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Un lessico per Irma Blank

ASCESI: si scrive, si dipinge, si canta, si danza con tutto il corpo che è corpomente – quando Irma Blank traccia pagine e pagine di segni, quando ruota, tenendoli stretti nelle mani, due mazzi di penne a sfera ricoprendo fittamente un’intera superficie (dal corpo in allontanamento le mani verso il margine del foglio per ritornare al corpo e sempre circolarmente, in una sorta di trance scrittoria e danzante), quando, partendo dal centro, spinge il pennello (senza mai sollevarlo) verso il margine sinistro del foglio, poi verso quello destro e ripete il gesto rigo dopo rigo, dall’alto verso il basso, lo fa con ascetica dedizione, con paziente, pazientissima andanza del corpo e della mente. Continua a leggere Un lessico per Irma Blank

Un pensiero di Marco Giovenale

Riporto, in quanto lo condivido in pieno, un passaggio da un’intervista con Marco Giovenale leggibile qui; seguo da tempo con estremo interesse il lavoro, la riflessione, l’opera, i progetti di Giovenale e continuo a individuarne la grande forza propositiva e innovativa.

“finché la cultura media del lettore italiano non farà pace con l’arte contemporanea, cercando e soprattutto intendendo, capendo, afferrando quelle sintonie che fino a quaranta-cinquanta anni fa erano addirittura evidenti nel percorso parallelo delle scritture letterarie, non ci sarà speranza per una estensione “di massa” o comunque ampia di nuove idee testuali. E i romanzi imposti dal mainstream continueranno a vendere come se fosse esclusivamente quello il “luogo del senso”, della produzione di senso, in termini letterari. (Mentre, a mio avviso, è proprio quello della grande distribuzione l’ultimo o il penultimo posto dove cercarlo, il più delle volte).
Forse una coscienza di strade devianti, felicemente diverse, è però già diffusa, irraggiatasi naturalmente attraverso l’arte di strada, i graffiti, la musica d’improvvisazione, e altre forme musicali, la fotografia digitale, la diffusione di blog e siti, la nascita di nuovi luoghi virtuali di coesione tra lettori e artisti. A volte in forma ingenua, a volte no”.

Tiresia, sguardi, veli, visioni, cancelli, porte, balbettii, sondaggi

Il 27 febbraio 2020 Federico Federici ha pubblicato, nel suo spazio Weisses Werk, una propria creazione di scrittura asemica e di poesia visiva intitolata Tiresias’ Gate: qui di seguito proverò non a spiegare o a illustrare l’opera, ma, invece, a commentarla, anche perché i migliori risultati di scrittura asemica non possono (e non devono) essere avvicinati continuando ad affidarsi pigramente ad abitudini di “lettura” derivate dall’approccio critico impiegato per la scrittura lineare e che facilmente si rivelerebbero fallaci e insufficienti: già di per sé la scrittura asemica e la poesia visiva vogliono andare oltre una certa tradizione e superare certe abitudini di lettura e d’interpretazione, certi atteggiamenti consolidati. Continua a leggere Tiresia, sguardi, veli, visioni, cancelli, porte, balbettii, sondaggi

Scritto 20

Eduardo Chillida: Gravitación. Elogio del agua, 1987.

Carla Accardi : coni : non importa se in ceramica o in sicofoil : mi si materializza innanzi il sogno (e il desiderio) di un testo non vergato su di una superficie orizzontale e rettangolare (al limite quadrata) e unidimensionale (tendenzialmente bianca), ma di un testo (asemico, in sovrappiù, liberato dalla tirannia spesso patriarcale e maschilista – fascista, insomma – del significato, ritmato in segni e colori e spazi-tra-i-segni) emancipato anche dal suo stesso apparire, in questo preciso momento, su di uno schermo in scorrimento dall’alto verso il basso : i coni di Carla Accardi : il cono nobilissima figura geometrica, generatrice, per intersezione di piani, dell’ellisse, dell’iperbole e della parabola, memoria della grande geometria ellenistica : testi da leggersi girando intorno al cono, passando tra i coni disposti sul pavimento : leggere? – Continua a leggere Scritto 20