Archivi categoria: critica

Per Domenico Brancale

Rossana Lista

Per diverse ragioni
Per Domenico Brancale

In epigrafe all’Ossario del Sole[1] Domenico Brancale scriveva “Non sarò mai al sicuro/dentro la parola”: allora, dieci anni fa, abbiamo potuto credere che quella fosse l’espressione di un rapporto del tutto singolare con la lingua, proprio alla sensibilità del poeta – del poeta Brancale –, rapporto per il quale quanto più egli si faceva prossimo alla e della parola, fino a quasi volerla abitare dal di dentro, tanto più il riparo e la presa del reale che essa era in grado di offrirgli si sgretolava. In ragione di questo suo approssimarsi a essa la parola si mostrava quindi per sua stessa natura insicura, instabile, incerta, in tal misura incerta da costituire la cifra stessa dell’umano, così come la successiva opera Incerti umani[2] conflagrò nel dimostrarlo. Eppure, qui poteva ancora rassicurarci l’idea che si trattasse solo, per così dire, di una parola sì ferita ma peculiare a un morbo e che sarebbe dunque bastato mantenersi ai bordi o meglio ai labbri di questa ferita per non essere contaminati da una cancrena che attentava alle naturali pretese del linguaggio; ignoravamo, però, che mentre confessava la sua esposizione dentro la parola – confessione allo stesso tempo programmatica, perché dentro quella ferita Domenico Brancale si è sempre mantenuto per abbeverare la sua lingua – ebbene, allo stesso tempo e quasi inavvertitamente, egli ci cacciava fuori dal conforto facile, familiare, falso dei nostri modi di dire.

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La Biblioteca di RebStein (LXVII)

La Biblioteca di RebStein
LXVII. Marzo 2017

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Marco Ercolani

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Galassie parallele. Libri II-III (2017)
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La Biblioteca di RebStein (LXVI)

La Biblioteca di RebStein
LXVI. Marzo 2017

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Marco Ercolani

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Galassie parallele. Libro I (2017)
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Ricordando Franco Cavallo

franco-cavallo-1 Franco Cavallo

(da: L’alfabeto dei numeri,
Edizioni di “Altri Termini”, 1981)

5, 6, 7, 8,
per Cinque
per Sei
per Sette
per otto
lo spostamento verso est
avviene
attraverso una palude misteriosa
costellata di scheletri
di
mohicani

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Omaggio a Sandro Penna

Immagine mostra. Umberto Saba. La poesia di una vita Alessandro Fiorillo

Sandro Penna
e quella strana gioia di amare

“Felice chi è diverso
essendo egli diverso.
Ma guai a chi è diverso
essendo egli comune.”

La sera del 20 gennaio 1977 Sandro Penna, come era solito fare, telefonò a Elio Pecora, suo amico negli ultimi, difficili, anni. Il poeta settantunenne, devastato dall’insonnia e da vari mali trascurati nel tempo, racconta, al suo futuro biografo, una sorta di visione occorsa la notte precedente: a tarda ora, vegliando nonostante i potenti sonniferi ingeriti, Penna “aveva sentito passare e abbassarsi sulla città la morte, singhiozzando la chiamò come nel verso leopardiano bellissima fanciulla“. L’indomani, il 21 gennaio, preoccupato dall’insolito silenzio del poeta, che spesso chiamava anche più volte al giorno la cerchia ristretta dei suoi amici romani, Pecora si precipita a casa di Penna e lo trova disteso nel suo letto, senza vita: “il volto quieto come nel sonno, le carni fredde e fermo il polso”.

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L’uomo della soglia

nanni-cagnone-1979 Francesca Diano

Nanni Cagnone è uno di quei rari che si sottraggono a qualunque categorizzazione, ma che incarnano l’idea, platonica vorrei dire, del Poeta, non solo perché scrivono versi – sempre, anche quando in versi non scrivono, anche quando pensano, parlano, tacciono, vivono, respirano – ma perché consacrano la vita a dare forma, e rendere quale dono, a una visione nuova del mondo, frutto di una ricerca che mai si interrompe, che è esplorazione e sperimentazione di ogni possibilità, di ogni strumento, mezzo e tecnica che parola e speculazione offrono. E lo fanno da innamorati dell’ignoto. Seguendo, come unica guida, il proprio dàimon. Perché questa è la loro natura.

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Il mondo nella scrittura

g-zuccarino-prospezioniMarco Ercolani

IL MONDO NELLA SCRITTURA
I libri di Giuseppe Zuccarino

Un’impresa chimerica

     Da L’immagine e l’enigma (Genova, Graphos, 1998) a Critica e commento. Benjamin, Foucault, Derrida (ivi, 2000), da Percorsi anomali (Udine, Campanotto, 2002) a Il desiderio, la follia, la morte (ivi, 2005), da Il dialogo e il silenzio (ivi, 2008) a Da un’arte all’altra (Novi Ligure, Joker, 2009), da Note al palinsesto (ivi, 2012) a Il farsi della scrittura (Milano-Udine, Mimesis, 2012) fino al più recente Prospezioni (ivi, 2016), la ricerca di Zuccarino si frastaglia, si affina, si cesella nella forma del saggio e nell’esercizio della traduzione (da Mallarmé a Bataille, da Klossowski a Blanchot, da Caillois a Barthes). Continua a leggere Il mondo nella scrittura