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Vite a piè di pagina

Stefanie Golisch

In un incendio di una scuola sono morti venti bambini piccoli che non sono riusciti a mettersi in salvo quando il fuoco, di origine ignota, in breve tempo ha bruciato un insieme di capanne di paglia: la scuola del villaggio o della città.

Più lontana la tragedia o disgrazia, più vaga l’informazione sulle circostanze precise.

In questo caso, viene dato soltanto il nome del paese, il Niger, un paese dell’Africa centrale di cui non si parla mai e di cui non si sa nulla.

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Jetzt / Ora

Ernst Meister

…………….Senza perché

Non so se la poesia di Ernst Meister vuole veramente comunicare, arrivare al lettore, al mondo o essere soltanto, senza destinatario preciso, senza perché.
Per via della sua discrezione, il suo essere sfuggente, mi ricorda i quadri di Giorgio Morandi: la stessa aura di intoccabilità. Non avvicinatevi troppo: esplorate il mio mondo piuttosto sulla punta del piede. Ciò che succede in questo incontro leggero, danzante, è difficilmente traducibile in un linguaggio analitico che non si ferma mai e che mira sempre a qualcos’altro: conseguenze, risultati, dibattiti, ragioni. Penso che non sono quelle le categorie di Ernst Meister, che invece di dividere il mondo in vincitori e vinti, invita il lettore a fare un passo indietro, a guardare semplicemente come il pensiero, con l’aiuto delle parole minime, crea una nuova realtà sul foglio di carta Continua a leggere Jetzt / Ora

Passo d’addio

Cristina Campo

Ora non resta che vegliare sola
col salmista, coi vecchi di Colono;
il mento in mano alla tavola nuda
vegliare sola: come da bambina
col califfo e il visir per le vie di Bassora.

Non resta che protendere la mano
tutta quanta la notte; e divezzare
l’attesa dalla sua consolazione,
seno antico che non ha più latte.

Vivere finalmente quelle vie
– dedalo di falò, spezie, sospiri
da manti di smeraldo ventilato –
col mendicante livido, acquattato

tra gli orli di una ferita.

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La Biblioteca di RebStein (LXXXI)

La Biblioteca di RebStein
LXXXI. Gennaio 2021

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(a cura di Stefanie Golisch)

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Lettere di Cristina Campo a Alejandra Pizarnik
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Tentata vicinanza

Presentiamo la Postfazione di Stefanie Golisch al volume, da lei stessa curato e tradotto, che raccoglie le lettere scritte da Cristina Campo a Alejandra Pizarnik in un arco di tempo che copre gli anni dal 1963 al 1970. L’opera sarà pubblicata integralmente nella “Biblioteca di RebStein”. Buona lettura. (fm)

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Taci, anima stanca

Camillo Sbarbaro

Taci, anima stanca di godere
e di soffrire – all’uno, all’altro vai
rassegnata –
Ascolto e mi giunge una tua voce.
Non di rimpianto per la miserabile
giovinezza, non d’ira o di rivolta
e neppure di tedio.
…………………..Ammutolita
giaci col corpo in una disperata
indifferenza.
……………Non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima, se adesso
il cuore s’arrestasse, se sospeso
ci fosse il fiato… Continua a leggere Taci, anima stanca

Muriel Rukeyser – Poem

Muriel Rukeyser (USA,1913-1980)

Poesia
(Ho vissuto nel primo secolo di guerre mondiali)

Ho vissuto nel primo secolo di guerre mondiali.
Alla mattina, più o meno sarei impazzita,
Presto sarebbero arrivati i giornali, pieni di storie indifferenti,
Le notizie sarebbero traboccate da vari apparecchi,
Interrotte soltanto dai tentativi di vendere qualcosa agli invisibili.
Con altri apparecchi avrei chiamato i miei amici;
Anche loro impazziti, più o meno per le stesse ragioni.
Con calma avrei preso in mano carta e penna e mi sarei dedicata
Alle mie poesie, scritte per altri invisibili e per quelli non ancora nati.
Durante il giorno, mi sarebbero venuti in mente questi uomini e donne,
Audaci, che lanciavano segnali da molto lontano,
Modi di vivere incomprensibili, valori impensabili. Continua a leggere Muriel Rukeyser – Poem

Routine domestica

Stephen Dunn

The Routine Things Around the House

Traduzioni di Stefanie Golisch

When Mother died
I thought: now I’ll have a death poem.
That was unforgivable

yet I’ve since forgiven myself
as sons are able to do
who’ve been loved by their mothers.

I stared into the coffin
knowing how long she’d live,
how many lifetimes there are

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The Myth of Innocence

Louise Glück

The Myth of Innocence

Traduzioni di Stefanie Golisch

One summer she goes into the field as usual
stopping for a bit at the pool where she often
looks at herself, to see
if she detects any changes. She sees
the same person, the horrible mantle
of daughterliness still clinging to her.

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