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Poeti Greci Contemporanei (II)

Nikos

Nikos Karùzos
(Νίκος Καρούζος)

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La poesia arriva, non solo nei momenti ma soprattutto nei modi più inattesi. Per questo apro questa breve presentazione a Karùzos con una fotografia. Si tratta di un murales nel quartiere di Exàrchia, ad Atene, dove sono vissuto qualche tempo. Una mattina del 1999 tornavo da una ubriacatura notturna, percorrevo odòs Kallidromìu, davvero la più bella via di Atene, questo significa il suo nome, e caddi ai piedi di una scalinata. Rialzadomi, vidi il murales. Sarà stata la condizione alcolica, probabilmente, ma questi primi versi mai letti in vita mia di Karùzos mi colpirono con efficacia: “Povertà, fuoco, veleno questo luogo. / Piroghe i greci nei colori delle epigrafi / e l’amore ultima speranza”. Direi che la condizione dell’ubriacatura, del tutto casuale quella mattina, la continuo a riscontrare ogni volta che rileggo Karùzos, ovviamente da sobrio. Un po’ per il continuo disorientamento che mi causa la sua scrittura. Molto perché mi ci sento in sintonia visivamente, nelle immagini sconnesse che costruisce, e che costruiscono quasi una filosofia, enormemente pagana, estratta da ciò che di invisibile ci compone e ci gira intorno. Dice, in un’intervista: “Ho costruito le mie basi (poetiche, di scrittura n.d.a.) dagli studi scientifici perché, come l’arte, sopravviveranno di diritto nel futuro”. Aggiunge: “Io non sono mai stato un iperrealista, ma non ho mai potuto capire la mancanza della chiarezza”. Mai stato iperrealista, mai stato schierato, almeno nell’arte. “Non credo serva schierarsi, in poesia. Continua a leggere Poeti Greci Contemporanei (II)

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Poeti Greci Contemporanei (I)

Yòrgos Chronàs

Yòrgos Chronàs
(Γιώργος Χρονάς)

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Yòrgos Chronàs è considerato fra i maggiori poeti contemporanei greci. Nasce nel ’48 al Pireo e a vent’anni circa si trasferisce ad Atene. Pubblica il primo libro nel ’73. Il secondo, l’anno dopo, glielo finanzia Mànos Chatzidàkis, che gli procura anche un breve spazio di 15 minuti alla radio nazionale, sul terzo canale. Il programma si chiama “Odòs Pànos” (via Pànos). Da allora, non si contano gli interventi nella vita culturale del paese di Chronàs, talmente tanti sono. Pubblica 20 libri fra poesia, prosa e teatro. Continua le trasmissioni radiofoniche. Fonda una rivista letteraria (Odòs Pànos) e l’omonima casa editrice. Scrive anche canzoni, circa un centinaio, musicate da Chatzidàkis e altri nomi della musica contemporanea greca. Forte e influente è la sua presenza nelle lettere del paese. Più o meno nel 1970, conosce in un caffè del Pireo Michàlis Katsaròs che gli segna la vita poetica, come egli stesso sottolinea, a tal punto da dire, in un’intervista per la ERT (la RAI greca): “Molto di quello che ho scritto è dedicato, direttamente o non, a Katsaròs; non ho problemi nel dirlo”. Lo segna nel linguaggio, scarno, diretto, piano. Ma mentre Katsaròs è anche poeta di un linguaggio diretto di denuncia, Chronàs non fa da megafono ma da regista. “Quello che c’è nei miei testi non sono io; è quello che mi gira intorno. Può darsi che però, alla fine, sia anche io.” Chronàs viene definito “poeta delle piccole cose” ma in sostanza è un trasfiguratore della realtà, che prende il via da qualsiasi piccola cosa gli giri intorno. Continua a leggere Poeti Greci Contemporanei (I)

Ποιείν-RebStein

Poiein

Massimiliano Damaggio

Parte oggi una collaborazione fra due siti di poesia di due diversi paesi europei. Uno è questo: Reb Stein. L’altro è tra i più importanti, e seguiti, siti della Grecia: Poiein (si legge piìn). Questi due luoghi dedicati alla poesia hanno diverse cose in comune. Primo, la varietà di una proposta di qualità. Secondo, sono uno spazio realmente aperto ai liberi interventi di tutti. Poi, sono gestiti in modo (quasi) artigianale dai rispettivi Francesco Marotta e Sotìrios Pastàkas, due ottimi poeti che hanno sentito la necessità di farsi “propositori” e non soltanto fruitori/scrittori di poesia. Sono convinto che l’alto numero di lettori che entrambi i siti hanno sia dovuto alla sincera passione senza tornaconto (non economico, ovviamente) che i due hanno infuso nel proprio progetto. Questa è l’altra cosa che hanno in comune e che risulta fondamentale per le grandi vivacità, vitalità e bellezza dei due luoghi.

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