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La terra più amata

[Di seguito, le poesie Dal profondo, di Kamal Nasir, e Il canto del prigioniero, di Fadwa Tuqan, tratte da: La terra più amata. Voci della letteratura palestinese, a cura di Pino Blasone e Tommaso Di Francesco, introduzione di Luce D’Eramo, Roma, Edizioni Il Manifesto Libri, 1988, pag. 54-56 e 86-87.
Questo post è dedicato alla memoria di Vittorio Arrigoni che oggi avrebbe compiuto quarantaquattro anni.]

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Ciao, Vittorio

“Questo figlio perduto, ma così vivo come forse non lo è stato mai, che come il seme che nella terra marcisce e muore, darà frutti rigogliosi. Lo vedo e lo sento già dalle parole degli amici, soprattutto dei giovani, alcuni vicini, altri lontanissimi che attraverso Vittorio hanno conosciuto e capito, tanto più ora, come si può dare un senso ad «Utopia», come la sete di giustizia e di pace, la fratellanza e la solidarietà abbiano ancora cittadinanza e che, come diceva Vittorio, «la Palestina può anche essere fuori dell’uscio di casa».” (Egidia Beretta Arrigoni)

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Restiamo umani (II)

Jeff Halper
Moni Ovadia

Dopo aver perso un altro amico e compagno meno di due settimane fa, Juliano Mer-Khamis, mi tocca piangere e ricordare il collega e compagno di bordo in Free Gaza, Vittorio (Vik) Arrigoni, brutalmente assassinato la notte scorsa da estremisti religiosi a Gaza (in realtà Vittorio e Juliano si somigliavano, nell’aspetto fisico, per il carattere vivace e allegro, e per l’insistenza nello “stare lì” quando gli oppressi avevano bisogno di loro). Vik era davvero una persona esagerata. Continua a leggere Restiamo umani (II)

Utopia (Vittorio Arrigoni)

Utopia (Vittorio Arrigoni)

Forse non tutti apprezzano i confini
che ci hanno abituato a registrare
con dovizia di carte, il favore
di armamenti pronti a sorprendere
chi ha fame, chi non può permettersi di stare
dove dicono gli altri se non c’è – non c’è –
più di che vivere. E’ un buon motivo
per credere in qualcosa che i trattati
non possono trattare. Se il nome di battesimo
non basta, è dovere di chi spera
– non di chi spara e chi separa –
inventare l’Utopia di una guerriglia
che rende bersaglio dei cecchini
israeliani, a cui puoi opporre solo
un tatuaggio, il tuo restiamo umani,
detto nel sangue, prima che venga maggio,
e sia già in volo.

(Fabrizio Centofanti)

Mahmud Darwish: una voce contro l’orrore

Quando si è assediati, il tempo diventa spazio
Pietrificato nella sua eternità
Quando si è assediati, lo spazio diventa tempo
Che ha fallito il suo ieri e il suo domani.

(Mahmud Darwish)

blog1ph5
(Foto tratta dal blog di Vittorio Arrigoni)

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In den Wohnungen des Todes (III)

MIDEAST-PALESTINIAN-ISRAEL-CONFLICT-GAZA

Abbiamo visto tirare fuori dalle macerie i corpicini di sei sorelline. Cinque sono morte, una è gravissima. Hanno adagiato le bambine sull’asfalto carbonizzato, e sembravano bamboline rotte, buttate via perchè inservibili. Non è un errore, è volontario cinico orrore.

(Vittorio Arrigoni da Gaza)

Grazie, Vittorio.

E vergogna, sempre, sull’immonda (dis)informazione televisiva italiana, i cui rappresentanti, pagati coi soldi del canone (danaro pubblico: il nostro), si limitano nei loro osceni servizi a leggere le veline del governo israeliano.

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