del suo connettivo inner sense: il linguaggio. Continua a leggere #1 – La Nuova Scuola Messinese: Gianluca D’Andrea – ECOSISTEMI

Associazioni e poetiche: Charles Simić, Joseph Cornell e Andrew Wyeth

Andrew Wyeth, Around the corner, 1994
Andrew Wyeth, Around the corner, 1994

Parlare della poesia di Charles Simić associandola alle fascinazioni delle scatole, delle pellicole assemblate e dei collage di Joseph Cornell, è scontato almeno quanto associare la poetica di Mark Strand ai lavori di Hopper.
Eppure credo che superando la fascinazione e il dichiarato amore di Simić per l’accattonaggio magico di Cornell – cui ha reso omaggio dedicandogli un intero libro che si apre con la citazione di Gérard de Nerval:

«Io? Inseguo un’immagine, nient’altro»

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Era l’unica cosa da fare

Federico Federici, Wo licht ist, 2012

Natàlia Castaldi

Era l’unica cosa da fare

     “Era l’unica cosa da fare”, ripeteva tra sé, stringendo i lembi del cappotto sul petto. Non aveva mai creduto alle cose durature, all’eterno manco a parlarne, ma non riusciva a dimenticare quel volto, quello che avrebbe dovuto cancellare col suo solito cinismo.
     La stagione delle cose passate, quella degli ideali per cui lottare si era spenta dentro il suo sguardo cupo, che a guardarlo bene fino in fondo, rifletteva un abisso di paure e rimpianti infantili, che solo gli abbandoni ingiustificati possono generare. Continua a leggere Era l’unica cosa da fare

I giorni perfetti

salotto liberty

Natàlia Castaldi

“Dove vanno a finire i personaggi di un film ancora da girare?
Qualunque pellicola immagini, l’umano è sempre in agguato con le sue gabbie da raccontare.”

    

Davide sapeva che non poteva tornare, la scena era ormai cambiata, il regista gli stava riscrivendo ruolo e partitura. La sua canzone tra memoria e compiacenza avrebbe dovuto occultare la scena precedente in una pozza di sangue, ma il sangue di Elvira aveva una dolcezza particolare, che s’intonava all’incarnato bianco, facendo risaltare la passione in un balbettio di reminiscenze. Continua a leggere I giorni perfetti

Quaderni delle Officine (XXIII)

Quaderni delle Officine
XXIII. Dicembre 2011

quaderno part_ b_n

Enzo CampiNatàlia CastaldiMarco Ercolani

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Esilio di voce. Tre letture critiche
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Dialoghi con nessuno


Natàlia Castaldi
Enzo Campi

[….] C‘è un‘assenza di tempo nella solitudine, un‘assenza di spazio, che traduco in parole come una continuità sospesa, dacché anche ciò che circonda la solitudine appare sospeso, astratto nel tempo e nello spazio, e dal tempo e dallo spazio della sua oggettiva presenza.
È come se non ci fossero silenzio e rumore, o meglio è ininfluente che ci siano, poiché tutto ruota entro la sfera di un‘estraneità di oggetti e fatti.

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Poetarum Silva

Poetarum Silva

 

 

“Nella scrittura ci si pratica (o ci si dovrebbe praticare) sempre al limite, si è (in)naturalmente portati a frequentare i margini, al solo scopo di osservare le cose dall’esterno e per meglio scegliere il punto più adatto per la penetrazione verso l’interno. Questa penetrazione, spesso praticata con dolo (ma questa sorta di effrazione viaggia in simbiosi col dono), è ciò che permette l’avvicinamento al cuore delle cose.”

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Qual è il vero dono?

Poetarum Silva
Blanc de ta nuque

Qual è il vero dono?

Il corpo di parole a cui il poeta disegna labbra e occhi, modulando
i suoi segni sul ritmo di tracce familiari o inavvertite, sul profilo incerto che
gli specchi rimandano a fatica,

 

oppure
la devozione di chi leggendo
in quella carne si immerge,
recupera dai fondali i suoni
che danno voce a quelle labbra,
le radici che danno immagini
a quegli occhi – la sostanza
che immette sangue,
respiro e movimento
in quella creatura d’aria
?

 

La risposta è qui, qui e qui

Ringrazio di cuore Natàlia, Enzo e Stefano.