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La pittura di Maria Vallina

Rosa Pierno

E’ una disposizione irruente, rapsodica, che sul foglio bianco o sulla tela, totalmente tralasciando una meditazione che contempli se stessa come agente esterno, proietta come fosse un’ombra la propria presenza in forma metaforica. E’ lei stessa, dunque, di volta in volta, macchia o linea, curva o figura, assumendo diverse forme in relazione ai propri ritmi. La trasposizione immediata di uno stato del proprio essere non coincide banalmente con l’inconscio né con una non razionale consapevolezza, avendo il pensiero uno svolgimento lineare solo nella formalizzazione logica. Già il linguaggio, infatti, ha una complessità e un’ambiguità da dirimere. Dunque, questi segni che sebbene carichi di rosso sangue, di rivoli, di scortecciate linee, vere e proprie vene di carbone che attraversano come fuochi artificiali il biancore del foglio illuminandolo in negativo – e fanno istintivamente pensare ai disegni dei bambini per la loro carica vitale e per la libertà espressiva che non vuole farsi carico del rispetto di alcunché – non hanno in realtà niente di semplice, niente di scontato e di irrazionale ne hanno quanto basta.

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Tempo, materia e colore in Peter Flaccus

Rosa Pierno

Sperimentare è parola spuria, incrostata da sedimenti, scarti, ritagli e il percorso artistico di Peter Flaccus ne porta le tracce e i residui, essendo una vera e propria storia di continua ricerca. Ricerca che si palesa, ad esempio, nelle opere in cui la cera vergine è stesa sulla tavola lignea col suo colore naturale ed è attraversata da nastri della medesima materia in cui è stato aggiunto pigmento bianco e che incidono la superficie, la intersecano a vari livelli di profondità: quello che emerge prepotentemente è la sensazione di una superficie pressata, scavata, riempita, nel tentativo di dimostrare l’eccedenza di un’insopprimibile volumetria. Tali nastri portano con sé la connotazione del gesto, ma privo del concetto di casualità. In tale gesto, il tempo appare, anziché bruciato in un solo istante, come dilatato, quasi diluito.

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Buzz Spector

Rosa Pierno

Se con i libri si potessero costruire muretti, grotte, dighe, fortini, case, patii, basiliche, torri, si realizzerebbe un luogo del tutto utopico, eppure il senso di concretezza che si sprigiona dalle installazioni di Buzz Spector richiama alla mente la volontà costruttiva che innerva la cultura, da cui, peraltro, l’ordine non è mai assente. In fondo, la cultura è un processo che filtra, trasforma, modifica e ricrea; inoltre, i libri usati come materiale da costruzione si prestano a essere utilizzati per l’esplorazione di possibilità metaforiche inerenti all’oggetto in questione che ampliano infinitamente il suo uso. Spector mette insieme una vera e propria enciclopedia di tali occorrenze sia per quello che riguarda la forma sia per quello che concerne il contenuto. Continua a leggere Buzz Spector

Insiemi non disgiunti

[INSIEMI NON DISGIUNTI]

Insiemi non disgiunti, la mostra con cui la galleria La Nube di Oort ha voluto rendere omaggio all’anno internazionale dell’astronomia 2009, nasce da un idea della scrittrice Rosa Pierno che ha voluto accostare immagini del mondo della scienza e dell’arte e opere di poeti che hanno voluto ispirarsi a esse, in una visione trasversale sul mondo dell’intelletto. La mostra non vuole avere un carattere ideologico o programmatico, è un invito a riflettere sulle affinità formali sorprendenti tra alcune opere d’arte e disegni e immagini del mondo della scienza. Non viene suggerita una qualche influenza reciproca diretta; a volte le similitudini sono frutto del caso, a volte l’impatto delle conquiste della scienza trova una eco emotiva più forte e sofisticata nell’immaginario degli artisti, ma a volte ci sembra trovare, e questo è più sottile, una diretta matrice comune, un qualche substrato mentale comune responsabile dei formalismi con cui ci si esprime. Continua a leggere Insiemi non disgiunti

Marco Furia nella lettura di Rosa Pierno

[ROSA PIERNO]

Rosa Pierno – Nota critica su Pentagrammi di Marco Furia.

pentagrammi

Per qual motivo ci sembra di sapere con precisione ciò di cui Marco Furia sta parlando nel suo “Pentagrammi” (Edizioni L’Arca Felice, tavole di Bruno Conte, nota introduttiva di Mario Fresa, Salerno, 2009)? “Qual ribelle silenzio / pur sonori / leggeri tratti, effimera / sì lieve / musica (subitanea / armonia muta / mai acustico cenno?”. Ancorché l’abbia indicato, non è infatti oggetto che esiste se non come unicorno esiste. Che sia la sonora armonia inudibile proveniente dalle celesti sfere non può che essere pretesto per un poeta aduso a sfidare i limiti del linguaggio e mostrarci che è possibile anche descrivere ciò che non si è mai visto o udito. Continua a leggere Marco Furia nella lettura di Rosa Pierno

Rosa Pierno – Su Breviario di novembre di Alessandra Conte

[ROSA PIERNO]

conteNota critica su “Breviario di novembre” di Alessandra Conte.

Dovremo lasciare cadere sassolini dalle mani mentre percorriamo le pagine del libro di Alessandra Conte “Breviario di Novembre”, poiché all’ingresso una luce sinistra ci ha avvisati che niente è come appare e che potremo facilmente perdere l’orientamento proprio mentre leggiamo di letti di noce e di rondoni. Il voltafaccia non è insito solo nell’aspetto delle terrene cose, ma anche nei ruoli e il testo che si mostra in forma di preghiera è una supplica che Conte rivolge a dio, ma che al contempo pretende sia lo stesso dio a rivolgerle. Continua a leggere Rosa Pierno – Su Breviario di novembre di Alessandra Conte

Rosa Pierno – Nota critica su Darwin di Luigi Trucillo

Pochi
sanno di essere molti
quando è sera.
La materia
sola davanti a sé
si sperimenta
nelle legislazioni di una goccia:
c’è un sapore di pioggia
nel grigio che imbeve
la città,
un comparto nebbioso
che produce
un tremore più intenso
nel diorama.

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Note su Alexandre Hollan e Marcel Dupertuis – di Rosa Pierno

Rosa Pierno – Note critiche su Alexandre Hollan e Marcel Dupertuis.

“Un arbre sans fin” opere di Alexandre Hollan
con testo critico di Yves Bonnefoy, edizione Pagine d’Arte, 2009


(Alexandre Hollan, Le Chêne Volant)

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Rosanna Carloni: Quando l’occhio indaga il nero – di Rosa Pierno

rosanna-carloni

Rosanna Carloni, Quando l’occhio indaga il nero, a cura di Matteo Bianchi e Carolina Leite, Edizioni Pagine d’arte, Svizzera, 2007.

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Coppie improbabili – di Rosa PIERNO

emilio tadini
(Emilio Tadini, Fiaba, 2000)

Rosa Pierno, Coppie improbabili, prefazione di Matteo Bianchi, Edizioni “Pagine D’Arte”, Collana “Sintomi”, Tesserete-Svizzera, 2007.

Il libro presenta 12 artisti, di nazionalità italiana ed estera, la cui collocazione temporale copre un arco che va dal Rinascimento al Novecento e si articola in un confronto a due a due degli artisti attraverso polarità individuate sia per contrasto che per affinità, in una sorta di lettura che travalicando schemi e categorie intende mostrare al lettore come l’arte si ravvivi a ogni lettura originale e personale e come ogni volta si arricchisca con interpretazioni che, non appartenendo ad un’area critica, ma all’espressione letteraria, inducono il lettore a un’analoga libertà sui sentieri dell’arte.
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Chiusi in combinazioni di respiri – Alessandro GHIGNOLI

Da Fabulosi parlari, Firenze, Gazebo Libri, 2006

fosse somma cosa il fabulare fabuloso insieme de come li poeti
deono parlare de l’amistade de i viaggi andati si todo fuera la
vita vera del dire sfinita e todavía in questa curva via ancora
scriventi ancora cercando una sola una palabra mia
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