Archivi tag: osip mandel’štam

Dante nella poesia di Osip Mandel’štam

Francesca Vennarucci

“Il pane che si porta in carcere”.
Dante nella poesia di
Osip Mandel’štam

Come accade che un ebreo polacco, stretto nella morsa della Russia staliniana, sviluppi una autentica passione per Dante, inizi a studiare l’italiano per leggerlo in lingua originale e, anch’egli poeta, lo elegga a sua guida, a suo nutrimento? Perché? Cosa rappresenta Dante per Osip Mandel’stam? Attraverso il dialogo con Dante, Mandel’stam intesse una fitto colloquio con altri grandi poeti europei che nella vita e nell’opera dell’esule fiorentino cercarono una chiave per comprendere se stessi e i drammatici eventi storici novecenteschi: Eliot e Pound, ma anche Montale e Seamus Heaney. Sappiamo che Mandel’stam, quando iniziò a temere di venire arrestato, portava sempre con sé un’edizione tascabile della Commedia: non poteva tollerare l’idea del carcere senza Dante… e sappiamo anche che la sua ultima raccolta poetica ci è giunta perché la moglie Nadezda aveva imparato a memoria tutti i testi. L’esilio, il pane altrui che sa di sale, le scale da scendere e salire per chiedere aiuto e protezione, ma anche la sublime libertà del cielo, di uno sguardo che oltrepassa il visibile… È la storia di una amicizia, di un intimo colloquio, che, come tutti i veri profondi legami, aiuta a conoscersi e a trovare il proprio posto nel mondo. […]

(Continua a leggere su Retroguardia)

riletture, 12

Una rarissima immagine di db adolescente.
Una rarissima immagine di db adolescente.

db
il pezzullo

Mandel’štam

Osip Mandelstam

В Петрополе прозрачном мы умрем,
Где властвует над нами Прозерпина.
Мы в каждом вздохе смертный воздух пьем,
И каждый час нам смертная година.

Богиня моря, грозная Афина,
Сними могучий каменный шелом.
В Петрополе прозрачном мы умрем, –
Здесь царствуешь не ты, а Прозерпина.

1916

Nella diafana Petropolis noi moriremo,
Dove Proserpina regna su di noi.
L’aria della morte in ogni alito beviamo,
E ogni ora è per noi il tempo della morte.

O terribile Atena, o dea del mare,
Togli il possente elmo di pietra.
Nella diafana Petropolis noi moriremo, –
Qui non sei tu, ma è Proserpina a regnare.

Osip Ėmil'evič Mandel'štam
Osip Ėmil’evič Mandel’štam

Schibboleth

Schibboleth

Mitsamt meinen Steinen,
den großgeweinten
hinter den Gittern,

schleiften sie mich
in die Mitte des Marktes,
dorthin,
wo die Fahne sich aufrollt, der ich
keinerlei Eid schwor.

Flöte,
Doppelflöte der Nacht:
denke der dunklen
Zwillingsröte
in Wien und Madrid.

Continua a leggere Schibboleth

Il pezzullo di db (XVIII) – Слух чуткий парус напрягает

[db]

Осип Эмильевич Мандельштам
Слух чуткий парус напрягает

das_horchende

 

Continua a leggere Il pezzullo di db (XVIII) – Слух чуткий парус напрягает

Non oltre. Taccuini da Voronez (II) – di Marco Ercolani

[MARCO ERCOLANI]

osip_mandelstam

Bruciare nel gelo.
Andare scalzi sul vetro.
Accendere la candela nera.
Voci come rasoi.
Le stelle mi tolgono il senno.

Non oltre (II)

Taccuini da Voronez di Osip Mandel’stam, ritrovati in un barattolo di latta sotterrato nella fossa comune del lager di transito di Vtoraja Recka, Vladivostok (1938 circa).

           Secondo quaderno: Il sudario sdrucito.

     Un sudario sdrucito è il mio vessillo, che sventolo con impazienza sotto la crosta terrestre.

Continua a leggere Non oltre. Taccuini da Voronez (II) – di Marco Ercolani