Archivi tag: via lepsius

Quaderni delle Officine (LXXIX)

Quaderni delle Officine
LXXIX. Luglio 2017

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

______________________________
Che cos’è Carène / Carena
______________________________

Annunci

Che cos’è Carène / Carena

“Sto parlando di stranieri dal cuore tenace e grande
che usciti dal mare verdeggiante di annegati
scalano il pendio
nella direzione opposta al possesso”.

[Presentiamo la parte iniziale del saggio di Antonio Devicienti su “Carène” di Yves Bergeret. Il lavoro sarà pubblicato domani in “Quaderni delle Officine”. Ve ne consigliamo vivamente la lettura. gem-rebstein]

Continua a leggere Che cos’è Carène / Carena

Prima del diluvio, 17

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Antonio Devicienti

(Per Salvatore Toma)

Entri vestito d’una camicia di parole
(bianca. abbagliante)
e i muri di questo paese retrivo
e razzista si fanno incandescenti
bruciano i mortiviventi ‘nzerràti
nelle loro stupide case
e così brucia la pietraleccese
dopo secoli di falsa elegia
e la cartapesta dei santi fonde
liquida cola scorre
nella navata poi spinge al portale Continua a leggere Prima del diluvio, 17

Quaderni delle Officine (XLIV)

Quaderni delle Officine
XLIV. Maggio 2014

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

______________________________
Via Lepsius. Tre studi (2014)
______________________________

***

Una piccola geografia dei sentimenti

Celan Sebald

Antonio Devicienti

Sebald a Stoccarda, Celan a Brema:
una piccola geografia dei sentimenti

A Stefano Gulizia, con affetto

     Nel volumetto intitolato Moments musicaux (Adelphi, Milano, 2013, traduzione di Ada Vigliani) si può leggere il denso testo di W. G. Sebald Un tentativo di restituzione (pag. 31-41), originariamente pubblicato sulla Stuttgarter Zeitung il 18 novembre 2001 e poi raccolto nel libro postumo Campo Santo. Si tratta del discorso che lo scrittore tenne il 17 novembre dello stesso anno allo Haus der Literatur di Stoccarda e nel quale, con il girovagare tra luoghi, fatti e testi più o meno lontani tra di loro che gli è peculiare, Sebald stabilisce connessioni nient’affatto arbitrarie, intessendo con la sua inarrivabile finezza trame insospettate e rivelatrici.

Continua a leggere Una piccola geografia dei sentimenti