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nell’esilio / su “La mano bruciata” di Jonny Costantino

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Ogni lettore che abbia la mano bruciata (purché veramente bruciata dal fuoco dell’arte E della vita, della passione E dell’anarchia, dell’insurrezione E dell’anticonformismo) capirà e amerà e divorerà questo libro di Jonny CostantinoLa mano bruciata (Rubbettino Editore, Soveria Mannelli 2021).

Non c’è nulla di saggio in questa raccolta di saggi (di saggiamente piccoloborghese, intendo dire, di giudiziosamente soppesato per essere offerto ai delicati palati dei signorini e delle signorine che scrivono e leggono di tenui sentimenti, d’indimenticabili tramonti, di farfalle librantesi tra steli d’erba e di angeli celati in soffi d’aerea luce); e proprio perché è l’autore stesso a definire le singole parti che compongono il libro sia “scritti” che “saggi”, vi riconosco fraternità del sentire e del pensare: scritto oppure saggio significa qui pagine che si negano a qualunque tradizionale, accademica, imbalsamata definizione, significa libertà del pensare e del vagabondare ed è linguaggio capace di trascorrere dallo scurrile al colto, dal parlato al cantato, dal meditabondo al provocatorio.  Continua a leggere nell’esilio / su “La mano bruciata” di Jonny Costantino

Nell’esilio / “La scortecata” di Emma Dante

CATANIA, 26 LUGLIO

Nel cortile degli ulivi dell’ex Convento dei Benedettini, all’incipiente buio della sera, sul sobrio palcoscenico (due sedie e il giocattolo di un castello in miniatura al centro della scena) Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola recitano La Scortecata per la regia di Emma Dante.
La regista palermitana è anche l’autrice del testo che ha costruito ispirandosi alla decima fiaba della prima giornata de Lo Cunto de li Cunti di Giambattista Basile: e qui voglio spiegare perché, a mio avviso, la sera del 26 luglio ho assistito a un’ora di grande teatro.

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