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Lamina e velo

Marco Ercolani

Nota di lettura a:
Annamaria De Pietro
Madrevite
Lecce, Manni Editore, 2000

…… Si dice, di Fohi, tradizionalmente considerato l’inventore della scrittura in Cina, che ricavasse i primi segni grafici dalle impronte dei denti di un drago. Analogamente, ai tre mitici imperatori cinesi, Fu Xi, Sheng Nang e Huangdi viene attribuita la creazione di un particolare tipo di scrittura ispirato alle impronte lasciate dagli uccelli e dagli animali. Nel tardo periodo Shang (XVI-XI secolo A.C.) si parla addirittura di un sistema organico di scrittura dove scapole di animali o corazze di tartaruga, esposte al calore del fuoco, provocano una serie di screpolature irregolari che vengono poi interpretate e trascritte sulle ossa stesse, dette giaguwen, in linee diritte e forme squadrate – linee ferme che rappresentano una sorta di scrittura oracolare. Continua a leggere Lamina e velo

Vertigine e misura (II) – di Marco Ercolani

[MARCO ERCOLANI]

marco ercolani
“Quando la poesia è finestra, riflette e complica il paesaggio esterno. Quando è specchio, irradia e deforma il paesaggio interno. Quando è scudo, diventa cortina al mondo e sospende la verità in una trama di finzioni. Quando è schermo, proietta una scena dove non accade niente di descrivibile. Quando è muro, diventa con sollievo la fine necessaria, nel silenzio, di ogni parola. La poesia è simultaneamente finestra, specchio, scudo, schermo, muro.”

(Da: Marco Ercolani, Vertigine e misura. Appunti sulla poesia contemporanea, nota critica di Gabriela Fantato, Milano, La Vita Felice, 2008.)

[La prima parte qui…]

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