Archivi categoria: scritture di confine

La Biblioteca di RebStein (LXVI)

La Biblioteca di RebStein
LXVI. Marzo 2017

etretatlibraryyq7

Marco Ercolani

______________________________
Galassie parallele. Libro I (2017)
______________________________

Non tengo i titoli

contadino-che-ara-la-terra

[E’ con immenso piacere che vi presentiamo l’introduzione e due testi poetici di “Non tengo i titoli”, opera prima di Contadino Della Sua Terra. Conteso da alcuni tra i più grandi e influenti gruppi editoriali italiani, egli ha saputo e voluto resistere alle loro lusinghe e, riconoscendo in noi quella naturale vocazione agricola che ovunque e in ogni tempo sempre distingue e accomuna gli spiriti liberi e inapparenti, ci ha scelti per editare in uno dei nostri “Quaderni” il suo mirabile prosimetro. Inutile dire che oggi realizziamo, con la sua presenza qui, un sogno che coltivavamo da sempre.]

Continua a leggere Non tengo i titoli

Quaderni di Traduzioni (XXX)

Quaderni di Traduzioni
XXX. Ottobre 2016

piazza-armerina-chiostro-della-chiesa-di-san-pietro

Yves Bergeret

__________________________
Histoire de l’art (2016)
__________________________

Il cronachista immobile

LA97CF-1

A volte il vento fa girare più veloce il giorno e la notte
e anche la terra e il ciclo perpetuo delle immagini,
delle melodie e dei miti.

Continua a leggere Il cronachista immobile

Quaderni di Traduzioni (XXVII)

Quaderni di Traduzioni
XXVII. Luglio 2016

Montagna di Koyo nel Mali

Yves Bergeret

__________________________
Sable, Pierres, Onde (2016)
__________________________

Il sogno di Alaye e le voci notturne

In memoria di EMMANUEL CHIDI NAMDI

Bambini migranti annegati

– Tu sei un fuscello per quale nido, Ankindé?
– Tu sei un fuscello contro quale morte, Alaye?

Continua a leggere Il sogno di Alaye e le voci notturne

Paesaggio con viandanti

paesaggio  con viandanti

Marco Ercolani e Massimo Barbaro
Paesaggio con viandanti
Joker, 2015

Ci sono gesti insignificanti, piccoli, marginali, che da soli rinchiudono in sé il senso di una vita, il famoso senso della vita: l’Inutile, l’unica cosa al mondo utile davvero. Ineffabile, si rivela inaspettato, il più delle volte senza neanche rendersene conto. Accorgersi, puramente e semplicemente, rende poeti, (uomini) ancor prima di ogni commercio con l’espressione e la scrittura.

Non tanto una «foresta di segni», ma una foresta di senso. Inavvertita. Perché è sempre più facile vedere l’albero, non la foresta.

Continua a leggere Paesaggio con viandanti