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Quattro sentieri per immaginare

Antonio Devicienti

[…] Immaginare è, per Massimo Rizzante, il liquido amniotico in cui nascono il pensiero e la sua eticità, perché immaginare per lui non è affatto un andare alla deriva o un navigare a vista tra i continenti del sogno e dell’invenzione, ma la capacità, che è anche sentimento dell’esistere, di accogliere dentro di sé il mondo e le persone che lo abitano. Questo, infatti, è soprattutto un libro popolatissimo di individui, dei loro pensieri, dei loro sentimenti e delle loro storie, che con coraggio fa i conti con la Storia, che per Rizzante è sempre un mostruoso, immane mattatoio che, spesso, dilania quei medesimi individui.

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Khadija

Massimo Rizzante

KHADIJA

23 giugno
Soltanto mia madre era in grado di consolarmi di non aver partorito un mostro. Nei villaggi s’impara dagli animali e, spesso, è l’unica lezione. Mostri, viaggiatori, puttane, orfani, moribondi, tutti coloro che hanno tagliato i ponti dietro di sé hanno in comune un vincolo terrestre oscuro, ineluttabile. La schiava ride o eiacula. Si vendica

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Ricordi della natura umana


[Presentiamo in anteprima alcuni testi tratti dall’ultima opera poetica di Massimo Rizzante, Una solitudine senza solitudine, pubblicata da Effigie Edizioni.
Il libro raccoglie tutta la produzione in versi (1989-2019) del poeta, saggista e traduttore veneto, con un’ampia sezione di testi inediti.
Un ringraziamento particolare all’autore e all’editore per la gentile concessione. fm]

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