Archivi tag: via lepsius

Una fiamma che cresce

Antonio Devicienti

Nota di lettura a:
Nicolas de Staël
Tutto deve accadere dentro di me
Cura e traduzione di Lucetta Frisa
Pistoia, Via del Vento Edizioni, 2018

Resistere e opporsi alla volgarità montante, alla violenza verbale e all’intolleranza che facilmente si mutano in violenza fisica significa anche dedicarsi a piccoli, eleganti libriccini che sembrano giungere come messaggi in bottiglia, meglio ancora come amicali doni: è il caso delle 41 pagine racchiuse in un’elegante copertina cartonata che Lucetta Frisa ha tradotto e curato per le Edizioni di Via del Vento di Pistoia – è il caso della pluridecennale passione nutrita da Lucetta per Nicolas de Staël e che segna una nuova tappa con queste pagine di un diario del viaggio in Marocco compiuto dall’artista tra il 1936 e il 1937 e che Lucetta ha intrecciato con estratti da lettere che Nicolas ha inviato negli stessi mesi del viaggio marocchino ai genitori (Tutto deve accadere dentro di me); la poetessa genovese non si è però “limitata” alla traduzione dal francese, ma ha scritto quattro intensissime pagine (Una fiamma che cresce) a conclusione del volumetto, così che l’intera opera (ulteriormente impreziosita da dodici tavole a colori di opere del pittore) diventa per la mente del lettore un’attualissima, appassionata e appassionante riflessione sulla creazione artistica e sull’estremo rigore, sull’ineludibile disciplina pretesi da qualunque arte ci si senta vocati a praticare (pittura, musica, poesia, non importa).

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Poema a due voci

Antonio Devicienti
Yves Bergeret

Del caffè di Châtillon-en-Diois
e di altri luoghi

Il barista ex-clown ex-trapezista
saprebbe raccontare centinaia di storie
se l’avventore, entrato per un caffè,
glielo chiedesse.

Chi guarda i muri foderati di sbiadito legno,
i tavoli degli Anni Cinquanta,
le fotografie in cornice da un circo
ormai dismesso
potrebbe intuire che quell’uomo sta, in realtà,
sulla soglia del poema.

S’intravede alle sue spalle,
tra la teca delle brioches e l’orologio a muro,
il tempo pendolare della scrittura.

C’è un torrente che irrompe
impetuoso da una gola rocciosa
come fa talvolta la scrittura
dopo lunghi tempi di secca e d’attesa
e il tempo si riapre in tempi
e i tempi fitti s’intrecciano,
vannerie della parola.

[…]

(Continua a leggere qui)

Quaderni delle Officine (LXXXII)

Quaderni delle Officine
LXXXII. Luglio 2018

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

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I luoghi e le scritture (2016)
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Prima del diluvio, 19

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Antonio Devicienti

La volpe, che libera s’aggira nella foresta innevata,
suscita riprovazione e odio. Al margine
del villaggio un impresario di milonghe ha preso
in gestione il molto malmesso campo di volo
(ma disprezza i banchieri cui mai chiederà un prestito).
Raccoglie lacerti di scrittura dentro scatole
per le scarpe e s’accumula l’opera,
s’inabissa.
Quasi tutti i grandi poeti sono morti: i pochissimi
ancora in vita hanno capovolto il tempo, beffano la morte,
ignorano i nanerottoli scribacchini.
Per lente passeggiate l’impresario di milonghe porta con sé
l’ombrello (non solo per i giorni di pioggia),
l’appoggia al paracarro, scruta gli alberi della foresta, attende.

(Tratto da qui)

Che cos’è Carène / Carena

“Sto parlando di stranieri dal cuore tenace e grande
che usciti dal mare verdeggiante di annegati
scalano il pendio
nella direzione opposta al possesso”.

[Presentiamo la parte iniziale del saggio di Antonio Devicienti su “Carène” di Yves Bergeret. Il lavoro sarà pubblicato domani in “Quaderni delle Officine”. Ve ne consigliamo vivamente la lettura. gem-rebstein]

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Prima del diluvio, 17

Immagine di Michele Guyot Bourg

 

 

Antonio Devicienti

(Per Salvatore Toma)

Entri vestito d’una camicia di parole
(bianca. abbagliante)
e i muri di questo paese retrivo
e razzista si fanno incandescenti
bruciano i mortiviventi ‘nzerràti
nelle loro stupide case
e così brucia la pietraleccese
dopo secoli di falsa elegia
e la cartapesta dei santi fonde
liquida cola scorre
nella navata poi spinge al portale Continua a leggere Prima del diluvio, 17

Quaderni delle Officine (XLIV)

Quaderni delle Officine
XLIV. Maggio 2014

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

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Via Lepsius. Tre studi (2014)
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Una piccola geografia dei sentimenti

Celan Sebald

Antonio Devicienti

Sebald a Stoccarda, Celan a Brema:
una piccola geografia dei sentimenti

A Stefano Gulizia, con affetto

     Nel volumetto intitolato Moments musicaux (Adelphi, Milano, 2013, traduzione di Ada Vigliani) si può leggere il denso testo di W. G. Sebald Un tentativo di restituzione (pag. 31-41), originariamente pubblicato sulla Stuttgarter Zeitung il 18 novembre 2001 e poi raccolto nel libro postumo Campo Santo. Si tratta del discorso che lo scrittore tenne il 17 novembre dello stesso anno allo Haus der Literatur di Stoccarda e nel quale, con il girovagare tra luoghi, fatti e testi più o meno lontani tra di loro che gli è peculiare, Sebald stabilisce connessioni nient’affatto arbitrarie, intessendo con la sua inarrivabile finezza trame insospettate e rivelatrici.

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