Archivi tag: Sophie Ko Chkheidze

Scritto 30

Richard Serra: Drawing in Five Parts (2005).

L’opera I Giardini di Adone di Sophie Ko è una grande verticale lastra di vetro nella quale l’artista ha inserito rametti e fuscelli provenienti da nidi e ali di farfalla: aereo e trasparente giardino, fragile eppure intessuto di elementi capaci d’imporsi alla mente proprio traverso la loro fragilità.
Chi guarda non osa avvicinarsi oltre una certa misura, spiega l’artista: la supposta fragilità del vetro obbliga a osservare un’istintiva distanza.
Un giardino nel quale non si entra fisicamente, ma che si contempla o nel quale ci si aggira per forza immaginativa. Un giardino figurale affine alle miniature medioevali o alle rappresentazioni rinascimentali del Giardino e in pericolo d’essere perduto per sempre.
Diafana e sospesa l’opera I Giardini di Adone impercettibilmente oscilla tra lutto e trasparenza di una luce che vuol farsi strada, caparbia.

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Scritto 29

Richard Serra: Drawing in Five Parts (2005).

(Sophie Ko: Kaspar Hauser, acquerello) Questi segni, pochi e leggerissimi, hanno la potenza dell’allegoria, ché il Kaspar Hauser di Sophie Ko è allegoria dell’esistenza umana. La barca come sospesa nel gran bianco del foglio e la figurina del rematore (contratto dallo sforzo il busto teso in avanti).
Quello di Sophie Ko è un (bellissimo) atto di astrazione perché dalla vicenda di Kaspar Hauser l’artista non isola alcun episodio al fine di renderlo paradigmatico, ma inventa un’immagine di abissale significanza.

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