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Una vita per il segno: Giorgio Kienerk

Giorgio Kienerk, Il silenzio, part. Raffaella Terribile

Giorgio Kienerk nacque nel 1869 a Firenze, allora nuova capitale d’Italia, dove si aprivano cantieri per abbattere le antiche mura e creare larghi viali di circonvallazione per demolire il vecchio centro e ampliare i quartieri periferici. Si voleva una metropoli moderna, nel paesaggio urbano, nella cultura, e anche nell’arte: agli Accademici restava il buon disegno, la sapiente composizione, la perfezione del chiaroscuro, le nobili storie, ma soffiava anche un vento nuovo, di cambiamento, d’insofferenza per le regole imposte dalla tradizione.

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Quaderni delle Officine (LXIV)

Quaderni delle Officine
LXIV. Dicembre 2015

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Raffaella Terribile

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Lettura di immagini (2010-2014)
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Le nuvole di Constable

Constable, Branch Hill Pond Raffaella Terribile

Le nuvole di Constable

[…] Nuvole… Corrono dall’imboccatura del fiume verso il Castello; da Occidente verso Oriente, in un tumultuare sparso e scarno, a volte bianche se vanno stracciate all’avanguardia di chissà che cosa; altre volte mezze nere, se lente, tardano ad essere spazzate via dal vento sibilante; infine nere di un bianco sporco se, quasi volessero restare, oscurano più col movimento che con l’ombra i falsi punti di fuga che le vie aprono fra le linee chiuse dei caseggiati.[…] Nuvole… Continuano a passare, alcune così enormi (poiché le case non lasciano misurare la loro esatta dimensione ) che paiono occupare il cielo intero; altre di incerte dimensioni, come se fossero due che si sono accoppiate o una sola che si sta rompendo in due, a casaccio, nell’aria alta contro il cielo stanco; altre sono ancora piccole, simili a giocattoli di forme poderose, palle irregolari di un gioco assurdo, da parte, in un grande isolamento fredde.[…] Nuvole… Esse sono tutto, crolli dell’altezza, uniche cose oggi reali fra la nulla terra e il cielo inesistente; brandelli indescrivibili del tedio che loro attribuisco: nebbia condensata in minacce incolori; fiocchi di cotone sporco di un ospedale senza pareti. Nuvole… Sono come me un passaggio figurato tra cielo e terra, in balìa di un impulso invisibile, temporalesche o silenziose, che rallegrano per la bianchezza o rattristano per l’oscurità, finzioni dell’intervallo e del discammino, lontane dal rumore della terra, lontane dal silenzio del cielo. Nuvole… Continuano a passare, continuano ancora a passare, passeranno sempre continuamente, in una sfilza discontinua di matasse opache, come il prolungamento diffuso di un falso cielo disfatto.

F. Pessoa, da Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares
(traduzione di M. J. de Lancastre e A. Tabucchi)

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La doppia passione di Camille Claudel

Camille Rodin, Sakountala

Raffaella Terribile

La doppia passione di Camille Claudel

Nel 1888 Camille Claudel espone, al Salon des Artistes Français, “Sakountala” (L’abbandono), forse l’opera più bella, più intensa e carica di pathos che abbia mai realizzato. Ritrae l’amore tra Sakountala, figlia adottiva di un eremita, e il principe Douchanta. Si tratta di una leggenda indiana del V secolo, tragica seppure a lieto fine, poiché i due si uniscono in matrimonio con un antico rito nuziale, ma quando il principe ritorna al suo castello per sortilegio si scorda di lei, che ha tenuto con sé il suo anello come pegno d’amore. Continua a leggere La doppia passione di Camille Claudel

Dialogo tra Cézanne, Mondrian e Morandi

Raffaella Terribile

1.

Le nature morte, più di qualsiasi altra opera, rivelano l’evoluzione nella concezione cézanniana dello spazio, la negazione dei valori prospettici tradizionali e l’importanza riconosciuta alla forma geometrica, elementi che saranno alla base della successiva rivoluzione operata dal cubismo con la “quarta dimensione”. L’artista desidera ricreare drasticamente una nuova immagine del mondo. L’equilibrio da lui creato all’interno del quadro scaturisce dall’unione e dal contrasto di linee verticali, orizzontali e oblique, che si intersecano e si spezzano. Continua a leggere Dialogo tra Cézanne, Mondrian e Morandi

All’assente

Raffaella Terribile
Elio Grasso

Nessuna apologia, ma pronuncia, finale riconoscimento di quanto la lingua conti prima e dopo l’ultimo istante. Soprattutto dopo. Se siamo in una gabbia, leggendo riusciamo a imparare dalle acrobazie che si fanno per restare fedeli al mandato: si chiama vita prima della vita, e poesia subito dopo. (E. G.)

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Adorazione dei pastori

Raffaella Terribile

Tintoretto
Adorazione dei pastori (1579-81)

“La Vergine è pallida e guarda il bambino. Ciò che bisognerebbe dipingere sul suo viso è uno stupore ansioso che non è apparso che una volta su un viso umano. Poiché il Cristo è il suo bambino, la carne della sua carne, e il frutto del suo ventre. L’ha portato nove mesi e gli darà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. E in certi momenti, la tentazione è così forte che dimentica che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice: piccolo mio! Ma in altri momenti, rimane interdetta e pensa: Dio è là e si sente presa da un orrore religioso per questo Dio muto, per questo bambino terrificante. Poiché tutte le madri sono così attratte a momenti davanti a questo frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino e si sentono in esilio davanti a questa nuova vita che è stata fatta con la loro vita e che popolano di pensieri estranei. Continua a leggere Adorazione dei pastori

Speranza

Raffaella Terribile

Gustav Klimt
Die Hoffnung I, II
(1903, 1907)

La presentazione al pubblico di Speranza I avvenne in occasione della Kunstschau del 1909, a sei anni dalla sua realizzazione: la Vienna benpensante avrebbe difficilmente accettato un soggetto così scabroso, e questa considerazione dissuase l’artista dall’esporre l’opera alla sua mostra personale organizzata nel 1903 dalla Secessione, una prudenza evidentemente giustificata, dato che il suo primo proprietario, l’industriale Fritz Wärndorfer, finanziatore delle Wiener Werkstätte, la teneva coperta per evitare scandali. Klimt ci ha abituati a personaggi femminili inquietanti, ad atmosfere morbose, ma in quest’opera spinge in maniera evidente nella direzione di un sovvertimento dei valori positivi tradizionali, attesi dal titolo stesso e dal soggetto. La Speranza viene allegoricamente rappresentata nella figura di una giovane donna incinta, completamente nuda, teoricamente piena di promessa e di futuro, immagine che al contempo allude all’incontro intimo avvenuto dentro e fuori di lei. Continua a leggere Speranza

Lettura di un’immagine

Raffaella Terribile

Rogier
Van der Weyden

Trittico
dell’Annunciazione

(1432-35)

La letizia si posa sulle maioliche preziose del pavimento, in un sereno mattino di inizio primavera. Le finestre affacciate sulle colline, un interno domestico, i gesti sospesi nello stupore che trascende il quotidiano. I passi discreti delle domestiche che si affaccendano per casa, acciottolii di stoviglie, panni stesi ad asciugare al sole, mentre le dita sottili della Signora sfiorano le pagine di un libro di preghiere. Continua a leggere Lettura di un’immagine