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La religione della festa

Alba sui calanchi di Aliano

Franco Arminio

LA RELIGIONE DELLA FESTA

La luce è in ogni luogo e sopra ogni luogo c’è il cielo. Fare festa a un luogo, raccontarlo, attraversarlo, cantarci dentro. Questo abbiamo fatto ad Aliano, passando dalla coscienza di classe alla coscienza del luogo.

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Barbagianni, merendine, terzi piani

Livio Borriello

“Questo per dire che io vorrei che la letteratura fosse qualcosa del genere, il grido del barbagianni che ha catturato il topo, l’ascia kafkiana che rompe il mare di ghiaccio, l’incendio che getta bagliori nell’oscurità.”

Barbagianni, merendine, terzi piani.
Considerazioni sparse su Terracarne di Franco Arminio.

Quest’estate, dormendo con la finestra aperta in campagna, a un certo punto mi sono svegliato per l’urlo di un barbagianni (meravigliosa, angelica civetta bianca), così vicino che credevo fosse entrato nella stanza. Era un grido acuto, straziante, violento, un suono perturbante e irreale, che sembrava venisse da un’altra era. Credo fosse un grido di cattura, forse di qualche topo dei paraggi. In realtà l’era da cui proveniva era quella animale, in cui tutto è violento e estremo, era l’era in cui noi siamo stati animali. Poi abbiamo inventato questo curioso processo, la scrittura, attraverso cui riduciamo l’atto corporeo del parlare, del gridare, dell’ansare, del desiderare, a un’ordinata sequenza di gesti rattrappiti e misurati, silenziosi, immobili. Continua a leggere Barbagianni, merendine, terzi piani

Terracarne

Franco Arminio

“I libri spesso sono una sconfitta per chi li scrive. Chi pensa di aver aggiunto qualcosa è un illuso. I libri migliori non aggiungono nulla, solo in pochi casi miracolosi sottraggono qualcosa al mondo e il mondo più tardi se ne accorge.”

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Oratorio bizantino

Franco Arminio

La paesologia, la disciplina che Arminio ha messo al mondo un po’ per gioco un po’ sul serio, è una «scienza arresa», non mira a vendere, ma a far capire, non è seduzione, ma un gesto di amore doloroso e insieme inaffondabile. In questo Oratorio bizantino, che raccoglie scritti che attraversano più di un decennio, s’incontrano all’improvviso delle descrizioni commoventi, ci s’imbatte nell’Irpinia d’Oriente, una terra alta e battuta dai venti, una vera e propria «Mecca dei venti», uno dei pochi luoghi nei quali può venire in mente l’idea di un Museo dell’aria. Ma questi venti, che prendono la rincorsa da altre terre alte e arrivano da lontano, sono anche e soprattutto un luogo dell’anima, sottolineano la distanza dell’altura dai riti fescenninici della costa, dall’opulenza volgare e rumorosa di un mare fatto non più da marinai e navigatori, ma dalle plebi estive notturne e accaldate, dai terremoti sonori scagliati nel buio a decine di miglia di distanza, testimonianza di quella perdita del rapporto con i luoghi che li rende una discarica dello stordimento, un fondale dove il rumore annega in un solo colpo la bellezza e la coscienza, «una fossa comune dello spirito». Continua a leggere Oratorio bizantino

Franco Arminio nella lettura di Emanuele Trevi

Franco Arminio, Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta, Bari, Laterza, 2009.

Poeta e prosatore tra i più intensi e originali del panorama letterario contemporaneo, Franco Arminio approfondisce, di libro in libro, una scienza di cui è il fondatore e il solitario cultore, da lui definita «paesologia». L’orizzonte è sempre lo stesso, l’Irpinia orientale, terra di confine afflitta da lunghissimi e gelidi inverni. Quanto alla «paesologia», bisogna dire che, pur non essendo né una sociologia né una specie di urbanistica, si tratta di una scienza molto più esatta di quello che il suo stesso inventore vorrebbe farci credere. E’ una malinconica anatomia delle evidenze quotidiane, e della loro ineluttabile ripetizione. Continua a leggere Franco Arminio nella lettura di Emanuele Trevi

Nevica e ho le prove – di Franco Arminio

[FRANCO ARMINIO]

0010_GE’ in uscita per i tipi della Casa Editrice Laterza di Bari, nella collana Contromano, il nuovo libro di Franco Arminio, Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta. Lieto di poterne presentare qualche pagina in anteprima, ringrazio l’autore e l’editore per la cortesia.

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