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Breve saggio di paesologia

La parola “saggio” possiede anche il significato di “prova” oppure vuol dire “esercizio, dimostrazione di” – in quest’esercizio di paesologia mi proverò, allora, a raccontare del mio paese natale scrivendo di luoghi altri da lui. La scienza della paesologia credo ammetta tali apparenti contraddizioni, perché i paesi respirano talvolta anche all’ombra o per affinità o per contrasto con luoghi altri.  Continua a leggere Breve saggio di paesologia

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Suggestioni chariane

Antonio Devicienti

Inseguire il tema dell’ustione per scaldarmi e bruciarmi al magistero di chi sa additare una via alla parola; mi affido così a René Char poeta-fabbro, poeta-maniscalco, poeta dal grembiule di cuoio – ed ecco la scintilla esplosa fuori dalle braci che brucia e incenerisce quel cuoio. Siamo nelle  Vicinanze di Van Gogh, ove appunto “una scintilla ha bruciato il mio grembiule di cuoio. Che potevo farci? Cuoio e cenere” perché in Char la poesiaconoscenza si manifesta con l’esplosione del lampo e l’ustione del fuoco, perché l’approssimarsi al senso è intermittente e nell’intermittenza devasta, costringendolo a dire, chi ne viene toccato – è Orione degli Aromi cacciatori “pigmentato d’infinito e di sete terrestre” quando sceglie di abitare la terra e ha i tratti anneriti dalla sua attività di cacciatore-e-fabbro che riprofilava la punta delle sue frecce nella fucina ardente – è Orione innamorato della Stella Polare e che sa che i figli della terra appartengono al fulmine (qui Char dice éclair, lampo che illumina, che porta e apporta la luce), umani “pietra del fulmine” – umani scintille dall’origine sconosciuta e destinati a bruciare un po’ più in là del presente e cioè nel proprio futuro, umani la cui sofferenza è capace di rompere l’immane silenzio che li avvolge e sovrasta. “Come m’è venuta incontro la scrittura? Come piumaggio d’uccello sul vetro, in inverno. D’un sùbito si è levata nel focolare una rissa di tizzoni che, ancora adesso, non ha fine” (da La biblioteca è in fiamme).

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Preferisco sparire

Zibaldoni e altre meraviglie
Zibaldoni
e altre meraviglie

Marco Ercolani

[…] Passeggiate con Robert Walser di Carl Seelig è stato il mio spunto iniziale. La tenerezza con cui il critico svizzero descrive Walser e riferisce le sue parole mi ha permesso di entrare nell’universo segreto ed elusivo dello scrittore. “Per molti anni – annota Massimo Barbaro nella prefazione – Carl Seelig ha incontrato l’amico scrittore rinchiuso in casa di cura, ma ancor più in se stesso, e lo ha accompagnato in lunghissime gite, a piedi, a volte in treno, nell’Appenzell, interrompendo la continuità della sua solitudine. Walser era un uomo che camminava; con ogni stagione, in ogni condizione di tempo. Con Seelig parlava di sé, del suo mondo, dei suoi piaceri, delle sue avversioni. Seelig si è preso cura di lui, ricavandone in cambio particolari dal vivo, spontanei, al punto tale che sembra anche a noi di passeggiare con Walser. Da Seelig abbiamo potuto sapere che a Walser piacevano le ragazze («dal petto di cigno»), il buon Pinot nero, che non la letteratura lo commuoveva, ma i boschi, l’acqua, gli odori, i colori. Walser morì camminando. Da solo. Sulla neve, il giorno di Natale. Incontrò due bambini che lo videro cadere e lo soccorsero. Riferirono che morì con un sorriso sulle labbra”. Io mi sono sempre sentito tanto pervaso da questa storia che ho dovuto immaginare delle passeggiate simili a quelle, ma con Walser in compagnia di uno psichiatra e non di un critico. […]

(da qui…)

Per il decennale di Zibaldoni e altre meraviglie

Il 22 dicembre 2012 – tra un anno esatto – Zibaldoni e altre meraviglie compirà dieci anni. […] Il cosiddetto web letterario, rispetto ai tempi in cui vi approdavamo noi, è profondamente mutato. Nei primi anni del XXI secolo era un luogo aperto e sconfinato, una potenza pressoché assoluta, improvvisato e sbandato, ma ricolmo di promesse e avventure, terra di conquista per chi aveva delle idee […] Oggi il web letterario è un’altra cosa. Non solo è tecnologicamente evoluto, sovraffollato e sempre più socializzato, ma quasi tutto specialistico – oltre che perfettamente controllato e prevedibile. Vi dilaga il professionismo letterario e universitarizzato (assente ai tempi pioneristici), e vi manca l’aria a causa dell’invasione del marketing del leggere e dello scrivere ispirato al Design dell’Attualità. Non è un caso che l’ultimo movimento letterario italico attivo nel web sia un movimento di professionisti e talent scout più o meno già affermati e inseriti in case editrici, università, etc. […] L’ingresso nel web del professionismo letterario ha messo pesanti sigilli a porte e finestre che dieci anni fa erano ancora sbattute da un vento selvaggio e meraviglioso. E poi i siti delle scuole di scrittura, degli Autori, dei Sindacati degli Scrittori, delle case editrici, delle agenzie letterarie… […] Abbiamo vissuto dieci anni in mezzo a questo turbinio dialogante, e abbiamo imparato molte cose. Adesso l’aria si è fatta stagnante, pesante, ed è forte la sensazione che ormai la letteratura alligni (se ancora alligna…) da tutt’altre parti che nel web attuale professionalizzato, sindacalizzato e markettizzato. Bisogna dunque spostarsi, svariare, cercare altre strade.

(Leggi l’intero articolo di Enrico De Vivo
sul sito di Zibaldoni e altre meraviglie)

Attilio Vecchiatto su Zibaldoni e altre meraviglie

[ZIBALDONI]

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Da domani 3 giugno prende il via su “Zibaldoni e altre meraviglie” la pubblicazione di un progetto in memoria dell’attore Attilio Vecchiatto.

Insieme a una testimonianza diretta di Enrico De Vivo e a scritti inediti di Gianni Celati, saranno riproposti, in varie puntate, i “Sonetti del Badalucco”, nella versione a cui l’autore ha lavorato fino alla sua morte.

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