Archivi tag: sonetti dolenti e balordi

Quaderni delle Officine (XLIX)

Quaderni delle Officine
XLIX. Luglio 2014

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

______________________________
Linea “italiana” e linea “internazionale”
in due libri di Lucetta Frisa (2014)

______________________________

 

***

Il corpo emotivo della bellezza

Lucetta Frisa

Antonio Devicienti

Il corpo emotivo della bellezza
(Sonetti dolenti e balordi
di Lucetta Frisa)

Italiana è l’invenzione del sonetto, dantesco/petrarchesca la fondazione del suo prestigio europeo, ininterrotta la sua fascinazione. Il numero conchiuso dei 14 versi sembra esercitare ancora oggi quella suggestione derivante dal dover dire entro spazi rigorosi, cercando l’arduo equilibrio tra tradizione e rottura di quella stessa tradizione, dal momento che nessun poeta consapevole può ignorare la tradizione né, al contempo, trascurarne la messa in crisi. Lucetta Frisa (che, ad esempio, aveva affrontato in La follia dei morti, Campanotto Editore, Pasian di Prato, 1993 la forma-sonetto in una dedica-colloquio a e con Gaspara Stampa) sembra allora ricuperare l’uso già due-trecentesco della “corona di sonetti”, ma, come una musicista, applicando innumerevoli variazioni negli schemi, nelle rime, nelle assonanze e nella scansione sillabica del verso, sviluppa una sorta di “studio” delle possibilità apparentemente inesauribili del sonetto, legando indissolubilmente la sperimentazione metrico-prosodica alle necessità espressive che affrontano senza reticenze i temi del dolore e della morte, dell’allontanamento e dell’assenza. La lingua italiana ne è, ovviamente, strumento formidabilmente espressivo, duttile, aperto alle necessità del dire. Continua a leggere Il corpo emotivo della bellezza

Due commenti ai “Sonetti dolenti e balordi”

Kitez

Lucetta Frisa
Alessandra Paganardi
Giuseppe Panella

Lucetta Frisa Sonetti dolenti e balordi, prefazione di Francesco Marotta, Piateda (SO),CFR Edizioni, 2013.

Lucetta Frisa fa parte della non affollata schiera di poeti per i quali la forma chiusa non è un espediente dotto, ma un luogo naturale d’ispirazione: hortus conclusus, ma anche binario entro cui incanalare una cultura vasta e profonda. Perché la Frisa, coerentemente con il fatto di essere una scrittrice dinamica e vitale, non è soltanto poeta: è storica, studiosa di misticismo, attenta ai meccanismi sottili della mente e alle frontiere sempre impalpabili fra arte e follia. Continua a leggere Due commenti ai “Sonetti dolenti e balordi”

Nota di lettura ai “Sonetti dolenti e balordi”

Francesco Scaramozzino
Lucetta Frisa

Sono tutt’altro che “balordi”, questi sonetti di Lucetta Frisa, sia nella forma che nel contenuto, sia, soprattutto, nella lucida consequenzialità che li collega in un percorso “alchemico”, logico e consapevole, capace di essere rielaborazione, trasformazione e, insieme, definizione di un programma di vita, di una modalità nuova e salvifica di approccio ai grandi temi dell’esistenza.

La raccolta origina dal dolore, un dolore profondo e radicato, archetipico e personale, così che tutta la prima, eponima sequenza è pervasa da termini, concetti, verbi, aggettivi (quali “sprofondata, entrare, sottoterra, dentro, entrata, ficcata, interrati, involucro, corpo nella fossa, murate, maschere, clessidra”) che definiscono una visceralità centripeta, espressa in un volgere quasi ossessivo a un’interiorità sentita non più come ripiegamento protettivo, ma colta nel suo inevitabile confrontarsi con un “fuori” lontano ed estraneo (“Grigio cielo di nuvole in estate”, “La via lattea lassù e qui la strada grigia”), in una dialettica vissuta per sua natura come rifiuto ed espulsione.

Continua a leggere Nota di lettura ai “Sonetti dolenti e balordi”

Sequenza del dolore

Lucetta Frisa

Qui sottoterra c’è chi è stata morta / da viva come i vivi senza forza / d’essere vivi sfidando la paura / di vivere e morire e camminando / tristi sui marciapiedi vanno a casa / a spiare gelosi dalle imposte. / La vita è nel respiro che resiste / o rischio e affronto contro questo affronto / o dono non richiesto quando il sogno / e il sonno ti strappano il vestito? / Ed è nonsenso il suono del vagito / già subito rantolo e la carezza, squarcio. / Dio è il silenzio dell’universo e l’uomo / il grido inascoltato che gli dà senso.

Continua a leggere Sequenza del dolore