Archivi categoria: georges bataille

La Biblioteca di RebStein (LXXVII)

La Biblioteca di RebStein
LXXVII. Settembre 2019

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AA. VV.
(A cura di Giuseppe Zuccarino)

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Il limite e la sovranità.
Un seminario su Georges Bataille

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Bataille e la pittura

[Tra il mese di novembre 2018 e il mese di giugno 2019 si è tenuto a Genova, presso il Centro Former, un seminario sull’opera di Bataille. Ai vari incontri hanno partecipato: Viana Conti, Dario De Bello, Gianfranco Di Pasquale, Marco Ercolani, Giuliano Galletta, Tommaso Gazzolo, Rossella Landrini, Sandro Ricaldone, Luigi Sasso, Enrico Sciaccaluga, Giuseppe Zuccarino. Tutti i materiali realizzati in quell’ambito saranno pubblicati integralmente domani nel volume LXXVII della Biblioteca di RebStein.
Viene qui di seguito proposto uno dei saggi presenti nell’opera collettiva curata da Giuseppe Zuccarino.]

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Bataille e Simone Weil

[Tra il mese di novembre 2018 e il mese di giugno 2019 si è tenuto a Genova, presso il Centro Former, un seminario sull’opera di Bataille. Ai vari incontri hanno partecipato: Viana Conti, Dario De Bello, Gianfranco Di Pasquale, Marco Ercolani, Giuliano Galletta, Tommaso Gazzolo, Rossella Landrini, Sandro Ricaldone, Luigi Sasso, Enrico Sciaccaluga, Giuseppe Zuccarino. Tutti i materiali realizzati in quell’ambito saranno raccolti e presentati integralmente in un volume della “Biblioteca di RebStein”.
Viene qui di seguito proposto uno dei saggi presenti nell’opera collettiva curata da Giuseppe Zuccarino.]

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Klossowski fra Nietzsche e Bataille

Giuseppe Zuccarino

Klossowski fra Nietzsche e Bataille

Le concezioni filosofiche klossowskiane, che emergono in tutte le sue opere, incluse quelle narrative, si sono sviluppate anche attraverso un’interazione col pensiero di Nietzsche. A questo autore, infatti, egli ha dedicato non solo un’importante monografia[1], ma anche diversi articoli, saggi e conferenze. Può essere interessante focalizzare l’attenzione sui testi più antichi, quelli degli anni Trenta e Quaranta, perché, pur essendo per certi versi ancora acerbi, consentono già di evidenziare la singolarità del suo approccio al pensiero del filosofo tedesco.

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Sovranità e sacrificio

Giuseppe Zuccarino

Secondo la testimonianza di uno dei suoi più vecchi amici, l’antropologo Alfred Métraux, «i fatti e le teorie dell’etnologia hanno sempre esercitato su Georges Bataille una sorta di fascinazione»(1). E in effetti, fin dagli anni Venti del secolo scorso, lo scrittore e pensatore francese ha cominciato a familiarizzarsi con le opere di autori come Frazer, Durkheim e Mauss, da cui ha desunto vari elementi, per poi rielaborarli in maniera autonoma. Una di queste acquisizioni riguarda la natura ambivalente delle cose sacre. Durkheim aveva spiegato che «ci sono due specie di sacro, l’uno fasto e l’altro nefasto, e non soltanto tra le due forme opposte non c’è soluzione di continuità, ma uno stesso oggetto può passare dall’una all’altra senza cambiare natura. Col puro si fa l’impuro, e viceversa. È nella possibilità di queste trasmutazioni che consiste l’ambiguità del sacro»(2). Continua a leggere Sovranità e sacrificio

Bataille e la notte del non-sapere

Giuseppe Zuccarino

Bataille e la notte del non-sapere

Sono molte e significative le vicende, personali e culturali, attraversate da Georges Bataille nel corso degli anni Trenta. La più singolare è forse quella legata a una rivista da lui fondata, «Acéphale», e alla società segreta che recava lo stesso nome. L’intento del duplice progetto era, in un certo senso, di tipo religioso, ma di una religiosità che prendeva atto fin da subito della morte di Dio annunciata da Nietzsche. La setta, che riuniva attorno a Bataille un ristretto numero di adepti, svolgeva un’attività di riflessione sulle opere del filosofo tedesco, ma praticava anche dei rituali di tipo cerimoniale. L’esperienza è stata importante per lo scrittore, anche se è durata solo pochi anni e se alla fine egli è sembrato giudicarla, per molti aspetti, mancata. Ha ricordato infatti, in una nota autobiografica, quanto segue: «Avevo passato gli anni precedenti [al 1940] con una preoccupazione insostenibile: ero deciso, se non a fondare una religione, almeno a dirigermi in tal senso. […] Per quanto una simile ubbia possa sembrare stupefacente, io la presi sul serio. È l’epoca in cui feci apparire con degli amici la rivista “Acéphale”. […] Voglio solo precisare che l’inizio della guerra rese decisamente avvertibile l’insignificanza di questo tentativo».

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Aprire gli occhi

Giuseppe Zuccarino

Nella prefazione al racconto Madame Edwarda, Georges Bataille espone quella che costituisce l’esigenza di fondo del suo pensiero e della sua scrittura: «Non mi sorprende certo che lo spirito si distolga da se stesso e, voltandosi per così dire le spalle, arrivi nella sua ostinazione a farsi caricatura della propria verità. Dopotutto, se l’uomo ha bisogno della menzogna, liberissimo! L’uomo che forse possiede una propria fierezza viene sommerso dalla massa umana… Ma in fin dei conti: io non dimenticherò mai quel che di violento e di meraviglioso si lega alla volontà di aprire gli occhi, di vedere in faccia quel che accade, quel che è. E non potrei sapere quel che accade, se non sapessi nulla del piacere estremo, se non sapessi nulla dell’estremo dolore!»(1). Per Bataille, dunque, si tratta di non sottrarsi alla possibilità di considerare e valorizzare le esperienze-limite, siano esse legate all’estasi o alla sofferenza.

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L’ano solare

Georges Bataille

Traduzione di
Giacomo Cerrai

E’ chiaro che il mondo è puramente parodistico, nel senso che ogni cosa che si osserva è la parodia di un’altra, o ancora la stessa cosa sotto una forma deludente.
Da quando le frasi
circolano nei cervelli occupati a riflettere, si è proceduto ad una identificazione totale, poiché con l’aiuto di una copula ogni frase lega una cosa all’altra; e tutto sarebbe visibilmente legato se si scoprisse a colpo d’occhio nella sua totalità il tracciato lasciato da un filo d’Arianna, che conduce il pensiero nel suo stesso labirinto.
Ma la
copula dei termini non è meno irritante di quella dei corpi. E quando io esclamo: IO SONO IL SOLE, ne risulta una completa erezione, perché il verbo essere è il veicolo della frenesia amorosa.

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Des aveugles liront ces lignes

Georges Bataille
Carmine Mangone

L’Arcangelico
Stando ai manoscritti lasciati dall’autore, L’Archangélique fu redatto dall’agosto al dicembre 1943. Venne pubblicato nel 1944 dalle edizioni Messages.
La prima parte (Le Tombeau) era però apparsa già l’anno prima, con il titolo di La Douleur, in un volume antologico: Domaine français (Messages, Éditions des Trois Collines). Cfr. Georges Bataille, Œuvre Complètes, tome III, Gallimard, Paris 1971, pp. 71‐96 e 499‐558.

Undici poesie di L’Archangélique scartate da Bataille
Di seguito l’insieme delle undici poesie presenti nel manoscritto di L’Archangélique, datate ottobre 1943 ‐ aprile 1944, che non furono incluse nell’edizione Messages del 1944. Cfr. Georges Bataille, Œuvre Complètes, tome IV, Gallimard, Paris 1971, pp. 16‐19 e 358.

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Il ritorno

Maurice Blanchot
Georges Bataille
Giuseppe Zuccarino

[Un brano di Maurice Blanchot e un saggio di Georges Bataille (sullo stesso Blanchot): due scritti poco conosciuti, praticamente inediti (o quasi) alle nostre latitudini, curati e tradotti da Giuseppe Zuccarino.]

 

Maurice Blanchot – Il ritorno

     In assenza dell’amica che viveva con lei, la porta fu aperta da Judith. La mia sorpresa fu estrema, inestricabile, certo molto maggiore che se l’avessi incontrata per caso. Lo stupore era tale da esprimersi dentro di me con queste parole: «Mio Dio! ancora una faccia nota!». (Forse la mia decisione di procedere dritto contro quel volto era stata così forte da renderla inattuabile.) Ma c’era anche l’imbarazzo di essere venuto a verificare sul posto la continuità delle cose. Il tempo era trascorso, e tuttavia non era trascorso; in ciò vi era una verità a cui non avrei dovuto desiderare di pormi di fronte. Continua a leggere Il ritorno