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Breve saggio su(lla danza di) Jackson Pollock

Quello che Hans Namuth fotografa oppure riprende con la cinepresa davanti e dentro il fienile riattato a studio a Springs (Long Island) è il ritmo di danza di Jackson Pollock mentre dipinge – ma è anche il ritmo di danza di ogni atto creativo nel suo farsi, pure nell’apparente quasi immobilità che sembra trasmettere chi scrive o chi compone musica.
La danza di Pollock è l’esplicitazione dei moti della mente che crea, l’andanza dello sguardo che sa vedere orbite di energia, corridoi di oscurità, scoscendimenti di luce, stratificazioni di materia. Continua a leggere Breve saggio su(lla danza di) Jackson Pollock

Nell’esilio / Il ritmo dell’andare (dedicato a W. G. Sebald)

Il dispiegarsi dell’opera sebaldiana parte da due concetti fondanti: il valore (altissimo) della letteratura e la necessità etica di fare i conti con il passato – e con il presente in quanto figliato da quel passato.
La letteratura non è momento di svago o elegante ornamento della vita borghese o vituperata attività da intellettualoidi con tanto tempo da perdere, ma inflessibile interrogare il mondo e la storia, o, ribaltando la prospettiva ma senza che il nucleo fondante muti, sono il mondo e la storia a interrogare, traverso la letteratura, lo scrittore e il lettore.

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Breve saggio sul camminare

(L’idea di questo scritto deriva da uno splendido e vibrante intervento di Jonny Costantino pubblicato sul Primo amore il 5 maggio 2018: L’Austria di Bernhard specchio dell’Italia di oggi).

: ma, più che un saggio, scriverò un elogio del camminare, anzi un doppio elogio di un doppio modo di camminare: l’andare a piedi (ma, anche, integrando il camminare, quando necessario, con un tragitto in autobus o in treno, in automobile o in bicicletta) e lo scrivere (sempre rigorosamente a mano).  Continua a leggere Breve saggio sul camminare

Breve saggio “a due ante”

(Desidero che questo scritto sia come le due ante di un dittico da aprire per cominciare la lettura e da richiudere a lettura ultimata: le due parti si richiamano tra di loro).

PRIMA ANTA: ARCHITETTURE INDUSTRIALI DI BERND E HILLA BECHER

Fotografano stabilimenti minerari, gasometri, serbatoi dell’acqua, ponti per il manovramento dei treni, altiforni.

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