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Before the flood, 4

michele guyot bourg 1

Zbigniew Herbert

(A Marco Aurelio)

Buonanotte Marco spegni il lume
e chiudi il libro Già alto si leva
l’argenteo allarme delle stelle
il cielo parla con lingua straniera
e il barbaro grido del terrore
che il tuo latino non conosce
è la paura l’eterna oscura paura
ora batte sulla fragile terra

umana E vincerà Odi il rombo
è la marea Distruggerà i tuoi
libri l’inarrestabile fiumana
e del mondo crolleranno i muri
quanto a noi – tremare al vento e
di nuovo smuovere ceneri aria
morder le dita dir parole vane
trascinarci dietro ombre di morti

perciò Marco sospendi la tua quiete
dammi la mano sopra le tenebre
lascia che essa tremi quando il cieco
universo picchia sui cinque sensi
ci tradiranno universo astronomia
computo di stelle saggezza d’erbe
e la tua grandezza troppo immensa
e il pianto mio impotente o Marco

(Traduzione di Pietro Marchesani)

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Zbigniew HERBERT nella lettura di Sergio BARATTO (II)

Herbert

Sergio Baratto – Inno agli uomini che muoiono in piedi

V. Perché i classici

     La censura comunista, si è detto, fu di manica larga con Herbert: i suoi funzionari ciechi credevano che cantasse di cose vetuste e polverose. Non avevano l’astuzia e la sottigliezza di accorgersi che in quei versi apparentemente così misurati si nascondevano un dialogo vivo, serrato. Che Caligola, Claudio e Tucidide stavano parlando al nostro secolo. Continua a leggere Zbigniew HERBERT nella lettura di Sergio BARATTO (II)

Zbigniew HERBERT nella lettura di Sergio BARATTO (I)

Herbert

Sergio Baratto – Inno agli uomini che muoiono in piedi

     Zbigniew Herbert è un illustre poeta pressoché sconosciuto, almeno in Italia. Peccato, perché mi sembra che possa essere tranquillamente annoverato tra i più importanti del Novecento – e non mi riferisco alla sola Polonia. Continua a leggere Zbigniew HERBERT nella lettura di Sergio BARATTO (I)