Archivi categoria: critica

Voci dal silenzio

Giuseppe Zuccarino

Voci dal silenzio

Marco Ercolani si è sempre interessato al tema della follia, sia nelle vesti di psicoterapeuta che in quelle di scrittore. Lo ha fatto raccontando episodi, direttamente vissuti, di incontri e dialoghi con i suoi pazienti, in libri come Anime strane, Sento le voci (entrambi scritti in collaborazione con Lucetta Frisa) e Turno di guardia1. Ma lo ha fatto anche riflettendo, a livello teorico, sul rapporto fra arte e disagio psichico, dapprima in L’opera non perfetta, poi in Galassie parallele, che del volume precedente si può considerare una parziale riscrittura e, più ancora, un ideale prolungamento2. Il nuovo libro, corredato da un succinto ma efficace apparato iconografico, fa dunque il punto sulle riflessioni dell’autore riguardo a un tema spinoso; nel corso dei secoli, infatti, si è spesso oscillato fra due posizioni estreme: quella che individuava tra arte e follia solo un rapporto oppositivo, e quella che invece le associava strettamente fra loro. Continua a leggere Voci dal silenzio

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Quaderni delle Officine (LXXXIX)

Quaderni delle Officine
LXXXIX. Ottobre 2019

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

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Cerchje de fuoche (Cerchi di fuoco)
Per Assunta Finiguerra

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Scurije/Tenebra

Assunta Finiguerra
(1946-2009)

“Nel decennale della scomparsa desidero rendere omaggio all’opera e alla memoria di Assunta Finiguerra (che ho avuto l’onore e la gioia d’incontrare personalmente) “attraversando” qui due suoi libri.
Scurije è il primo (Faloppio, LietoColle, 2005), il secondo, che raccoglie due sillogi pubblicate in vita più sessantotto inediti, è Fanfarije (LietoColle, 2010).
Attraversare e riattraversare i libri di poesia di Assunta Finiguerra è transitare attraverso il fuoco del linguaggio che, per lei, era (è) anche passione, lasciarsi guidare da una Francesca che non dimentica le ferite d’amore né le rinnega, capace del canto più alto quanto più forte è il turbine che la conduce con sé. Questa è finalmente una poesia senza languori, spesso petrosa nella più pura tradizione dantesca, non gridata, non atteggiata, si sarebbe tentati di dire gemmata dal tronco di Saffo: formalmente perfetta e capace di dire gli abissi del sentire e del pensare.”

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Agamben e Mallarmé

Giuseppe Zuccarino

Il luogo ateologico della poesia.
Agamben e Mallarmé

Giorgio Agamben ha talvolta dedicato dei saggi ai simbolisti francesi dell’Ottocento, benché mai, specificamente, a Mallarmé. Questo non significa che il filosofo attribuisca al poeta una minore importanza, anzi i frequenti e significativi rimandi agli scritti mallarmeani che si incontrano nei suoi libri dimostrano l’esatto contrario. Tuttavia, dato che si tratta di passaggi brevi e allusivi, per poterli comprendere in maniera adeguata occorrerà cercare di contestualizzarli meglio e, per così dire, sciogliere le abbreviazioni.
Già in uno dei primi volumi di Agamben, Stanze, emerge il ruolo determinante che egli assegna a Mallarmé nello sviluppo della poesia moderna. Quest’ultima viene posta a confronto non con la produzione degli antichi, ma con la lirica medioevale. A giudizio del filosofo, nella poesia amorosa in lingua d’oc e d’oïl, così come nei testi dei siciliani e degli stilnovisti, si realizza qualcosa di raro e ammirevole: «Il vincolo pneumatico, che unisce il fantasma, la parola e il desiderio, apre infatti uno spazio in cui il segno poetico appare come l’unico asilo offerto al compimento dell’amore e il desiderio amoroso come il fondamento e il senso della poesia». In tale perfetta circolarità, la lirica amorosa del Medioevo «celebra, forse per l’ultima volta nella storia della poesia occidentale, il suo gioioso e inesausto “unimento spirituale” col proprio oggetto d’amore». […]

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Frammenti di felicità terrena

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Giovanna Rosadini
Frammenti di felicità terrena
Faloppio (CO) Lietocolle 2019

……Il libro comprende, riordinandola, l’opera fin qui pubblicata da Giovanna Rosadini a partire dal 2008, quando uscì per le Edizioni di Atelier la raccolta Il sistema limbico. Non deve sfuggire l’eloquenza del viaggio, la sua irresistibile vitalità, in esso mostrate senza per un attimo venir meno la consistenza di quella “terra dei ricordi” che per la poetessa è da sempre suprema forza della lingua. Della propria materia psichica, intrecciata e fermentata alle leggi governanti i territori che l’hanno vista nascere e crescere. Se la poesia ha spesso origine dove i piedi provano a calcare terreni fertili e rispondenti a nervi vivi, qui siamo in presenza di luoghi per niente comuni, di orientamenti e fondali rimasti a lungo saldi. Continua a leggere Frammenti di felicità terrena

La Biblioteca di RebStein (LXXVII)

La Biblioteca di RebStein
LXXVII. Settembre 2019

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AA. VV.
(A cura di Giuseppe Zuccarino)

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Il limite e la sovranità.
Un seminario su Georges Bataille

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Bataille e la pittura

[Tra il mese di novembre 2018 e il mese di giugno 2019 si è tenuto a Genova, presso il Centro Former, un seminario sull’opera di Bataille. Ai vari incontri hanno partecipato: Viana Conti, Dario De Bello, Gianfranco Di Pasquale, Marco Ercolani, Giuliano Galletta, Tommaso Gazzolo, Rossella Landrini, Sandro Ricaldone, Luigi Sasso, Enrico Sciaccaluga, Giuseppe Zuccarino. Tutti i materiali realizzati in quell’ambito saranno pubblicati integralmente domani nel volume LXXVII della Biblioteca di RebStein.
Viene qui di seguito proposto uno dei saggi presenti nell’opera collettiva curata da Giuseppe Zuccarino.]

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Bataille e Simone Weil

[Tra il mese di novembre 2018 e il mese di giugno 2019 si è tenuto a Genova, presso il Centro Former, un seminario sull’opera di Bataille. Ai vari incontri hanno partecipato: Viana Conti, Dario De Bello, Gianfranco Di Pasquale, Marco Ercolani, Giuliano Galletta, Tommaso Gazzolo, Rossella Landrini, Sandro Ricaldone, Luigi Sasso, Enrico Sciaccaluga, Giuseppe Zuccarino. Tutti i materiali realizzati in quell’ambito saranno raccolti e presentati integralmente in un volume della “Biblioteca di RebStein”.
Viene qui di seguito proposto uno dei saggi presenti nell’opera collettiva curata da Giuseppe Zuccarino.]

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Quaderni delle Officine (LXXXVII)

Quaderni delle Officine
LXXXVII. Agosto 2019

quaderno part_ b_n

Romain Poncet

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Pratica della poesia
(Su “Il tratto che nomina” di Yves Bergeret)

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Le voci ustionanti della gioia

Nota di lettura di
Flavio Ermini
a Fuochi complici
di Marco Ercolani

 

La poesia ritaglia nella stoffa dell’angoscia la gioia della creazione. Un semplice lamento senza gioia non sarà mai un canto.
Leggiamo quanto scrive Marco Ercolani in Fuochi complici.
Ma poi leggiamo anche l’ultima lettera scritta da Heinrich von Kleist, prima di darsi la morte con Henriette Vogel sulla riva del Wannsee la mattina del 21 novembre 1811. È indirizzata all’amata sorella Ulrica e segnala il persistere dell’ombra nella mappa aurorale del nuovo giorno. Continua a leggere Le voci ustionanti della gioia

Poeti di Sicilia

Emilio Isgrò, Sicilia, 1970.

“Mi fa molto piacere raccontare com’è nata quest’opera comune che La Dimora del Tempo sospeso propone adesso ai suoi lettori: nell’estate del 2018 Leonardo Barbera e Antonio Lanza mi hanno chiesto di curare una raccolta di testi poetici di autori accomunati dalla loro origine siciliana; ho preso tempo, ho cercato notizie e testi, poi ho “rilanciato” chiedendo ad Antonio e a Leonardo di contattare i poeti che si aveva desiderio di coinvolgere per chiedere a coloro che avessero voluto partecipare d’inviarmi ciascuno dieci suoi testi (tendenzialmente inediti, ma non esclusivamente). Così ha cominciato a prendere corpo questa pubblicazione, ma avverto che quanto ho finora raccontato è una piccolissima parte della storia (…)” – dalla nota in limine di Antonio Devicienti a Se i poeti s’incontrano (poeti d’origine siciliana di questi anni) d’imminente pubblicazione sulla Dimora del Tempo sospeso (La Biblioteca di RebStein LXXVI).

I Poeti sono: Andrea Accardi, Giovanni Asmundo, Leonardo Barbera, Luigi Carotenuto, Diego Conticello, Gianluca D’Andrea, Daniela D’Angelo, Noemi De Lisi, Gianluca Fùrnari, Vincenzo Galvagno, Maria Grazia Insinga, Antonio Lanza, Giuseppe Nibali, Marilena Renda, Pietro Russo.

Miniature

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Alla Gorbunova
Miniature
Traduzione di Paolo Galvagni
Faloppio (CO), Lietocolle, 2019

Alla Gorbunova torna al lettore italiano con una serie di racconti (sempre per cura di Paolo Galvagni), dopo la raccolta poetica La rosa dell’angola pubblicata nel 2016 dall’editore Marco Saya. Poetessa di San Pietroburgo, certamente affermata in patria e conosciuta in Europa per il suo forte temperamento, il che significa seguire il fine principale della scrittura quando le si presenta davanti con tutta la sua forza sciamanica e alchemica. È la struttura delle sue poesie e delle sue prose a far tornare sulla terra l’energia che un tempo serviva a rifornirsi di cibo e a comprendere il mondo. Tutte cose che richiedevano scaltrezza e competenze animali e spirituali. Continua a leggere Miniature

La promessa focaia

Che la poesia, nel farsi pensiero sulla cosa, possa farsi anche la cosa stessa appare la sfida che la parola di Giorgiomaria Cornelio scelga e accetti di mettere in scena. Un pensiero che si compatti in una specie di calco, ma che coltivi al suo interno lo spazio per il dissesto e la cura di un soffio aurorale. Una cosa che mostri, nell’innesco di strappi e incrinature, il suo stesso sorgere archetipo, mitico, ontologico. Una parola che arda, in un magma che tuttavia non divampi né consumi la materia del suo dire, il cui grado di incandescenza venga mantenuto in allerta, limpido e infuocato, “sul crinale / tra il chiarore e l’ustione”. […] (Laura Caccia)

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