Archivi categoria: critica

Pratica della poesia (I)

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Le voci ustionanti della gioia

Nota di lettura di
Flavio Ermini
a Fuochi complici
di Marco Ercolani

 

La poesia ritaglia nella stoffa dell’angoscia la gioia della creazione. Un semplice lamento senza gioia non sarà mai un canto.
Leggiamo quanto scrive Marco Ercolani in Fuochi complici.
Ma poi leggiamo anche l’ultima lettera scritta da Heinrich von Kleist, prima di darsi la morte con Henriette Vogel sulla riva del Wannsee la mattina del 21 novembre 1811. È indirizzata all’amata sorella Ulrica e segnala il persistere dell’ombra nella mappa aurorale del nuovo giorno. Continua a leggere Le voci ustionanti della gioia

Poeti di Sicilia

Emilio Isgrò, Sicilia, 1970.

“Mi fa molto piacere raccontare com’è nata quest’opera comune che La Dimora del Tempo sospeso propone adesso ai suoi lettori: nell’estate del 2018 Leonardo Barbera e Antonio Lanza mi hanno chiesto di curare una raccolta di testi poetici di autori accomunati dalla loro origine siciliana; ho preso tempo, ho cercato notizie e testi, poi ho “rilanciato” chiedendo ad Antonio e a Leonardo di contattare i poeti che si aveva desiderio di coinvolgere per chiedere a coloro che avessero voluto partecipare d’inviarmi ciascuno dieci suoi testi (tendenzialmente inediti, ma non esclusivamente). Così ha cominciato a prendere corpo questa pubblicazione, ma avverto che quanto ho finora raccontato è una piccolissima parte della storia (…)” – dalla nota in limine di Antonio Devicienti a Se i poeti s’incontrano (poeti d’origine siciliana di questi anni) d’imminente pubblicazione sulla Dimora del Tempo sospeso (La Biblioteca di RebStein LXXVI).

I Poeti sono: Andrea Accardi, Giovanni Asmundo, Leonardo Barbera, Luigi Carotenuto, Diego Conticello, Gianluca D’Andrea, Daniela D’Angelo, Noemi De Lisi, Gianluca Fùrnari, Vincenzo Galvagno, Maria Grazia Insinga, Antonio Lanza, Giuseppe Nibali, Marilena Renda, Pietro Russo.

Miniature

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Alla Gorbunova
Miniature
Traduzione di Paolo Galvagni
Faloppio (CO), Lietocolle, 2019

Alla Gorbunova torna al lettore italiano con una serie di racconti (sempre per cura di Paolo Galvagni), dopo la raccolta poetica La rosa dell’angola pubblicata nel 2016 dall’editore Marco Saya. Poetessa di San Pietroburgo, certamente affermata in patria e conosciuta in Europa per il suo forte temperamento, il che significa seguire il fine principale della scrittura quando le si presenta davanti con tutta la sua forza sciamanica e alchemica. È la struttura delle sue poesie e delle sue prose a far tornare sulla terra l’energia che un tempo serviva a rifornirsi di cibo e a comprendere il mondo. Tutte cose che richiedevano scaltrezza e competenze animali e spirituali. Continua a leggere Miniature

La promessa focaia

Che la poesia, nel farsi pensiero sulla cosa, possa farsi anche la cosa stessa appare la sfida che la parola di Giorgiomaria Cornelio scelga e accetti di mettere in scena. Un pensiero che si compatti in una specie di calco, ma che coltivi al suo interno lo spazio per il dissesto e la cura di un soffio aurorale. Una cosa che mostri, nell’innesco di strappi e incrinature, il suo stesso sorgere archetipo, mitico, ontologico. Una parola che arda, in un magma che tuttavia non divampi né consumi la materia del suo dire, il cui grado di incandescenza venga mantenuto in allerta, limpido e infuocato, “sul crinale / tra il chiarore e l’ustione”. […] (Laura Caccia)

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Quaderni delle Officine (LXXXVI)

Quaderni delle Officine
LXXXVI. Giugno 2019

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

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“Nient’altro che l’esperienza d’un lettore”
Un attraversamento di Parmenides remastered
di Nanni Cagnone

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Parmenides remastered

Antonio Devicienti

“Nient’altro che l’esperienza
d’un lettore”

Un attraversamento di
Parmenides remastered
di Nanni Cagnone

Perché cercare di classificare un libro, volerlo etichettare? Forse per disinnescarne l’eventuale carica eversiva, per tentare di ricondurlo alla “normalità” di limiti riconosciuti e tranquillizzanti.
Ma per fortuna si danno a leggere libri come questo di Nanni Cagnone, Parmenides remastered (La Finestra Editrice, Lavis, MMXIX) e ci si abbandona, liberati e felici, a un attraversamento del testo, a una Wanderung traverso differenti paesaggi, a un’esplorazione sorprendente a ogni svolta di pagina, a ogni salto di paragrafo.
Qui c’è poesia, filologia, filosofia, scienza etimologica, saggistica, tensione intellettuale, qui c’è eleganza di scrittura, sapienza di vita, splendore di conoscenza, coraggio conoscitivo, piacere del pensare e dello scrivere. Continua a leggere Parmenides remastered

In memoria di Giuseppe Panella

E’ venuto a mancare nella giornata di ieri il Professor Giuseppe Panella.
La Dimora del Tempo Sospeso ricorda con grande commozione lo studioso e l’amico.

Su Retroguardia, il sito che gestiva insieme a Francesco Sasso, potete trovare parte della notevole mole di studi e di contributi critici che la sua intensa attività ha prodotto nel corso degli anni.
Su questo blog i saggi che ci ha generosamente concesso di pubblicare.

Telemaco-Bintar

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Carlo Marcello Conti
Telemaco-Bintar
Pasian di Prato (UD)
Campanotto Editore 2018

La voce della poesia italiana passa per il Friuli, con radici venete e sconfinamenti emiliano-romagnoli. La misura geografica della poesia dovrebbe valutarsi attentamente prima di affrontare discorsi linguistici e antologici: la biografia dei poeti, nel bene e nel male, assicura distinzioni che diventano il simbolo stesso dell’avventura poetica italiana. Non è certo una novità, ma occorre precisarlo prima di considerare i libri di Carlo Marcello Conti. Nato a Belluno (ma in una intervista indica Forlì, non sappiamo se per svista o rimescolamento di carte), scrittore precoce e frequentatore fin dagli esordi della vivace avanguardia degli anni Sessanta. Non è certo casuale il suo ruolo di redattore (definito dai compagni “sottilmente dialettico”) della rivista bolognese Bab Ilu fondata e diretta da Adriano Spatola nel 1962. Continua a leggere Telemaco-Bintar

Nell’esilio di voce

Marco Ercolani

«assenza che sia illuminata erosione
un luogo che i sensi coincide
a un poi di riflessi se colma l’immagine
di grandine di minerali celesti e trascina
a ogni singola mano sangue di fuga
all’occhio l’identico accordo l’energia
perversa di un dono l’attrito
di maschera e volto
impaziente del balzo»

Esilio di voce è il titolo dell’ultimo lavoro in versi di Francesco Marotta. Si divide in tre sezioni, Imago, Speculum e Vulnus. Dall’inizio della prima sezione, Imago, trascrivo questi due versi: «Si inciampa in un grido / che si dissangua in luce». Sono i primi del volume, e ho la sensazione perturbante di avere già letto il libro, ho la percezione che tutto quanto leggerò tornerà inevitabilmente e circolarmente a questi due versi. Continua a leggere Nell’esilio di voce

Un’interminabile navigazione

Un intervento di
Marco Furia
su

Marco Ercolani
Fuochi complici
Il Leggio Libreria Editrice, Chioggia, 2019

Il notevole lavoro di Marco Ercolani, intitolato “Fuochi complici” è ben delineato nella prefazione:

In Fuochi complici sono entrato in personale sintonia con cento libri, in versi e in prosa, scritti tra il 2001 e il 2019 da cento poeti italiani, nati fra il 1929 e il 1985, dove l’impronta dell’autenticità si accorda alla logica interna del testo”.

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Distacco del vitreo

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Roberto Cescon
Distacco del vitreo
Mestre (VE), Amos Edizioni, 2018

La poesia di Roberto Cescon, in questa raccolta, esiste come forma rappresentativa di una natura circostante: piantagione in piena luce, sotto qualcosa che da lassù turba, una luna dentro il suo percorso. Il significato è anzitutto condizione primaria, niente può scavalcarlo né essere sottratto alla volontà predominante dell’autore: chi può negare la concretezza di questi corpi, viventi ancora prima di parlare? La biologia che gira dentro le poesie assicura e difende un mondo, e non viene mai meno alla propria essenza. Biologia capace di visioni, si aggira fra materie minerali con qualche timore, adombra gli abissi circostanti e consegna a sé stessa un interesse esclusivo: la verifica della realtà. O meglio, dell’unica realtà percepita dai nostri sensi principali. Uno di questi appartiene all’occhio. Continua a leggere Distacco del vitreo

Quinta vez

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Maria Pia Quintavalla
Quinta vez
Azzate (VA), Stampa 2009, 2018

China esiste nel tempo, o più probabilmente, possiede tutto il tempo del mondo. China madre, figura molteplice, forma biografica in continua evoluzione, secondo la propulsiva mente di Maria Pia Quintavalla, poetessa dall’atteggiamento robusto verso la vita privata e collettiva. Con lei si ha sempre l’impressione che la “comunità degli animi” (sì, proprio quella rivelata anni addietro da Cesare Viviani in un suo massimo libro) acquisti qualche grado in più per restare viva (e non vegeta) al mondo. China torna dopo otto anni dall’originaria comparsa (China, 2010), da una realtà sopra il cielo al nostro mondo interventista e crudo. Ha i colori che la determinano da sempre, solari e appartenenti all’aria, divulgati su strade e terreni riguardosi e commossi. Continua a leggere Quinta vez

La spira

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Mauro Ferrari
La spira
Pasturana (AL), puntoacapo 2019

Poemetto per una generazione, una specie di autodafé per i nati tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta, coloro che guerre non ne hanno visto pur sentendone l’odore acre in Europa, nei Balcani inferociti. In quel periodo si stavano sistemando per bene sulla crosta terrestre, e nelle falde, le radiazioni (“effetto” Truman, il presidente USA che diede il go a Little Boy) delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, mentre altrettanti veleni s’addensavano nell’atmosfera tramite la varietà dei test nucleari russi, americani, francesi, prima che un trattato internazionale consentisse soltanto esperimenti sotterranei. Sputnik, Cuba, Kennedy, Krusciov, Guerra fredda, Vietnam… i fanciulli e i ragazzi di quell’epoca hanno assorbito nelle loro cellule la minaccia di molteplici mondi, e la temerarietà di personaggi d’ogni specie. Continua a leggere La spira

La casa bianca

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Emanuele Andrea Spano
La casa bianca
Pasturana (AL), puntoacapo, 2018

Sul pianeta Terra il bianco è il colore dell’invenzione creatrice e il colore della zona temperata sopra il Tropico del Cancro, dove lo sguardo si affaccia sul Mediterraneo a Nord delle coste africane. Al di là dei recenti cambiamenti climatici, a quelle latitudini le popolazioni hanno da sempre conquistato la calce per le loro case, per i muri, per il destino delle loro esistenze. Il bianco della calce non dà scampo, assorbe in sé i segni animali e i segni umani, i loro pensieri e le aspirazioni, e le gesta di tutti. Per questo il sangue sparso sulla piana di Troia prometteva più terrore sulla base calcarea: non è un’invenzione ma il film in technicolor della storia, e del mito che la circonda come aura indelebile. Continua a leggere La casa bianca

La finestra dei mirtilli

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Fernando Lena / Daìta Martinez
La finestra dei mirtilli
Ragusa, Salarchi Immagini, 2019

Questo Diario a ore inizia da una mezzanotte indulgente e va avanti con le composizioni di due poeti connessi per un certo tratto temporale e geografico. Non sanno se il loro è un dialogo, una tenzone, una polemica sul mondo, sulle terre a cui appartengono, sulle persone amate o odiate. Su ciò che vedono dalle loro finestre separate. Fernando Lena mette i grammi del suo pensiero, tra vedute e dolori, guarda i passanti nel mezzo di allucinazioni. Daìta Martinez rivela con riguardo le sue fratture, attenta a tener desta la condizione vitale. L’esistenza – suggerisce, accreditando i sussulti orografici dell’intero libro – procede anche quando s’incaglia. L’uso del dialetto siciliano (vera lingua, come per gran parte degli idiomi regionali), misterioso, ctonio, non addomesticato, ci ricorda la sostanza tellurica della decennale ricerca della poetessa palermitana. Continua a leggere La finestra dei mirtilli

L’archetipo della parola

René Char e Paul Celan. Due poeti, due “amici”, per i quali la percezione poetica è scheggia luminosa e disastro oscuro, “cammino del segreto” e “Tenda Inespugnata”. Questo volume collettivo è un viaggio fra le analogie e le differenze di questa percezione.
Dal saggio di Blanchot per Char ai versi di Éluard dedicati al poeta alla testimonianza di Handke, dalla lettura di Szondi all’intervista di Derrida su Celan, il volume presenta anche nuove traduzioni, testi inediti dei due poeti, incursioni critiche di scrittori contemporanei.
Char e Celan sono interpreti di quell’esperienza dell’impossibile che è e sarà sempre la poesia, dove la necessaria distruzione dei discorsi logici e la magica ricostruzione del discorso poetico non si oppongono programmaticamente ma risuonano come raffiche di un vento uguale e contrario, splendono e si oscurano come il lato segreto e quello visibile dell’astro lunare.” (Marco Ercolani)

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Marco Ercolani (a cura di)
L’archetipo della parola
René Char e Paul Celan

Messina, 2019
Carteggi Letterari – Le Edizioni

Indice del libro