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Terra estrema

Mauro Germani

Questi che vanno e vengono
e dicono forse la vita
forse l’enigma
dei loro corpi
oscillanti
in questa fine di cielo
e di terra,
tu che per gioco
ti cerchi
e ti senti fantasma,
vento
che ti cancella
maledetto.

La scelta di un linguaggio spoglio, tessuto di termini semplici, non è scelta minimale. La lingua scarna, lessicalmente monocorde di Germani, è il contrario di una lingua “barocca” che procede per accumulo e analogie. Il poeta vuole consapevolmente elevare il minimo di maschere fra il suo io e quello che esprime: la presenza evidente e perturbante del corpo, dell’altro da sé – il corpo visto come la propria stessa ombra. L’epigrafe celiniana ne è l’indizio evidente: “Tutto quel che è interessante avviene nell’ombra: decisamente nulla si sa dell’autentica storia degli uomini”.
(Marco Ercolani)

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