Archivi categoria: poesia

Jacques Robinet: da te a me


De toi a moi
le hasard ou la grâce
d’une feuille tombée
sur l’eau

La nuit respire
ton silence

Dire : c’est trop tard
offense ta venue

*

Da te a me
il caso o la grazia
di una foglia caduta 
sull’acqua

La notte respira
il tuo silenzio

Dire: è troppo tardi
offende la tua venuta


 
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Dulce María Loynaz : la ballata del tardo amore


La balada del amor tardío

Amor que llegas tarde,
tráeme al menos la paz:
Amor de atardecer, ¿por qué extraviado
camino llegas a mi soledad?

Amor que me has buscado sin buscarte,
no sé qué vale más:
la palabra que vas a decirme
o la que yo no digo ya…

Amor… ¿No sientes frío? Soy la luna:
Tengo la muerte blanca y la verdad
lejana… – No me des tus rosas frescas;
soy grave para rosas. Dame el mar…

Amor que llegas tarde, no me viste
ayer cuando cantaba en el trigal…
Amor de mi silencio y mi cansancio,
hoy no me hagas llorar.

*

La ballata del tardo amore

Amore che sei arrivato tardi,
portami almeno la pace:
Amore di tramonto, su quale
strada sbagliata sei arrivato alla mia solitudine?

Amore che mi hai cercato senza che io ti cercassi,
non so cosa vale di più:
la parola che tu mi dirai
o quella che io non dirò più…

Amore… Non senti freddo? Sono la luna:
Tengo la morte bianca e la verità
lontana… Non darmi le tue fresche rose,
le rose non sono più per me. Dammi il mare…

Amore che sei arrivato tardi, non mi hai visto
quando ieri cantavo nel campo di grano…
Amore del mio silenzio e della mia stanchezza,
non farmi piangere oggi.


Traduzione di Susanne Detering
Il quadro è di Max Kaus

Poesia come trasgressione

Pietro Civitareale

     Diciamo subito che la ricerca poetica di Giannino di Lieto (da Poesie, 1969, a Indecifrabile perché, 1970; da Punto di inquieto arancione, 1972, a Nascita della serra, 1975; da Racconto delle figurine & Croce di Cambio, 1980, a L’abbonato impassibile / Racconto della Costa di Amalfi, 1983, fino a Le cose che sono, 2000) si è sviluppata in una direzione eccentrica rispetto alle linee del Novecentismo italiano. Convinto che il tratto distintivo di un popolo sia la lingua, Giannino di Lieto (1930-2006) ha operato proprio su di essa, conferendole un’impronta personalissima che non possiede né paternità né paternalismi, ma nasce e matura in se stessa; e lo fa in senso antagonistico nei confronti di ogni potere in grado di fagocitarla e ridurla all’impotenza. La sua poesia perciò si offre come una implicita forma di trasgressione, ma anche come un atto di resistenza e al limite di rivolta, nel senso che tende a opporsi, più o meno consapevolmente, alle ragioni della forza o all’usura dei suoi strumenti linguistici ed espressivi attraverso un ribaltamento dei significati usuali delle parole.

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Alfonsina Storni: Vado a dormire

Alfonsina Storni
(1892-1938)

Voy a dormir

Dientes de flores, cofia de rocío,
manos de hierbas, tú, nodriza fina,
tenme prestas las sábanas terrosas
y el edredón de musgos escardados.

Voy a dormir, nodriza mía, acuéstame.
Ponme una lámpara a la cabecera;
una constelación; la que te guste;
todas son buenas; bájala un poquito.

Déjame sola: oyes romper los brotes…
te acuna un pie celeste desde arriba
y un pájaro te traza unos compases

para que olvides… Gracias. Ah, un encargo:
si él llama nuevamente por teléfono
le dices que no insista, que he salido…

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Edmond Jabès – I due libri

Edmond Jabès

I due libri, seguito da
Aquila e civetta

I due libri

I

… pensare che l’ultima ora non è necessariamente l’ultima ma, forse, quella dell’ultima parola.

Il rigetto della lingua – oh deserto. Il rifiuto di parlare, di scrivere – oh fallimento del libro.

Strappare la pagina bianca per non essere più preda del suo biancore.

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Per una lettura di “Perdite”

Chiara Catapano legge Perdite (Puntoacapo Editrice) di Bartolomeo Bellanova.

 

Quale incendio indomabile si prepara nei fondali!” (Dispaccio da Vieste

Ho voluto iniziare da questa profezia, quell’indomabile incendio che illumina e purifica, di cui Bellanova percepisce il propagarsi nei fondali: un incendio che si innesca dalle profondità oscure, da luoghi impensabili, per ossimoro. In fin dei conti, mi sono detta, questo è un libro di profezie che si stanno avverando mentre si scrivono. E’ come l’incontro tra due mari, tra due sostanze identiche ma provenienti da diversi luoghi; è il momento in cui il futuro annunciato e il passato veggente si salutano, generando immagini. Continua a leggere Per una lettura di “Perdite”

Erich Fried: Chi è l’uomo? / Domande

Erich Fried

Fragen nach dem Menschen

für E.B.

Und wurde die Liebe gelehrt?
Ja, aber schlecht und heimlich.
Und wurde der Tod gelehrt?
Ja, aber nur zum Teil.

Wieso zum Teil?
Es wurde nur Töten gelehrt,
gelehrt und geübt,
und das Sterben totgeschwiegen.

Und wurde der Hass gelehrt?
Ja. Gelehrt und geschürt, aber nur
auf den, der Feind genannt wurde,
und nicht auf das eigene Unglück.

Und was taten sie mit ihrem Leben?
Fast alle nur das,
was zu erwarten war,
nach einer solchen Lehrzeit.

*

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Da un libro a venire di Nino Iacovella

Nino Iacovella acconsente alla pubblicazione di un’anticipazione di un libro che ho avuto il privilegio di leggere in anteprima: La parte arida della pianura.

Una scrittura controllatissima e rigorosa, un’idea di poesia aliena da ogni narcisismo e lirismo, una rara lucidità di pensiero e di giudizio innerva pagine destinate a segnare la scrittura in poesia del tempo che stiamo così angosciosamente attraversando.

La scrittura di Nino è istanza di libertà e intransigente scelta etica, politica, resistenziale.

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