Archivi categoria: poesia

David La Mantia, Gesti lievi

Per anni abbiamo finto
di vedere male l’ago nel braccio,
gli artigli degli amici, il fresco taglio
dell’erba, il colpo sul collo secco
del coniglio allevato per la morte.
La morte. Eppure sì,
sarebbe stato semplice seguire
passo per passo quel dolore, senza
annusare la muffa, senza mai
adagiarsi, attutire il respiro, senza
seguire il corteo, la fila nera.
Sì, sarebbe stato bello chiamarci
al mattino con veri nomi, David
l’amato e Margherita la perla,
imparare a toccare le crepe
reciproche, visitare a sera
i nostri occhi recisi, coltivare
la fragilità della foglia
di basilico, perdonarsi
e chiedere perdono, riconoscersi
come fratelli e come amanti
nel comune ventre, essere terra
nella pianura lieve, accogliente.

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Finestre

Rainer Maria Rilke

Finestre

Traduzione di Lucetta Frisa.

I

Basta che ad un balcone
o nel riquadro di una finestra,
sosti una donna… e già lei è perduta
senza che sia mai apparsa.

E se solleva le sue braccia
per annodarsi i capelli – tenero vaso,
quanta enfasi alla nostra perdita
dedichiamo e al rilievo dell’infelicità?

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L’effetto della poesia

Hugo von Hofmannsthal

Si lasci che noi artisti siamo con le parole come altri con le pietre bianche o colorate, col metallo sbalzato, coi suoni affinati e con la danza. Ci si apprezzi per la nostra arte  e però si lodino i retori per i loro principi e la loro foga, per la sapienza i saggi, i mistici per le loro illuminazioni. Ma, se ancora si volessero confessioni, le si trovi nelle memorie degli statisti e dei letterati, nelle confidenze dei medici, delle ballerine e dei mangiatori d’oppio: per coloro che non sanno distinguere l’elemento materiale da quello artistico, l’arte è assente in ogni caso; ma certo anche per loro esistono cose scritte a sufficienza.

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3 (inediti) di > Manòlis Anagnostàkis


Traduzione e introduzione di
Crescenzio Sangiglio

Le poesie che seguono non risultano inserite in nessuna raccolta di Anagnostakis. E sono del tutto sconosciute, praticamente sono come inedite, essendo apparse una sola volta, rispettivamente negli anni 1945, 1946 e 1947, nella rivista anti-regime Ελεύθερα Γράμματα, “Lettere Libere” poi eliminata dalla circolazione e letteralmente scomparsa e inesistente. Sono state ultimamente ritrovate dallo studioso e ricercatore Vassos Vomvas che le ha affidate allo scrivente per la traduzione italiana.)


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Marotta tradotto da Polymou


να γράφεις είναι μια μοίρα που τρέφεται από τον ίσκιο των ωρών
το ερωτικό αγκάθι όποιου δεν αφήνει τίποτα πίσω του
για να ‘ναι στάχτη, στοιχείο του ανέμου
είναι χαραγμένο πάντα με γράμματα φωτιάς
μες στις ίριδες των σημαδιών που σέρνει – ένα υμνολόγιο
ταπεινό, μια σύνοψη βημάτων δίχως ίχνη
ξεχειλίζει συλλαβές αθωότητας και μνημούρια άμμου
από το σιωπηλό λαγήνι που ξεδιψά τα χείλη,
όταν νοσηρές λέξεις άριας αποσπώνται απʼ τα χέρια
συνθλίβονται στην αδιόρατη άβυσσο
μίας σελίδας

*

scrivere è un destino covato dall’ombra delle ore
la spina amorosa di chi non lascia niente alle sue spalle
perché essere cenere, sostanza di vento
è inciso da sempre a lettere di fuoco
nelle pupille dei segni che trascina – un canzoniere
infimo, un breviario di passi senza orma
tracima sillabe d’innocenza e memoriali di sabbia
dalla brocca silente che disseta il labbro,
quando parole malate d’aria si staccano dalle mani
precipitano nell’impercettibile abisso
di una pagina


leggi il resto su La macchina sognante

leggi anche un’intervista di
Evangelia Polymou a Francesco Marotta


HO GIÀ ABITATO QUESTA CASA

HO GIÀ ABITATO QUESTA CASA
di Antonio Devicienti

“Un passo dagli Anelli di Saturno di W. G. Sebald, una mia improbabile “traduzione” – e, in sovrappiù, in versi…”

Via Lepsius

Silence, Monastery Zigrafu, Athos 1986

 

Un passo dagli Anelli diSaturno di W. G. Sebald, una mia improbabile “traduzione” – e, in sovrappiù, in versi…

*

(da W. G. Sebald, DIE RINGE DES SATURN, pp. 218-220 dell’edizione Fischer Taschenbuch) 

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Lisa Sammarco: quattro poesie da “Trenta poesie d’amore e nessuna strategia”

Lisa Sammarco su Perìgeion

ieri sera mentre come ogni sera tiravo giù le persiane
ad un tratto mi sono fermata
presa dal dubbio che fuori la sera fosse un errore
come quando all’improvviso qualcuno chiama
e invece il tuo pensiero è già nella quiete che rabbuia i vetri

[leggi tutte le poesie su perìgeion]

perìgeion

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