Archivi tag: poesia

Dell’asinità in poesia

Un “attraversamento” di Scannaciucce
(Mesogea, Messina, 2019)
di Domenico Brancale

 

A Domenico Brancale preme l’origine del suono-parola, la sua basilarità e pre-verbalità perché ogni parola articolata fatalmente si allontana da quell’origine (anche pre-umana) rischiando di falsare il rapporto con il mondo e, inevitabilmente, la mente ha bisogno della parola articolata per dire e per provare a comprendere.
Il raglio dell’asino diventa allora il paradigma di un suono istintivo e naturale, capace di esprimersi in modulazioni differenti, ma mai falsificato o impostato, sempre in accordo con i bisogni espressivi dell’animale.

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Sto

bukovaz

Antonella Bukovaz

Tradisco consapevolmente le promesse fatte ad Antonella Bukovaz quando le ho chiesto, dopo averle ascoltate, le poesie che seguono per pubblicarle qui. Avrei dovuto preparare, come le altre volte, una breve premessa; ma assieme alle poesie Antonella mi ha inviato alcune riflessioni che rendono esplicito il senso del suo lavoro attuale. E mi sembra che non ci sia niente che io possa aggiungere a ciò che, con estrema chiarezza, ha scritto lei. (ft)

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Omaggio a Rezső Seress

gloomy-sunday

Natàlia Castaldi

Vorrei appendere tutti i miei volti a scolare l’acido che la delusione ha inciso nel mio sguardo. Guardami col distacco della leggerezza prendere forma nell’immagine di me stesso, con tutte le sbavature di una nuova consapevolezza. Essere l’osservazione fredda del dolore che concepisce se stesso nell’arte della separazione, l’abbandono prepotente di me a ogni cosa: un incanto. Continua a leggere Omaggio a Rezső Seress

Carie

Klaus Miser
Klaus Miser

Klaus Miser

”… detesto il mondo che gira intorno alla poesia. ma detesterei vivere senza poesia. 
io nella vita non so bene cosa faccio. so che lavoro, mangio, fumo, mi innamoro, mi sbronzo, cammino in mezzo agli alberi.
 so che abito vicino al mare, e vicino l’unico grattacielo di tutta rimini. 
credo di avere una bicicletta. so che mi piace andare in bicicletta. 
ma l’unico momento di cui ho davvero un ricordo di me è nella poesia.”

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Turbativa d’incanto

turbativa d'incanto

Jolanda Insana

assurdo darsi la mano
a ogni piè sospinto
per non dire di quanti sono pronti
alle pacche sulle spalle
e ti serrano nelle spine dell’abbraccio

***…….……………..

Turbativa d’incanto, ultimo libro di Jolanda Insana, approda alla forma dialogica o, per meglio dire, formalmente dialogica, essendo in effetti un testo sull’incomunicabilità con l’altro e con “la bestia clandestina”, nel libro detta anche “idiota sottostante”, che è l’altro da noi in senso delocativo, ma anche l’altro in noi stessi, con prepotenza e vergogna. Continua a leggere Turbativa d’incanto

Bones of Water

Ariadne Radi Cor
Ariadne Radi Cor

Ariadne Radi Cor

[…] And you will appreciate the movement of a gesture devoid of sense,
Its lightness: the air around my airplane, the builders in the bedroom
Summers of forever that sharpened your pencils. […]

***

Il lavoro di Ariadne Radi Cor riguarda fotografia, cartoline, lettering e collage. I video, che Ari chiama ‘fotografie lunghe’, sono un pretesto per usare le poesie come voce fuori campo. Continua a leggere Bones of Water

Stati d’amnesia

Lella De Marchi Stati d'amnesia copertinapiatta

Lella De Marchi

[…] sono sempre la bambina che non mi hanno
detto (la terza madre
di me stessa), sopra quei panni stesi
su di un filo, ad asciugare, ho costruito il mio altare
di parole […]

***

[…] La struttura interna è composta da tanti piccoli elementi, ognuno dei quali è subordinato non dico a tutti gli altri ma ad almeno uno degli altri. Vengono così a formarsi varie catene di significanti, spesso caratterizzate dalle posizioni delle parole cui spetta il compito di dettare il ritmo o quantomeno di caratterizzarne gli accenti tonali e la ripetizione dei gruppi timbrici. Sarà forse per questo che, vista dal di fuori, la struttura sembra semovibile o fluttuante, come per assecondare un ondeggiamento, quasi come se volesse schivare il colpo di ritorno da parte dell’ospite e conclamare ulteriormente il carattere «sfuggente» del dettato. Continua a leggere Stati d’amnesia

E’ questo il sonno

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Gabriella Musetti

Diventa un lusso anche la rabbia”: così scrive Gabriella Musetti nella poesia iniziale di questa breve silloge, parte di un lavoro più ampio, ma già in sé coesa e conclusa. Se la crisi è la mancanza di denaro, di quel denaro che ci è stato reso così necessario per vivere da non poterne più negare l’importanza, possiamo certo indagarne le cause ed i rimedi, così come possiamo e dobbiamo chiederci come e perché siamo giunti fino a qui. Se la rabbia non basta, se la rabbia ha già trovato e trova ancora nuovi imbonitori capaci di canalizzarla a proprio vantaggio, bisogna però avere anche il coraggio dell’autocritica e dire che questo viene permesso e concesso prima di tutto dalla nostra assuefazione. L’assunzione di responsabilità non è un atto collettivo, ma individuale. Così come la scrittura, certo, che però può assumere il ruolo di testimonianza, o, come suggerisce la stessa Gabriella Musetti, un atto di mediazione del vivere civile. Continua a leggere E’ questo il sonno

Voci dalla Palestina

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Sul blog di Georgia, è possibile leggere una interessante rassegna dedicata ad alcune voci della cultura palestinese: un modo intelligente di rompere il “muro” del silenzio intorno a una letteratura che annovera dei veri maestri della narrativa e della poesia contemporanee. Attraverso una rete di links e di rimandi testuali, è possibile ricostruire una piccola mappa di un universo tanto affascinante quanto a noi praticamente sconosciuto.

Ecco alcuni degli ultimi autori proposti:

Muhammad Hamza Gana’Yim
Bashir Shalash
Ibrahim Nasrallah
Mahmud Darwish
Suad Amiry
Sahar Khalifah (1) (2)

Altre notizie e indicazioni bibliografiche sono reperibili qui.
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Dormirai con la speranza di sognarmi – Antonella PIZZO


(Paola Pluchino, A Nord e a Sud, 2007)

[I testi sono tratti da: Antonella Pizzo, In stasi irregolare, prefazione di Gregorio Scalise, postfazione di Ivan Fedeli, fotografie di Paola Pluchino, Sasso Marconi, Le Voci della Luna, 2007. L’opera è risultata vincitrice della XIII edizione del Premio Internazionale di Poesia “Renato Giorgi”.]

“bastione degli infetti
costato disossato
per ogni tre bambine processione
per ogni morte
un requiem e un campo santo
sono la madre di Cecilia dissi
e l’accompagno”

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Secrets of beehive di David SYLVIAN

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David Sylvian, Secrets Of The Beehive (1987)
Recensione di Fabio Michieli.

“Quando i poeti sognavano degli angeli, cosa vedevano?”

Probabilmente vedevano la musica delle parole; il ritmo di ciò che discendeva in loro dopo averli ispirati. Probabilmente sentivano prima ancora di vedere. Probabilmente cantavano; come cantò Orfeo la sua Euridice viva e come continuò a cantarla una volta rapitagli da una serpe. Continua a leggere Secrets of beehive di David SYLVIAN

Oralità Poesia Scrittura (I) – Lello VOCE


(Silvio Merlino, Falena Amazzonica con mina anti-uomo, 1999)

Romance: i due passanti

(Da Lello Voce, I segni i suoni le cose, Manni editore, 1995)

[Ascolta il file .mp3 della regsitrazione del vivo della performance tenuta a Ginevra, nel 1994, nel corso di una serata per celebrare William Burroughs, nell’ambito del Festival de la Batie, diretto da Vincent Barras.]

*

sull’epa sull’epa dove posa il kore sulla sventraglia la parpaglia hic
i due passanti:quello distinto con il vestito grigio e quello distinto
con il vestito grigio
abbandonati a questa sterpaglia di sensazioni
alla mitraglia che raglia l’impiglia senz’alma né epa senz’occhi più
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