Archivi categoria: poesia

Nino Iacovella: Le pareti del Minotauro (inedito)

di Nino Iacovella

(inedito dal libro in preparazione “La parte arida della pianura“)

 

Antonietta avrebbe visto il suo destino
ancor prima che nelle carte

dentro al silenzio, al lupo nella stanza,
sulla neve del pavimento
dove brulicano gli inverni
a portata di mano

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Dante nella poesia di Osip Mandel’štam

Francesca Vennarucci

“Il pane che si porta in carcere”.
Dante nella poesia di
Osip Mandel’štam

Come accade che un ebreo polacco, stretto nella morsa della Russia staliniana, sviluppi una autentica passione per Dante, inizi a studiare l’italiano per leggerlo in lingua originale e, anch’egli poeta, lo elegga a sua guida, a suo nutrimento? Perché? Cosa rappresenta Dante per Osip Mandel’stam? Attraverso il dialogo con Dante, Mandel’stam intesse una fitto colloquio con altri grandi poeti europei che nella vita e nell’opera dell’esule fiorentino cercarono una chiave per comprendere se stessi e i drammatici eventi storici novecenteschi: Eliot e Pound, ma anche Montale e Seamus Heaney. Sappiamo che Mandel’stam, quando iniziò a temere di venire arrestato, portava sempre con sé un’edizione tascabile della Commedia: non poteva tollerare l’idea del carcere senza Dante… e sappiamo anche che la sua ultima raccolta poetica ci è giunta perché la moglie Nadezda aveva imparato a memoria tutti i testi. L’esilio, il pane altrui che sa di sale, le scale da scendere e salire per chiedere aiuto e protezione, ma anche la sublime libertà del cielo, di uno sguardo che oltrepassa il visibile… È la storia di una amicizia, di un intimo colloquio, che, come tutti i veri profondi legami, aiuta a conoscersi e a trovare il proprio posto nel mondo. […]

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Tu io e Montale a cena

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Gabriella Sica
Tu io e Montale a cena.
Poesie per Zeichen

Latiano (BR), Internopoesia, 2019

……Valentino Zeichen ci ha lasciato il 5 luglio 2016, dopo decenni di suoi scritti scrupolosi, intriganti, premurosi e cortesemente feroci, nel rifugio secolare della città di Roma, vera patria, dopo esservi atterrato come un marziano fuori tempo da quel Nordest italiano espropriato. Gabriella Sica in quaranta settimane ha scritto quaranta poesie in cui i brandelli d’anima volteggiano nei cieli della Città alla ricerca di quel che rimane d’eterno, se ancora qualcuno ci credesse dopo la morte dell’amico, fratello “coriaceo” e creatura della realtà più che dell’immaginazione. Sciami d’insetti minuscoli arrivano dall’al di là e gonfiano le gonne di donne “sumere” in giro per le vie romane, le bellezze orientali che forse piacevano a Zeichen o forse no ma che pur non nominandole restano impresse. Così come altri personaggi fieri e non fieri presenti nelle pagine del poeta e nei ricordi di Gabriella Sica, pratopaganiense poetessa che ha tracciato, e cancellato quando si doveva, certi confini della poesia. Continua a leggere Tu io e Montale a cena

Su “Galassie parallele” di Marco Ercolani

Raffaella Terribile

Nota di lettura a:
Marco Ercolani
Galassie parallele. Storie di artisti fuori norma
Genova, Il Canneto Editore, 2019

“L’artista vive la sua identità mentre la perde. E, perdendola, la configura in forme tanto cristalline e pertinenti quanto sfuggente e inafferrabile è il sentimento di sé. Al contrario, il folle rifiuta qualsiasi forma di lutto, chiuso nella fragile fortezza di un delirio che nega, con un atto di onnipotenza infantile, la mortalità delle cose e dell’uomo”. Così l’autore, psichiatra di professione, riassume in maniera tanto icastica quanto efficace una questione fondamentale che attraversa i secoli della storia dell’arte: il rapporto tra genio e follia. Prescindendo da esempi fin troppo celebri, come F. Bacon e L. Freud, la scrittura di Marco Ercolani accompagna il lettore nelle vite e nelle opere di artisti, soprattutto italiani, “fuori norma”, dal Novecento a oggi, quasi a disegnare su una mappa ideale i contorni e l’orografia di quei regni dell’Irreale dai confini incerti. Continua a leggere Su “Galassie parallele” di Marco Ercolani

Nodi parlati

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Alessandra Pellizzari
Nodi parlati
Trad. inglese di Patrick Williamson
Varese, NEM Editore, 2019

……Dopo il superamento delle “faglie”, quando si oltrepassano Alpi e altopiani, attraverso conglomerati zanzottiani e colli Euganei dove farsi notificare la presenza, e il superamento di fiumi e assi fluviali, nella regione abitata da Alessandra Pellizzari si giunge quasi sempre alla distesa lagunare dove la legittimità poetica sembra più consenziente e necessaria, e il poeta più esposto a legami linguistici e marinari. Dalla pianura acquorea la trama labirintica assume la forma di un pesce, i canali s’infittiscono alla più corta misura e ci si accorge di avere un bisogno di realtà, di uno strumento che fermi alla banchina, alle fondamenta: ecco i “nodi parlati”, nodi di avvolgimento sicuri per l’ormeggio e facili da sciogliere per necessità di veloci ripartenze. Continua a leggere Nodi parlati

Omaggio a Lorand Gaspar

Nei giorni scorsi è venuto a mancare, a Parigi, il grande poeta francofono Lorand Gaspar. Silenzio assoluto sulla stampaglia e la bloggaglia italiote, tutte intente a celebrare i loro eroi da avanspettacolo delle lettere, da sagra paesana del nulla in versi.
Ho chiesto a Yves Bergeret, che tra l’altro lo ha conosciuto e frequentato personalmente, di tracciarne il profilo per i lettori della Dimora. Il ritratto che ne emerge è quello di un uomo e di un poeta resistente, trasparente, umanissimo cantore della vita degli ultimi e dei senza storia. (fm)

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Scene domestiche

Charles Reznikoff

Scene domestiche

(Tratto da: Testimoy, 1978
Traduzione di Giuseppe Nava)

Era quasi l’alba quando diede alla luce il bambino,
sdraiata sulla trapunta
che lui aveva ripiegato per lei.
Lui si sistemò il bambino sul braccio sinistro
e lo portò nell’altra stanza,
e lei poté sentire lo schizzare dell’acqua.
Quando rientrò
lei gli chiese dove fosse il bambino.
Lui rispose: “Là fuori – nell’acqua”.

Attizzò il fuoco
e tornò con una bracciata di legna
e il bambino,
e mise il bambino morto nel fuoco.
Lei disse: “Oh John, non farlo!”.
Lui non rispose
ma si voltò verso di lei e sorrise.

(qui altri testi e una nota
introduttiva del traduttore)

Voci dal silenzio

Giuseppe Zuccarino

Voci dal silenzio

Marco Ercolani si è sempre interessato al tema della follia, sia nelle vesti di psicoterapeuta che in quelle di scrittore. Lo ha fatto raccontando episodi, direttamente vissuti, di incontri e dialoghi con i suoi pazienti, in libri come Anime strane, Sento le voci (entrambi scritti in collaborazione con Lucetta Frisa) e Turno di guardia1. Ma lo ha fatto anche riflettendo, a livello teorico, sul rapporto fra arte e disagio psichico, dapprima in L’opera non perfetta, poi in Galassie parallele, che del volume precedente si può considerare una parziale riscrittura e, più ancora, un ideale prolungamento2. Il nuovo libro, corredato da un succinto ma efficace apparato iconografico, fa dunque il punto sulle riflessioni dell’autore riguardo a un tema spinoso; nel corso dei secoli, infatti, si è spesso oscillato fra due posizioni estreme: quella che individuava tra arte e follia solo un rapporto oppositivo, e quella che invece le associava strettamente fra loro. Continua a leggere Voci dal silenzio