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Lungosenna (per Paul Celan)

(Molto probabilmente soltanto un poeta (o, comunque, un artista) può degnamente ricordare e omaggiare un poeta; per Paul Celan, in ricordo e in onore di Paul Celan, Domenico Brancale offre alla Dimora del tempo sospeso queste parole emerse dai suoi incerti umani  – un grazie anche ad Anna Ruchat: lei e Domenico sanno il perché – A. D.)

 

La tomba di Paul Celan (fotografia di Domenico Brancale).

 

nessuna voce franca
nessun luogo di respirazione
qui è un qualcuno a credere al sale degli occhi
qui messo a dimora

un vuoto preso in parola

tu nella ripetizione a mente per confondere io
attraverso questo essere irrimediabilmente traccia
fossile
a predire il cammino
udibile a malapena
nell’orma vuota che giace sotto i passi

……………………..l’istante è varco e diga

lungosenna del volto
di uno che annega parlando con la «colpa dell’amore»
accanto alle proprie mura edificate
convivendo con le macerie
ai margini d’infinite pupille

volto all’assente
spietrato
dalla lingua corrente che annoda

strappato da qualunque argine
indetto a muta perenne

ora che un nonnulla t’incera le mani
l’esilio è sotto l’unghia incarnita della notte

avevo appena versato le prime lacrime negre
non avrei mai dovuto imparare a sparlare

a fingermi tu …