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Le cose del mondo e il loro oblio

un saggio di Paolo Ottaviani
su Le cose del mondo
di Paolo Ruffilli
(Milano, Lo Specchio Mondadori, 2020)

(Mi fa enormemente piacere ospitare quest’intervento di Paolo Ottaviani, poeta di grande qualità e sensibile studioso di poesia, con uno spiccato interesse per quello che si va pubblicando in questi anni, sia in Italia che altrove. Il saggio che segue dimostra bene quanto ho appena affermato e comprova quanto necessario sia, per ogni poeta, leggere gli altri poeti, studiarli, imparare da loro – in un ambiente spesso avvelenato dal sospetto e dall’invidia l’ammirazione per il lavoro serio di altri poeti e scrittori è salutare esercizio e luminoso ampliamento di orizzonti.  A. D.)

Un’incantevole, ad un tempo chiara ed enigmatica, illustrazione di copertina, ideata dalla ricercatrice d’immagine della Mondadori Noemi Sorze, tutta giocata su un perfetto, sinuoso equilibro tra due soli colori – il bianco e il rosso – il primo come a simboleggiare una fiduciosa, incontaminata spiritualità che attraverso un sentiero attraversa e divide il rosso delle energie vitali, poi idealmente le ricompone e infine riprende il suo cammino verso l’infinito, oltre il margine fisico del libro, quest’immagine riposante per l’occhio ed inquietante per la mente è davvero un gran bel viatico alla lettura di questa nuova raccolta – Le cose del mondo (Mondadori, gennaio 2020) – di Paolo Ruffilli. Continua a leggere Le cose del mondo e il loro oblio

Il cibo senza nome

Pasquale Vitagliano

La chiave di lettura della poesia di Pasquale Vitagliano è il percorso di una voce che insegue, mentre la vive con intensità, una definizione del caos tutt’altro che calmo della vita con le sue ricadute continue nell’ossessivo (“Non è riuscita ad agglutinarla neppure / il tempo…”). Quella vita che in mille rivoli e frammenti continuamente scivola via, scorre inafferrabile eppure è tenuta, provata, goduta per qualche attimo, anche se “Hai voglia tu a sperare che / domani la storia potrà essere riscritta. / Tutto quello che hai detto, e fatto / si riverserà dentro senza farsi domande”. Continua a leggere Il cibo senza nome

Dissolvenza

Paolo Ruffilli

Dissolvenza

Labile specchio
schermo di paura
su cui campeggia il vuoto.
Imprime alla freccia
il moto e glissa a lato
la mano timorosa.
E il mondo incappa
nella rete
tolto alla nebbia
colto e richiamato
nei tratti del gesso
che si incide, gratta,
striscia, stride:
mostro di scrittura.
Così, dal buio fermo,
la lastra polverosa
fissa su dal fondo
il bordo della cosa.

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Non è ancora l’addio

Leone D’Ambrosio

Hai spento la luce
e chiuso la porta di casa,
ma non andartene via.

Non è ancora l’addio è una raccolta di cinquantasei brevi poesie che ruotano intorno al padre e al dolore bruciante della sua morte, in una sorta di controcampo con la vita trascorsa insieme. Perché già dai primi versi si disegna, attraverso le parole del figlio, l’intenso rapporto che li lega, nitido come può diventare solo al momento della separazione. Quando di colpo (anche se è una morte annunciata) il distacco diventa irreversibile e non ci sarà mai più un “insieme”, ma solo un “prima” e un “dopo”. Come è accaduto ad Orfeo e Euridice, mentre le loro voci si allontanavano fino a perdersi in un’eco indistinta. (Rosetta Loy)

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In memoria di Carlo Nardese

E sarà domani che ci incontreremo sulle parole
Per Carlo Nardese, 1963-2010

Nel primo sabato di questo piovoso e cupo febbraio, davanti alla tomba del fratello Diego, il poeta Carlo Nardese ha deciso di raggiungerlo, di darla vinta alla belva della depressione con cui lottava, corpo a corpo, da circa trenta dei suoi quarantasei anni. Lascia una moglie e un figlio piccolo, Tommaso. Continua a leggere In memoria di Carlo Nardese

Camera oscura di Paolo RUFFILLI nella lettura di Mirko SERVETTI

Paolo Ruffillioltre il soggetto, dentro la storia
(su Camera oscura)

I) mimesi di una Premessa

     Frequentando i miti, i corpi e i luoghi componenti l’ossatura metastorica quale principale motivo del magistero poetico di Paolo Ruffilli, occorre considerare la topologia entro cui si morfologizza il flusso poematico che da Piccola colazione, transitando per gli ‘scartamenti’ di Diario di Normandia, riprende il suo corso nel ‘letto’ a brevi anse di questa Camera oscura. Continua a leggere Camera oscura di Paolo RUFFILLI nella lettura di Mirko SERVETTI