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Il sole contro

Stefano Zangrando

“La morte ha un senso soltanto per chi le sopravvive, o è il contrario?”

 

 

Il sole contro

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Mio nonno paterno finì di morire un venerdì sera di febbraio. Il giorno prima ero andato a trovarlo in ospedale, dove mia nonna lo assisteva ormai senza pause. Lo trovai con un braccio alzato e le dita stanche puntate verso il muro di fronte al letto. Abbagliato dalla luce del sole pomeridiano che riscaldava la camera attraverso i vetri opachi delle finestre, diceva a mia nonna: «Chiudi la porta», ma non c’era nessuna porta. Continua a leggere Il sole contro

L’ombra lunga di Socrate

Stefano
Zangrando

Tra i vari dibattiti intorno alle cosiddette radici europee non ve n’è uno, che io sappia, che abbia coinvolto seriamente l’arte letteraria nata insieme con l’Europa moderna: il romanzo. Forse perché il romanzo non ha sufficiente presunzione o sottomissione – o serietà – per fungere da radice a qualcosa che gli sia superiore, presentandosi piuttosto come un albero a sé, come indica il titolo di un bel saggio di Massimo Rizzante (L’albero, Venezia 2007): un albero cresciuto nella stessa vegetazione narrativa che in precedenza aveva visto nascere l’epopea classica e altri generi letterari che del romanzo possono essere considerati progenitori, come il cosiddetto romanzo greco o bizantino – ma nel I-II sec. d.C., quando apparvero, queste narrazioni non erano indicate con questo nome – e varie opere epiche e cavalleresche medioevali che per prime furono chiamate “romanzi”, perché erano scritte in lingua neolatina o volgare.

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Hermann Broch e il romanzo polistorico – di Stefano Zangrando

Zibaldoni

Stefano Zangrando – Hermann Broch e il romanzo polistorico
(Tratto da: Zibaldoni, Anno VII, Quarta Serie, del 7 novembre 2008)

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Il libro di Egon – di Stefano ZANGRANDO

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Egon Ventura atterrò a Berlino il 29 ottobre 2000, nel tardo pomeriggio. Aveva alle spalle venticinque anni di vita vissuta tra virgolette all’ombra di un monumento fascista, in tasca un’inutile laurea in lettere brillantemente conseguita quattro mesi prima e in banca un gruzzolo di proporzioni assai modeste, frutto di un’estate d’intenso lavoro come inserviente aggiunto in un autogrill dell’autostrada del Brennero. Uscì dall’aeroporto di Tegel trascinando il suo pesante bagaglio e salì sull’autobus 128, il quale, secondo le indicazioni della mappa contenuta nella sua nuovissima guida turistica, lo avrebbe portato alla più vicina fermata della metropolitana U6, quella il cui percorso era indicato dalla linea viola. Fiducioso, richiuse il libretto. L’autobus chiuse le porte e partì. Continua a leggere Il libro di Egon – di Stefano ZANGRANDO