Archivi tag: stefanie golisch

Cominciava così…

[Cominciava così, con la traduzione in tedesco, ad opera di Stefanie Golisch (Vom Haus der ausgesetzten Zeit), della prima parte del poemetto di Francesco MarottaDalla dimora del tempo sospeso. Lettera al figlio“. Ripubblichiamo il testo integrale, leggibile ora anche in “Hairesis“, Edizioni Terra d’Ulivi, 2016.]

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Meine ganze Kraft ist meine Einsamkeit

Cristina Campo
Stefanie Golisch

Devota come ramo
curvato da molte nevi
allegra come falò
per colline d’oblio,

su acutissime làmine
in bianca maglia d’ortiche,
ti insegnerò, mia anima,
questo passo d’addio…

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Luoghi incerti

Stefanie Golisch

«Prima o poi ognuno s’inventa la storia che in seguito ritiene sia la sua vita», scrive Max Frisch in Homo faber. Si vuole o non si vuole quindi scoprire la verità della propria vita? E quale verità? Quella comoda e pacificante o quella ambigua, in grado di sconvolgere tutte le presunte certezze? Tra il desiderio di chiarezza e riconciliazione e la necessità oggettiva di indagare sui “luoghi incerti” della propria esistenza in modo più spietato, Stefanie Golisch utilizza la storia della propria famiglia, la storia di una Germania rimossa, la vita dell’io narrante tra due culture, quella tedesca e quella italiana, per aprire un bilancio. Senza vincoli cronologici, un io alla sbarra si pone di fronte al giudizio del lettore. Da una parte il desiderio di una coerenza retrospettiva, dall’altra il caos indistinto nelle viscere del vissuto, nella sola convinzione che «non si può essere allo stesso tempo ciò che si è stato e ciò che si è», e che soltanto scrivendo si accenna una via d’uscita: una possibile verità o una versione della realtà come risultato di un continuo velarsi e svelarsi.

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Still, Seele lebens

Stefanie Golisch
Camillo Sbarbaro

 

Still, Seele lebens – und leidensmüd’
– schickst dich ins eine
wie ins andere –
Hör’ ich in mich hinein, kommt eine deiner Stimmen zu mir.
Nicht Trauer ob der elenden
Jugend, noch Zorn oder Aufbegehren
und nicht einmal Überdruss.

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Isole di luce

Hilde Domin

 

 

Hilde Domin nasce a Colonia il 27 luglio 1909, in una famiglia ebrea dell’alta borghesia. Dopo aver completato gli studi liceali, frequenta le università di Heidelberg e Bonn e infine di Berlino, cambiando il suo indirizzo di studi da giurisprudenza a economia politica, dopo di che sociologia ed infine filosofia.
Nel 1932, quando le idee nazionalsocialiste cominciano a diffondersi in Germania, si trasferisce in Italia insieme ad un compagno universitario, lo studente di archeologia Erwin Walter Palm, e continua gli studi sia a Roma che a Firenze, dove si laurea nel 1936. Nello stesso anno sposa Palm, ormai da lungo tempo divenuto il suo compagno. Continua a leggere Isole di luce

Non andare spegnendoti


Geh nicht als
Erlöschender.
Wir sind Brennendes,
Steigendes,
oder wir sind nicht gewesen.

(Hilde Domin)

Non andare
spegnendoti.
Siamo fiamme
che salgono
o non siamo stati.

(Hilde Domin/Tr. Stefanie Golisch)

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Gedichte (II) – Lorenzo Calogero nella traduzione di Stefanie Golisch

[STEFANIE GOLISCH]

ritratto

Im Zeichen extremer Spannungen vollzieht sich das Leben des italienischen Dichters und Arztes Lorenzo Calogero ( 1910-1961). Als es ihm im März 1961 in einem dritten Versuch gelingt, seinem Leben ein Ende zu setzen, haben sich seine Kräfte längst erschöpft. Zu groß sind die körperlichen und seelischen Belastungen geworden, um ihnen länger stand zu halten. Calogero hat sich in seinem Lebenskampf, der um zwei große Themen, die Liebe und die Poesie, kreist, verausgabt und hat am Ende verloren.

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The cats will know – di Stefanie Golisch

[STEFANIE GOLISCH]

cristinaThe cats will know
(A casa di Cristina Annino)

E’ un mondo nel mondo, il mondo di Cristina Annino.
Appena si apre la porta della sua casa romana si è dentro e pian piano il fuori comincia ad allontanarsi.

Qui valgono altre regole.
Qui si gioca a carte scoperte.
Non ci si nasconde davanti a se stessi. Perché il mondo di Cristina, i suoi fantastici quadri, abitati e animati da uomini, donne con lunghi capelli che sembrano incendiarsi verso il cielo e animali reali, surreali, iperreali, riporta l’ospite in un paese lontano, remoto, nascosto o reso invisibile all’io adulto, ben educato, razionale e molto ragionevole.

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Poesie sono anche doni (II)

[STEFANIE GOLISCH]

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Betrug der Lippen
schenkt sich den Horizonten
in Wortzügen fremder Augen
auf abendlicher Flucht, bei der Welle
beruhigt sich der minutiöse
Leib des Mondes,
Wind, zu stillen das Andere
seines Brandes,
seines Schwindels, schweigend
in flüssigen Parabeln
kranken Lichts: –

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Johannes Bobrowski nella traduzione di Adelmina Albini

[STEFANIE GOLISCH]

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Ciò che vive ancora
nelle sabbie mobili
sotto le pinne alate
dei grossi pesci, evanescente
verde, alghe, muschio marino
che ricopre la luna,
al mattino quando annega,

è come una parola non detta,
è nella cavità della bocca,
nel pulsare di tempie,
nei capelli. Con mani livide
spingiamo a riva l’amore,
bianco.

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Gedichte – Luigi Pirandello tradotto da Stefanie Golisch

[STEFANIE GOLISCH]

Luigi_PirandelloSono lieto di presentarvi questa selezione di testi poetici di Luigi Pirandello nella versione in lingua tedesca curata da Stefanie Golisch. Si tratta di inediti assoluti, traduzioni mai comparse in rete e, tranne un paio, nemmeno in libro o su rivista. Chi ha dimestichezza con il tedesco aprrezzerà il lavoro egregio della traduttrice, la vicinanza anche “sentimentale” all’oggetto della sua attenzione. Per tutti, poi, il gusto della (ri)scoperta della produzione in versi del grande drammaturgo, quasi del tutto sconosciuta fuori dalla cerchia degli studiosi. (fm)

Luigi Pirandello – Poesie / Gedichte
Traduzione di Stefanie Golisch

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Ricordo di Gertrud Kolmar – di Stefanie Golisch

[STEFANIE GOLISCH]

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Gertrud Kolmar (1894-1943) cresce a Berlino in una famiglia della borghesia ebrea. Come tanti altri ebrei assimilati, scopre la sua fede e l’appartenenza al suo popolo proprio nel momento in cui cominciano le persecuzioni razziali.
Il raggio della sua vita, già volutamente ristretto, diminuisce sempre di più, mentre, nella stessa misura in cui le viene negato il mondo esteriore, Kolmar trova dentro di sé tutta la pienezza: un ampio universo del reale e del surreale, del tragico e del barocco, una fonte inesauribile di vita e di forti sentimenti. La sua poesia, perfino negli anni Venti, quando per un breve periodo ebbe un discreto successo, non si piegò mai ai gusti letterari del suo tempo, ma fu sempre la massima espressione di una vasta e incorruttibile libertà interiore.

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Parola come salvezza. Selma Meerbaum-Eisinger – di Stefanie Golisch

“Ein Leben kann Schatten werfen über den Mond.”

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Das ist das Schwerste: sich verschenken / und wissen, daβ man überflüssig ist, / sich ganz zu geben und zu denken, / dass man wie Rauch ins Nichts verflieβt.

Tragicità

Questa è la cosa più dura: donarsi / e sapere che si è superflui, / darsi completamente e pensare / che come fumo nel nulla si scompare.

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