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Quaderni delle Officine (XI)

Quaderni delle Officine
XI. Agosto 2010

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Marco Ercolani

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Nottario, I (Per la mano sinistra)
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Nottario (I, 6)

Marco Ercolani

“Colui che guarda dal di fuori attraverso una finestra aperta non vede mai tante cose come chi guarda una finestra chiusa. Non c’è oggetto più profondo, più misterioso, più fecondo, più tenebroso e più abbagliante di una finestra illuminata.”

(Charles Baudelaire)

Ci sono, nella letteratura, momenti oscuri e insondabili, grandi zone vuote che possono ospitare taccuini possibili o lettere ipotetiche, a favolosa e impossibile riparazione delle ferite di quel vuoto. In quei momenti si può scrivere come se si stesse ricordando uno stato di pericolo, di stupore. (m.e.)

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Nottario (I, 5)

Marco Ercolani

“Colui che guarda dal di fuori attraverso una finestra aperta non vede mai tante cose come chi guarda una finestra chiusa. Non c’è oggetto più profondo, più misterioso, più fecondo, più tenebroso e più abbagliante di una finestra illuminata.”

(Charles Baudelaire)

Sogno che i confini tornino ad esistere, che riformino il rettangolo del foglio e io riprenda a scrivere; e poi, da sotto, l’acqua ritorni a sgorgare trascinando la carta sulla cima dell’onda più forte. (m.e.)

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Nottario (I, 4)

Marco Ercolani

“Colui che guarda dal di fuori attraverso una finestra aperta non vede mai tante cose come chi guarda una finestra chiusa. Non c’è oggetto più profondo, più misterioso, più fecondo, più tenebroso e più abbagliante di una finestra illuminata.”

(Charles Baudelaire)

Ma se tu vivi soltanto per venir dimenticato
muori celibe e la tua immagine morrà con te.
Guarda nello specchio e parla al volto che vedi,
ora per te è il tempo di manifestarne un altro.

(W. Shakespeare, Sonetti)

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Nottario (I, 3)

Marco Ercolani

“Colui che guarda dal di fuori attraverso una finestra aperta non vede mai tante cose come chi guarda una finestra chiusa. Non c’è oggetto più profondo, più misterioso, più fecondo, più tenebroso e più abbagliante di una finestra illuminata.”

(Charles Baudelaire)

“La citazione, per me, non ha niente di filologico o di manieristico. È una viscerale corrispondenza con un altro essere umano. Una risonanza. Potrei dire che mi metto in ascolto del ritmo di altri cuori perché mi aiutino a sopportare con minore solitudine il battito del mio.” (Marco Ercolani)

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Nottario (I, 2)

Marco Ercolani

“Colui che guarda dal di fuori attraverso una finestra aperta non vede mai tante cose come chi guarda una finestra chiusa. Non c’è oggetto più profondo, più misterioso, più fecondo, più tenebroso e più abbagliante di una finestra illuminata.”

(Charles Baudelaire)

“…in fin dei conti, non un corpus ma un mucchio di cenere, per nulla preoccupato di conservare la sua forma, oppure appena un riparo, senza nessun rapporto con quello che ora, per amore, ho fatto per voi e che adesso vi dirò.”
(Jacques Derrida)

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Nottario (I, 1)

Marco Ercolani

“Colui che guarda dal di fuori attraverso una finestra aperta non vede mai tante cose come chi guarda una finestra chiusa. Non c’è oggetto più profondo, più misterioso, più fecondo, più tenebroso e più abbagliante di una finestra illuminata.”

(Charles Baudelaire)

“C’è qualcosa di assurdo nell’innalzare, attraverso un lavoro di anni, degli edifici di parole, preoccupandosi di costruirli con cura, come se dovessero resistere al tempo, pur sapendo benissimo che già ora solo pochi lettori prestano attenzione ad essi. E tuttavia non è lecito fare altrimenti, perché proprio in questo consiste l’etica della scrittura.”
(Giuseppe Zuccarino)

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