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Pietre focaie / messe sulle soglie (su “Il sogno di Giuseppe” di Stefano Raimondi)

Con quest’opera, poemetto articolato in una prima e in una seconda parte e costituito da 39 brevi testi in versi, Stefano Raimondi si confronta in maniera diretta e coraggiosa con la parola poetica, il suo farsi e il suo darsi all’ascolto e alla lettura.
Parlo di coraggio perché occorre essere coraggiosi per assumersi il rischio di tematizzare la poesia stessa e il linguaggio della poesia, bisogna possedere un profondissimo senso etico per volere domandarsi come la poesia nasca e quale ruolo essa abbia per chi la compone e per chi la legge o ascolta.
Non appaia però a senso unico questo mio attraversamento del libro Il sogno di Giuseppe (Amos Edizioni, 2019) il quale, in verità, si sviluppa anche secondo altre linee tematiche che cercherò di mettere in evidenza.

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Scritto 5

Eduardo Chillida: Gravitación. Elogio del agua, 1987.

Stare nei luoghi impossibili
era dell’angelo o del ………………………..[mendicante.

(Stefano Raimondi, Il cane di Giacometti, Milano, Marcos y Marcos, 2017)

…e forse la verità è che angelo e mendicante coincidono e che i luoghi impossibili (guglie, storti gradini al lato delle chiese, un davanzale della Torre Velasca) rispecchiano i luoghi impossibili della scrittura dove si mendica una lingua capace di dire e si reca un messaggio dal silenzio per occhi che vogliano ascoltare.
Non altro significato possedeva il fatto che Renato Caccioppoli, all’improvviso, si sedesse per terra e mendicasse qualche spicciolo dagli attoniti passanti che, spesso, riconoscevano ‘o prufesso’ e ‘o genio: angelo infelice da regioni stupefatte di pensiero che urgevano di ricevere la carità da esistenze finalmente svincolatesi dal ricatto del quotidiano banausico, dalla compravendita di sentimenti e di slanci. Continua a leggere Scritto 5

Presidiare il luogo del silenzio: per Claudio Parmiggiani, per Stefano Raimondi

Claudio Parmiggiani: Altare e Ambone nella Basilica di Santa Maria Assunta di Gallarate, 2018

Stefano Raimondi: Portatori di silenzio, Mimesis / Accademia del Silenzio, Milano-Udine, 2012

Vorrei legare le riflessioni di Stefano Raimondi intorno al silenzio con l’Altare e l’Ambone di Claudio Parmiggiani perché guardando l’altare ho letteralmente visto il silenzio e mi sono sentito “a suo presidio”; l’Altare è portatore di silenzio perché la luce che gli è intrinseca nutre l’attenzione, l’ascolto, l’attesa, la postura, come direbbe Raimondi, del nostro creare traverso la scrittura, del nostro stare col silenzio, del nostro guardare e meditare, del nostro ascoltare il silenzio necessario al pensiero, suo (del pensiero) guscio accogliente e sua cartina di tornasole, suo necessitato luogo e suo contrappunto.

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Quaderni delle Officine (LXXXV)

Quaderni delle Officine
LXXXV. Febbraio 2019

quaderno part_ b_n

AA. VV.

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Degli incerti umani
(per Domenico Brancale)

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