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Post-Kult, 2

Londra, settembre 1940, Biblioteca di Holland Park

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Entretiens sur la poésie

Entretiens sur la poésie

Yves Bonnefoy
Stefania Roncari

Entretiens sur la poésie

«Le poème nomme
ce qui se perd
»

La presenza, il sensibile nella sua immediatezza e pienezza, si dà prima di ogni parola, la più piccola parola nasce per dire la presenza. Questa presenza muta del mondo, che precede il poema e che lo obbliga a definirsi come ritorno. Il compito della poesia è quello di raggiungere la verità.
Bonnefoy rigetta la preminenza dell’immagine e della poesia disincarnata e adotta una via intermediaria, tra sogno e realtà: “la poesia permette la conoscenza del mondo e possiede un ruolo ontologico”.
In “Entretiens sur la poésie” c’è un articolo, Poésie et vérité, nel quale l’autore giudica il rapporto tra scienze, filosofia e poesia. Bonnefoy afferma che le verità matematiche si appoggiano su sistemi coerenti, ma inadeguati al mondo-referente; mentre la filosofia si fonda sulle categorie del linguaggio, sui concetti che sono solo viste parziali, ottenute considerando solo alcuni aspetti dell’oggetto, a discapito degli altri. Invece la poesia può cogliere una presenza, poiché essa si appoggia sulla parola, sulla sua materialità fonica. Continua a leggere Entretiens sur la poésie

Tra fiamma e gelo – Yves BONNEFOY

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(Alberto Baumann, Decomposizione, 1986)

Yves Bonnefoy – La voce dell’ombra tra fiamma e gelo

“Douve même morte
sera lumière encore n’étant rien.”

Se il compito della scrittura poetica è quello di “rovinare le sacre verità” (come afferma Harold Bloom) e poi esplorare il lampo del “mondo sprofondato nell’oscurità“, Douve (1) è la stessa oscurità in cui il mondo si immerge: un intero alfabeto condensato nell’ombra, completamente raccolto nel fuoco di una intuizione che non si fa parola se non per testimoniare l’irriducibile ineffabilità dell’atto: se il verso è un “ragionare poetico“, la sua esistenza si giustifica solo come un tentativo di descrivere una materia indicibile, un mondo senza orientamento, forse “un territorio dell’inconscio, nel quale la simmetria è totale, ma i cui valori sono rovesciati” (Matte Blanco).
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