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Billy Collins: Old man eating alone in a chinese restaurant

Billy Collins

Old man eating alone in a chinese restaurant

I am glad I resisted the temptation,
if it was a temptation when I was young,
to write a poem about an old man
eating alone at a corner table in a Chinese restaurant.

I would have gotten it all wrong
thinking: the poor bastard, not a friend in the world
and with only a book for a companion.
He’ll probably pay the bill out of a change purse.

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Universal soldier

Stefanie Golisch

Sto rileggendo in questi giorni I fratelli Karamazov e, come può succedere quando si riprende un libro legato a un certo periodo della propria vita, provo fastidio. È come se si incontrassero un io remoto e uno presente: fanno fatica a comprendersi. Il mio presunto minimalismo, che forse è soltanto una magra scusa per l’impazienza, mi fa percepire questo romanzo, con le sue conversazioni interminabili tra i protagonisti che – si sa – non porteranno da nessuna parte, come insopportabilmente ridondante.

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Il danzatore Malige

Stefanie Golisch

Antique photo: Rope walker acrobat

Il danzatore Malige

Ho riletto in questi giorni un breve racconto del poeta Johannes Bobrowski (1917-1965) che si intitola Il danzatore Malige e che è ambientato nell’agosto del 1939. In una piccola città polacca un gruppo di soldati tedeschi attende. Non si sa – non sanno – che cosa. Ammazzano il tempo giocando a carte, dormendo, bevendo, condividendo barzellette. Tra di loro si trova il danzatore Malige, un artista di varietà, un outsider per natura.

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Clandestinamente

Il Foglio clandestino è un aperiodico ad apparizione aleatoria. Vuol dire che appare quando è ora di apparire.
Senza scadenze precise.
Perché le scadenze sono delle bollette, dei compiti assegnati dalle maestre e cose del genere.
Le scadenze (giustamente!) si temono.
Un libro, o in questo caso una rivista, invece, si apre con la stessa curiosità con la quale si incontra uno sconosciuto per la prima volta.
Il Foglio clandestino Nr. 86/87 è dedicato al racconto breve. Si possono leggere, ed è questo che rende il numero speciale, racconti di autori viventi, poco o per niente conosciuti e autori noti di tutti i tempi e continenti.
Il dialogo che si intreccia tra gli uni e gli altri – tutti attenti osservatori di ciò che succede dentro e intorno a loro – è insolito e proprio per questo particolarmente stimolante: per quanto il tono, l’ambientazione, l’epoca, il modo di interpretare le cose ed il proprio ruolo di scrittore siano diversi, i redattori della rivista sono riusciti ad accostare i testi in modo da renderli comunicanti tra di loro: intorno a un tavolo rotondo immaginario che nessuno presiede.
Una comunicazione tra pari, lontana da ogni forma di competizione tra conosciuti e meno conosciuti.

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Introduzione alla poesia

Billy Collins

Introduction to Poetry

I ask them to take a poem
and hold it up to the light
like a color slide

or press an ear against its hive.

I say drop a mouse into a poem
and watch him probe his way out,

or walk inside the poem’s room
and feel the walls for a light switch.

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