Archivi tag: scrittura asemica

Scritto 77

 Abitare la possibilità, come nel verso di Emily Dickinson (I dwell in possibility), abitarla, intendo qui, nella scrittura. Scrittura come questa che vado impiegando ora, governata da leggi condivise da una comunità di parlanti e riguardanti la decifrazione dei segni, la loro corrispondenza a determinati suoni, i significati dei segni aggregati tra di loro, la sintassi di quei significati – scrittura come quel tracciare segni aperti all’interpretazione di chi li osserva, non governati da alcuna legge precostituita in un sistema linguistico condiviso.

Abitare la possibilità della scrittura come gioioso atto di liberazione e come potenzialità infinita di realizzazione.  Continua a leggere Scritto 77

Breve saggio su “Compass Rose” (2015) di Ashwini Bhat e Forrest Gander

compass rose

Il poema è spazio e la tradizionale pagina a stampa non può contenerlo, ma, eventualmente, ospitarne soltanto una pallida raffigurazione.

Ecco allora che il poema deve andare oltre la parola scritta, non ha un inizio né una fine, è (anche letteralmente) aperto e cangiante, ha bisogno di una grande parete, è poema che va letto e contemporaneamente guardato – lo sguardo abbandona il suo abituale muoversi da sinistra a destra, dall’alto verso il basso, alla lettera naviga sulla grande mappa del poema.

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Un lessico per Irma Blank

ASCESI: si scrive, si dipinge, si canta, si danza con tutto il corpo che è corpomente – quando Irma Blank traccia pagine e pagine di segni, quando ruota, tenendoli stretti nelle mani, due mazzi di penne a sfera ricoprendo fittamente un’intera superficie (dal corpo in allontanamento le mani verso il margine del foglio per ritornare al corpo e sempre circolarmente, in una sorta di trance scrittoria e danzante), quando, partendo dal centro, spinge il pennello (senza mai sollevarlo) verso il margine sinistro del foglio, poi verso quello destro e ripete il gesto rigo dopo rigo, dall’alto verso il basso, lo fa con ascetica dedizione, con paziente, pazientissima andanza del corpo e della mente. Continua a leggere Un lessico per Irma Blank

Un pensiero di Marco Giovenale

Riporto, in quanto lo condivido in pieno, un passaggio da un’intervista con Marco Giovenale leggibile qui; seguo da tempo con estremo interesse il lavoro, la riflessione, l’opera, i progetti di Giovenale e continuo a individuarne la grande forza propositiva e innovativa.

“finché la cultura media del lettore italiano non farà pace con l’arte contemporanea, cercando e soprattutto intendendo, capendo, afferrando quelle sintonie che fino a quaranta-cinquanta anni fa erano addirittura evidenti nel percorso parallelo delle scritture letterarie, non ci sarà speranza per una estensione “di massa” o comunque ampia di nuove idee testuali. E i romanzi imposti dal mainstream continueranno a vendere come se fosse esclusivamente quello il “luogo del senso”, della produzione di senso, in termini letterari. (Mentre, a mio avviso, è proprio quello della grande distribuzione l’ultimo o il penultimo posto dove cercarlo, il più delle volte).
Forse una coscienza di strade devianti, felicemente diverse, è però già diffusa, irraggiatasi naturalmente attraverso l’arte di strada, i graffiti, la musica d’improvvisazione, e altre forme musicali, la fotografia digitale, la diffusione di blog e siti, la nascita di nuovi luoghi virtuali di coesione tra lettori e artisti. A volte in forma ingenua, a volte no”.

Tiresia, sguardi, veli, visioni, cancelli, porte, balbettii, sondaggi

Il 27 febbraio 2020 Federico Federici ha pubblicato, nel suo spazio Weisses Werk, una propria creazione di scrittura asemica e di poesia visiva intitolata Tiresias’ Gate: qui di seguito proverò non a spiegare o a illustrare l’opera, ma, invece, a commentarla, anche perché i migliori risultati di scrittura asemica non possono (e non devono) essere avvicinati continuando ad affidarsi pigramente ad abitudini di “lettura” derivate dall’approccio critico impiegato per la scrittura lineare e che facilmente si rivelerebbero fallaci e insufficienti: già di per sé la scrittura asemica e la poesia visiva vogliono andare oltre una certa tradizione e superare certe abitudini di lettura e d’interpretazione, certi atteggiamenti consolidati. Continua a leggere Tiresia, sguardi, veli, visioni, cancelli, porte, balbettii, sondaggi

Scritto 20

Eduardo Chillida: Gravitación. Elogio del agua, 1987.

Carla Accardi : coni : non importa se in ceramica o in sicofoil : mi si materializza innanzi il sogno (e il desiderio) di un testo non vergato su di una superficie orizzontale e rettangolare (al limite quadrata) e unidimensionale (tendenzialmente bianca), ma di un testo (asemico, in sovrappiù, liberato dalla tirannia spesso patriarcale e maschilista – fascista, insomma – del significato, ritmato in segni e colori e spazi-tra-i-segni) emancipato anche dal suo stesso apparire, in questo preciso momento, su di uno schermo in scorrimento dall’alto verso il basso : i coni di Carla Accardi : il cono nobilissima figura geometrica, generatrice, per intersezione di piani, dell’ellisse, dell’iperbole e della parabola, memoria della grande geometria ellenistica : testi da leggersi girando intorno al cono, passando tra i coni disposti sul pavimento : leggere? – Continua a leggere Scritto 20