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Il labirinto e il Minotauro

Roberta Borsani Roberta Borsani

Il labirinto è un simbolo potente, la cui origine si perde nella notte dei tempi. L’età antica mise la nascita della civiltà, una nascita drammatica e oscura, nel cuore di un labirinto. Posti al centro di un inestricabile groviglio, si trovarono faccia a faccia l’uomo e il mostro. Il primo trafisse con la spada il mostro e celebrò sotto gli occhi del cielo la vittoria dell’umanità sull’istinto, dell’ordine sul caos, della tecnica sulla forza, dell’intelligenza sul sangue.
La vicenda ha origine sulle coste del Libano, dove la bella Europa, fanciulla dagli occhi grandi e lucenti, viene amata e rapita da Zeus, il quale l’avvicina assumendo l’aspetto di un giovane toro. Europa lo incontra mentre gioca sulla spiaggia con le compagne. L’aspetto mansueto e giocoso dell’animale vince la sua naturale ritrosia, tanto che gli si spinge accanto per ornargli festosamente le corna di una corona di fiori freschi. Ecco che il toro dà uno scatto, la prende rapidamente sul dorso e incurante delle sue grida si getta nelle acque del mare, nuotando fino alle coste dell’isola di Creta. Qui, riassunte le divine sembianze, Zeus sfoga la sua passione e si unisce alla vergine.

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Persuasori di morte

Roberta Borsani

Da una palude nei pressi di una cittadina della provincia piemontese riemerge il cadavere di una ragazza uccisa con un colpo d’arma da fuoco. Tormentata da gravi problemi psicologici, Fiammetta Uslenghi poteva contare solo sull’amicizia di un giovane prete, don Gabrio, e di sua sorella Miriam, donna dal fascino enigmatico e dal passato ambiguo. A indagare su quel caso di omicidio è il commissario Realis, un cinquantenne appassionato di letteratura e di floricoltura. Numerosi indizi lo costringono, suo malgrado, a incriminare il sacerdote. Ma nella sua mente si addensano crescenti perplessità: le indagini procedono con una linearità fin troppo consequenziale, fra testimonianze e coincidenze che sembrano obbedire a un piano diabolico, a una tenebrosa congiura ordita per annientare don Gabrio. Continua a leggere Persuasori di morte

Mappe per l’ascolto

Livia Candiani

Per ascoltare
bisogna aver fame
e anche sete,
sete che sia
tutt’uno col deserto.

[Da Poesie del mondo]

Dunque, sapiente
è il corpo,
che sa morire e consegnare
alla luce, mostrare
i denti piegare le due sponde
delle labbra, lacrimare
solo o faccia a faccia
sanguinare e squarciarsi
e dire parlare dire instancabilmente
parlare inascoltato.

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Sangue del suo sangue

Roberta Borsani

Toscana, un pomeriggio qualunque: Gretel, una bambina di 8 anni, al rientro dalla palestra viene rapita da uno sconosciuto. Mesi dopo, sulle caviglie di Alice, la gemella, compaiono come stimmate segni di catene. Come è possibile? Per “simpatia”, dice qualcuno: un fenomeno che si verifica spesso tra gemelli. Ma questo significa che Gretel, che tutti danno per morta, è ancora viva. È chiaro che i tradizionali metodi di investigazione non bastano. Così Leone, ispettore dalla mente aperta, si rivolge all’amica sensitiva che già in passato ha collaborato con la polizia. Manuela è una donna ferita, che sta lottando per uscire dalla depressione, ma si lascia coinvolgere. Forse per curiosità o per senso di giustizia. Forse perché l’amicizia con Leone sta diventando qualcos’altro. Continua a leggere Sangue del suo sangue