Archivi categoria: narrativa

Una tripletta decisiva

Davide Ruffini

Una tripletta decisiva

Quel vecchio arnese che ci è appena passato davanti, con lo stomaco gonfio, il puzzo di birra, l’occhio appeso, i jeans sfilacciati, le toppe con la bandierina americana sul gomito come un tramezzino del bar, si chiama Stefano Viti e, lo so, si fatica a crederlo, ma un tempo è stato una grande promessa del calcio. Continua a leggere Una tripletta decisiva

Il campo del vasaio

Antonio Scavone

Il campo del vasaio
(Un incontro impossibile)

     Hanno detto che passerà di qui, si fermerà senz’altro in questa locanda infima e sordida che viene aperta solo quando i romani giustiziano ladri e sobillatori politici lassù sul Calvario, quel piccolo colle che si erge poco lontano dalle mura di Gerusalemme.
     Si fermerà qui, ne sono convinti l’oste e gli avventori perché tutti si fermano a spendere il premio vinto con le scommesse sui condannati – chi muore prima degli altri – oppure per affogare nel vino la stizza di aver perso soldi sicuri nell’incerta sfida con la sorte o il destino.
     “Vedrai, straniero, che si fermerà per spendere una buona parte della sua fortuna”. “Fortuna? – blatera un carovaniere di Betania – Il prezzo del suo coraggio, semmai!”. Continua a leggere Il campo del vasaio

Tlön, Uqbar, Orbis Tertius

Jorge Louis Borges

Tlön, Uqbar, Orbis Tertius

I

Debbo la scoperta di Uqbar alla congiunzione di uno specchio e di un’enciclopedia. Lo specchio inquietava il fondo d’un corridoio in una villa di via Gaona, a Ramos Mejìa; l’enciclopedia s’intitola ingannevolmente The Anglo-American Cyclopaedia (New York 1917), ed è una ristampa non meno letterale che noiosa dell’Encyclopaedia Britannica del 1902. Il fatto accadde un cinque anni fa. Bioy Casares, che quella sera aveva cenato da noi, stava parlando d’un suo progetto di romanzo in prima persona, in cui il narratore, omettendo o deformando alcuni fatti, sarebbe incorso in varie contraddizioni, che avrebbero permesso ad alcuni lettori – a pochissimi lettori – di indovinare una realtà atroce o banale. Dal fondo remoto del corridoio lo specchio ci spiava. Scoprimmo (a notte alta questa scoperta è inevitabile) che gli specchi hanno qualcosa di mostruoso. Continua a leggere Tlön, Uqbar, Orbis Tertius

Le anime morte a scuola

Pubblico per gentile concessione dell’autore e dell’editore alcune pagine tratte da Tutti assenti. Un anno di scuola in campagna, il romanzo di esordio di Davide Ruffini, un autore di assoluto talento che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare nel corso degli anni proprio sulle pagine di questo sito.

 

Brani tratti da:
Davide Ruffini
Tutti assenti. Un anno di scuola in campagna
Messina, Casa Editrice Mesogea, 2020

Continua a leggere Le anime morte a scuola

Davide Ruffini – Tutti assenti

Romanzo tragicomico che racconta in prima persona la storia del primo anno d’insegnamento di un giovane supplente di Lettere con qualche ambizione artistica e della scuola di campagna dove è approdato. I personaggi che lo animano si muovono sulla pagina non come figure ma come presenze in carne e ossa: tutti inadeguati, consumati, a volte evanescenti, popolano un mondo rimasto sullo sfondo della modernità, come il bidello-scrittore Celestino (che possiede il dono dello svedere), il professor Sciarra (misogino e intrattabile), la vicepreside (anzi, Arcipreside), gli insegnanti ibernati e i genitori rinunciatari. Tutti assenti. Un anno di scuola in campagna con la sua scrittura scanzonata e fortemente umoristica, è stato segnalato alla XXXI edizione del Premio Calvino, «per il notevole talento linguistico e per l’acuta intelligenza con cui si tratteggia un disilluso quadro dell’odierna istruzione di massa e, sotto traccia, della società italiana nel suo insieme».

__________________________
Esce oggi per la Casa Editrice Mesogea di Messina
l’opera prima di Davide Ruffini, il romanzo
Tutti assenti. Un anno di scuola in campagna.

Io e Bacchelli

Dinamo Seligneri

Bacchelli

Il mio primo incontro con Bacchelli avvenne una sera d’estate, di quelle sere calde calde che non si respira, nella cucina dei miei zii, non saranno passati più di sette-otto anni, credo.

……I miei zii vivevano allora un periodo tempestoso della loro vita coniugale, più tempestoso del solito, diciamo.
Le urla che si lanciavano contro rimanevano a galleggiare per ore nell’aria del quartiere, un quartiere tutto sommato tranquillo, fino ad arrivare, nei momenti di massima concitazione, a scavalcare le mura dello stadio comunale che distava dalla casa non meno di cinque chilometri in linea d’aria. Continua a leggere Io e Bacchelli

La biblioteca di Babele

Jorge Luis Borges

La biblioteca di Babele

L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d’un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venticinque vasti scaffali, in ragione di cinque per lato, coprono tutti i lati meno uno; la loro altezza, che è quella stessa di ciascun piano, non supera di molto quella d’una biblioteca normale. Il lato libero dà su un angusto corridoio che porta a un’altra galleria, identica alla prima e a tutte. A destra e a sinistra del corridoio vi sono due gabinetti minuscoli. Uno permette di dormire in piedi; l’altro di soddisfare le necessità fecali. Di qui passa la scala spirale, che si inabissa e s’innalza nel remoto. Nel corridoio è uno specchio, che fedelmente duplica le apparenze. Gli uomini sogliono inferire da questo specchio che la Biblioteca non è infinita (se realmente fosse tale, perché questa duplicazione illusoria?), io preferisco sognare che queste superfici argentate figurino e promettano l’infinito… La luce procede da frutti sferici che hanno il nome di lampade. Ve ne sono due per esagono, su una traversa. La luce che emettono è insufficiente, incessante.

Continua a leggere La biblioteca di Babele

Jean-Noël Schifano: Le coq de Renato Caccioppoli

Jean-Noël Schifano pubblica con Gallimard nel 2018 un “récit” (racconto) di fulminante e struggente bellezza, di fine e complessa scrittura, di convinto impegno etico e politico: si tratta di un volume di 102 pagine al cui centro (anche in senso quasi letterale, fisico, da pagina 56 a pagina 71) c’è il famoso episodio dalla vita del matematico napoletano in cui Renato Caccioppoli si fece vedere nel centro di Napoli con un gallo al guinzaglio quale forma di protesta e di dileggio nei confronti della legge fascista che vietava agli uomini di mostrarsi con un animale di piccola taglia al guinzaglio, cosa che, secondo i dettami del partito, ne comprometteva la virilità.

Continua a leggere Jean-Noël Schifano: Le coq de Renato Caccioppoli

La Repubblica dei Dotti secondo Arno Schmidt

Quando si affronta la lettura di una qualsiasi opera di Arno Schmidt (Amburgo, 18 gennaio 1914 – Celle, 3 giugno 1979) credo sia opportuno essere consapevoli del fatto che uno degli obiettivi programmatici dello scrittore è non compiacere in alcun modo il lettore, non dargli quello che quest’ultimo, probabilmente, si aspetta, condurlo lungo itinerari narrativi che lo provochino e che ne scuotano la coscienza, che la disturbino e la inquietino, la scandalizzino – ma fondamentale è anche comprendere che tutto questo, nella concezione che Schmidt ha della scrittura, non accade in maniera gratuita, non ha niente dell’ostentazione fine a sé stessa o di un eventuale narcisismo o di un giuoco pseudoavanguardistico, bensì possiede motivazioni precise e stringenti di carattere sia etico che politico che storico, oltre che letterario.

Continua a leggere La Repubblica dei Dotti secondo Arno Schmidt

Il libro delle sparizioni

Dinamo Seligneri

[Ecco un capitolo di una storia che forse vedrà la luce per intiero forse no, che ho intitolato Lo strano libro dei processi e delle sparizioni (aspirazioni al dimenticatoio) perché di questi argomenti tratta e ben ci calza.
Inizia così:]

Continua a leggere Il libro delle sparizioni