Lucetta Frisa
Sono venuta da morta a riprendermi la luce
sparsa fuori di me mentre ero sottoterra.
Non la depongo prima di tornare al buio
come una veste effimera ma voglio trattenerla
sulla mia pelle vuota per il dio compiacente
che mi ha lasciata andare. Io non attendo
segni dall’alto o dal basso. Mi è bastato
vedermi risalire sulla quadriga elegante
con i cavalli neri dal passo lento una danza
silenziosa ma senza il corteo dei parenti
in lacrime e i carri col mio corredo:
tutto questo è dipinto per chi resta. (,,,)
Tratto da Lucetta Frisa,
Antologia poetica (1993-2023),
di prossima pubblicazione in
“La Biblioteca di RebStein”,
vol. XCVII, dicembre 2024.
*
