Archivi categoria: prosa

L’immagine sul muro

Ici se lève l’aube de l’écriture
qui est mouvement de la pensée vers le silence.

Qui spunta l’alba della scrittura,
che è movimento del pensiero verso il silenzio.

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Il mondo nella scrittura

g-zuccarino-prospezioniMarco Ercolani

IL MONDO NELLA SCRITTURA
I libri di Giuseppe Zuccarino

Un’impresa chimerica

     Da L’immagine e l’enigma (Genova, Graphos, 1998) a Critica e commento. Benjamin, Foucault, Derrida (ivi, 2000), da Percorsi anomali (Udine, Campanotto, 2002) a Il desiderio, la follia, la morte (ivi, 2005), da Il dialogo e il silenzio (ivi, 2008) a Da un’arte all’altra (Novi Ligure, Joker, 2009), da Note al palinsesto (ivi, 2012) a Il farsi della scrittura (Milano-Udine, Mimesis, 2012) fino al più recente Prospezioni (ivi, 2016), la ricerca di Zuccarino si frastaglia, si affina, si cesella nella forma del saggio e nell’esercizio della traduzione (da Mallarmé a Bataille, da Klossowski a Blanchot, da Caillois a Barthes). Continua a leggere Il mondo nella scrittura

Destini minori

Marco Ercolani, Destini minoriAntonio Devicienti

Vite minime e invisibili: Marco Ercolani prosegue la sua ricerca artistica ed esistenziale affidandosi a una scrittura che, nella propria tendenza apparentemente collezionistica, ambisce a esaurire tutte le possibilità del reale; c’è davvero una consapevole e creatrice follia in questo continuare a scrivere libri interi ora di apocrifi, ora, come nel caso presente, di biografie brevi e inventate le quali hanno tutte lo stigma della verosimiglianza e dell’ossessione. La “tendenza collezionistica” cui accennavo non è però fine a sé stessa, ma è il risultato di questo permettere alla scrittura di diventare (o di continuare a essere) potente strumento immaginifico, labirintico andamento di specchi, scandaglio di ogni possibilità esistenziale e intellettuale, ché l’autore stesso, fedele al suo lucido (e liberamente scelto) delirio, prende a vivere le decine e decine di vite che racconta, pur conservando la necessaria distanza dalla materia narrata.

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Frammenti d’esilio, 13

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Questo dovevo dirvi. È in una sera
dipinta sulla seta che vi lascio…
Vittorio Bodini

 

frammento 13

401. Eh no, amico Kiarostami, se noi fossimo sempre consapevoli del fatto che ogni attimo computato sull’orologio ci avvicina di quell’attimo alla morte, non potremmo, letteralmente non potremmo vivere, impazziremmo per il panico del senso che diventerebbe imprendibile alla mente e della mancanza di tempo che verrebbe giustamente percepita come inarrestabile. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 13

Frammenti d’esilio, 11

La mancanza

Gianmarco Pinciroli

Stamane
per la prima volta dopo lungo
tempo di nuovo la gioia di
immaginare un coltello girato
nel mio cuore.
Franz Kafka

frammento 11

336. In che cosa consiste il piccolo? Il piccolo evento, la piccola idea, il piccolo racconto? La micrologia finisce per disperdere l’osservatore, che non riesce più a raccogliere tutto ciò che vede sotto un solo orizzonte, e questo lo inquieta, in qualche caso lo spinge a non accontentarsi, in molti altri lo deprime, poiché la mancanza di una qualche solidità d’orizzonte viene subito identificata con l’insensatezza. Continua a leggere Frammenti d’esilio, 11