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Il gran dondolio terrestre e celeste di Ombretta Ciurnelli

Torno molto volentieri a ospitare una nota di lettura – come sempre appassionata e di grande competenza critica – di Paolo Ottaviani che ringrazio per questo nuovo contributo e per la sua amicizia nei confronti della Dimora del Tempo sospeso (A. D.) 

Una rudimentale altalena, colta nel suo momento di stasi, senza alcun fanciullo che la faccia gioiosamente ondeggiare, solo una nuda tavola sospesa sopra una brulla radura, agganciata a due funi pendenti da un albero di cui è possibile vedere soltanto una parte del suo rado fogliame, è la suggestiva immagine, un poco ingiallita e offuscata, che campeggia sulla copertina dell’ultima raccolta poetica di Ombretta Ciurnelli: gí e ní, Edizioni Cofine, 2020.
Nella prima pagina del libro, in occhiello, troviamo la riproduzione della stampa litografica Relativity dell’artista olandese Maurits Cornelis Escher che, come è noto, propone, anche sulla base delle scoperte scientifiche nei primi anni del ‘900 di Heisenberg ed Einstein, una rappresentazione assai complessa dello spazio, quasi volendo dare una testimonianza grafica, spaesante e surreale, dei problemi posti dalla teoria della relatività.

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Un esistenziale accumulo (su “Svenimenti a distanza” di Mario Fresa)

Marco Furia

Nota di lettura a:
Mario Fresa
Svenimenti a distanza
il melangolo, Genova, 2017

 

A qualcosa che emerge accumulandosi si riferisce, con evidenza, la raffinata raccolta di Mario Fresa “Svenimenti a distanza”.
Non a caso, già all’inizio si legge:
“ […] Ha paragonato
la sua casa a una vecchia drogheria”.
Le drogherie sono botteghe in cui vengono venduti i più disparati prodotti: botteghe ricche di fascino, dall’atmosfera aromatica e misteriosa.
Si chiede l’autore a pagina 26:
“Perché osserviamo gli oggetti?”
Domanda enigmatica che allude a una condizione di durevole contingenza.
Perché siamo espressivi?
Perché siamo esseri umani viventi: questa non risposta mi pare la risposta migliore.
Non generica né imprecisa (come potrebbe a prima vista sembrare), bensì sinceramente aperta. Continua a leggere Un esistenziale accumulo (su “Svenimenti a distanza” di Mario Fresa)

Sinesteatronica in fieri – Ricordo di Gianni TOTI

planetopolis

… Il continuo spostamento da un’area semantica all’altra è ormai la condizione creativa minima per poter continuare a “descrivere l’universo” e contemporaneamente a “continuarne la creazione”, e la critica estrema del pensiero può essere perseguita proprio dai linguaggi artistici in lotta permanente contro se stessi e le proprie soglie critiche.

(Da una lettera di Gianni Toti a Giorgio Di Costanzo datata maggio 1987)
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