Archivi tag: viola amarelli

Abbonato al programma delle nuvole

Giampaolo De Pietro

Giampaolo De Pietro

[…] La levità è la cifra dove si affaccia un surreale stupore e in controluce il dolore dell’impermanenza, affrontato con una semplicità che è “cautela” come recita il testo iniziale della raccolta (Con la cautela / con cui trattiamo / le uova i ritagli / dei versi la / goffaggine / fregatutto), a rimarcare non solo il tentativo di non ferire/ferirsi ma anche l’apertura verso ”l’improvviso” che offre il continuum del flusso esperenziale. Sotto certi aspetti è una postura advaita, così volta alle foglie, ai fiori, alle nuvole, al respiro, e quindi agli elementi più sottili e aerei e alla mutevolezza delle forme che ne consegue. Si tratti di affetti, di lavoro, di bicchieri e/o di pane, l’equilibrio mobile di De Pietro sembra volersi fondare su una consapevole innocenza, sulla preservazione di uno sguardo volutamente bambino che dia conto di una possibilità di gioia, per quanto minima sia.

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Le nudecrude cose

Viola Amarelli

A latere

Ogni graffio d’argilla è una giara, d’olio o di grano. O un capo di bestiame.
Il cuneiforme nasce per contare, la scrittura è dall’origine un fissare, un dar conto. E nel fissare c’è l’ordine, l’elenco, il taglio sul mondo: il “così è” artistico, anche quello surreal-automatico, anche il post-dada ludico, anche il tecnoinformale, il “così è” di chi scrive e nello scrivere descrive, deambulando intorno al mondo, mai solo. Esser realmente soli non è dato, se nasci. Nasci su un palcoscenico che altri da un pezzo hanno allestito e se sposti una quinta o una frangia di sipario è già grasso che cola. Continua a leggere Le nudecrude cose

Note su Micame di Livio Borriello – Viola Amarelli

Viola Amarelli – Note su Micame di Livio Borriello.

Mappa

cercare una parola biologica, che sia puro attrito dei neuroni col mondo – bisogna rendere le parole incandescenti, bisogna farne affiorare ciò che le eccede, l’incomprensibile – cercare il punto dell’io in cui la realtà mi attraversa – il tuo corpo è solo il segnale indebolito, degradato, di qualcosa di remoto a cui cerco di risalire – bisogna aspirare a una certa disumanità, quello che manca è una costruzione dell’uomo come cosa non umana – eros, avventura della tattilità; la meraviglia di un’altra corporeità, come la nostra, oltre la nostra – queste parole sono semplicemente le mie posture nel mondo – attraverso quel movimento impossibile che è l’identità, è possibile forse spostarsi – la passione ci lacera, e ci lascia esposti a qualcosa di non psicologico, di non linguistico – Continua a leggere Note su Micame di Livio Borriello – Viola Amarelli

La terra dell’osso – di Viola AMARELLI

alta irpinia

Viola Amarelli – La terra dell’osso (e altri inediti), 2008

La terra dell’osso (*)

Poi fu l’invaso
travolto schiera a schiera

                                il verde, le crete e la pietra

dapprima con i soldi,
liquame a sciami
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1888 – di Viola AMARELLI e Antonio SABINO

1888 – di Viola Amarelli e Antonio Sabino

Bordo scheggiato di scalino, sporco bagnato
scivoloso
fanghiglia d’umido sciolta la neve
il fiume onnipresente nel
respiro, rantolo di novembre nelle ossa
la strada buia tutta, cipria venuzze rossa
gin alcol di caldo, pochi clienti, Continua a leggere 1888 – di Viola AMARELLI e Antonio SABINO