Archivi categoria: critica

Quaderni delle Officine (XCII)

Quaderni delle Officine
XCII. Novembre 2019

quaderno part_ b_n

Marco Ercolani

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Vite dettate (1994, 2019)
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Tu io e Montale a cena

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Gabriella Sica
Tu io e Montale a cena.
Poesie per Zeichen

Latiano (BR), Internopoesia, 2019

……Valentino Zeichen ci ha lasciato il 5 luglio 2016, dopo decenni di suoi scritti scrupolosi, intriganti, premurosi e cortesemente feroci, nel rifugio secolare della città di Roma, vera patria, dopo esservi atterrato come un marziano fuori tempo da quel Nordest italiano espropriato. Gabriella Sica in quaranta settimane ha scritto quaranta poesie in cui i brandelli d’anima volteggiano nei cieli della Città alla ricerca di quel che rimane d’eterno, se ancora qualcuno ci credesse dopo la morte dell’amico, fratello “coriaceo” e creatura della realtà più che dell’immaginazione. Sciami d’insetti minuscoli arrivano dall’al di là e gonfiano le gonne di donne “sumere” in giro per le vie romane, le bellezze orientali che forse piacevano a Zeichen o forse no ma che pur non nominandole restano impresse. Così come altri personaggi fieri e non fieri presenti nelle pagine del poeta e nei ricordi di Gabriella Sica, pratopaganiense poetessa che ha tracciato, e cancellato quando si doveva, certi confini della poesia. Continua a leggere Tu io e Montale a cena

Su “Galassie parallele” di Marco Ercolani

Raffaella Terribile

Nota di lettura a:
Marco Ercolani
Galassie parallele. Storie di artisti fuori norma
Genova, Il Canneto Editore, 2019

“L’artista vive la sua identità mentre la perde. E, perdendola, la configura in forme tanto cristalline e pertinenti quanto sfuggente e inafferrabile è il sentimento di sé. Al contrario, il folle rifiuta qualsiasi forma di lutto, chiuso nella fragile fortezza di un delirio che nega, con un atto di onnipotenza infantile, la mortalità delle cose e dell’uomo”. Così l’autore, psichiatra di professione, riassume in maniera tanto icastica quanto efficace una questione fondamentale che attraversa i secoli della storia dell’arte: il rapporto tra genio e follia. Prescindendo da esempi fin troppo celebri, come F. Bacon e L. Freud, la scrittura di Marco Ercolani accompagna il lettore nelle vite e nelle opere di artisti, soprattutto italiani, “fuori norma”, dal Novecento a oggi, quasi a disegnare su una mappa ideale i contorni e l’orografia di quei regni dell’Irreale dai confini incerti. Continua a leggere Su “Galassie parallele” di Marco Ercolani

Nodi parlati

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Alessandra Pellizzari
Nodi parlati
Trad. inglese di Patrick Williamson
Varese, NEM Editore, 2019

……Dopo il superamento delle “faglie”, quando si oltrepassano Alpi e altopiani, attraverso conglomerati zanzottiani e colli Euganei dove farsi notificare la presenza, e il superamento di fiumi e assi fluviali, nella regione abitata da Alessandra Pellizzari si giunge quasi sempre alla distesa lagunare dove la legittimità poetica sembra più consenziente e necessaria, e il poeta più esposto a legami linguistici e marinari. Dalla pianura acquorea la trama labirintica assume la forma di un pesce, i canali s’infittiscono alla più corta misura e ci si accorge di avere un bisogno di realtà, di uno strumento che fermi alla banchina, alle fondamenta: ecco i “nodi parlati”, nodi di avvolgimento sicuri per l’ormeggio e facili da sciogliere per necessità di veloci ripartenze. Continua a leggere Nodi parlati

Voci dal silenzio

Giuseppe Zuccarino

Voci dal silenzio

Marco Ercolani si è sempre interessato al tema della follia, sia nelle vesti di psicoterapeuta che in quelle di scrittore. Lo ha fatto raccontando episodi, direttamente vissuti, di incontri e dialoghi con i suoi pazienti, in libri come Anime strane, Sento le voci (entrambi scritti in collaborazione con Lucetta Frisa) e Turno di guardia1. Ma lo ha fatto anche riflettendo, a livello teorico, sul rapporto fra arte e disagio psichico, dapprima in L’opera non perfetta, poi in Galassie parallele, che del volume precedente si può considerare una parziale riscrittura e, più ancora, un ideale prolungamento2. Il nuovo libro, corredato da un succinto ma efficace apparato iconografico, fa dunque il punto sulle riflessioni dell’autore riguardo a un tema spinoso; nel corso dei secoli, infatti, si è spesso oscillato fra due posizioni estreme: quella che individuava tra arte e follia solo un rapporto oppositivo, e quella che invece le associava strettamente fra loro. Continua a leggere Voci dal silenzio

Quaderni delle Officine (LXXXIX)

Quaderni delle Officine
LXXXIX. Ottobre 2019

quaderno part_ b_n

Antonio Devicienti

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Cerchje de fuoche (Cerchi di fuoco)
Per Assunta Finiguerra

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Scurije/Tenebra

Assunta Finiguerra
(1946-2009)

“Nel decennale della scomparsa desidero rendere omaggio all’opera e alla memoria di Assunta Finiguerra (che ho avuto l’onore e la gioia d’incontrare personalmente) “attraversando” qui due suoi libri.
Scurije è il primo (Faloppio, LietoColle, 2005), il secondo, che raccoglie due sillogi pubblicate in vita più sessantotto inediti, è Fanfarije (LietoColle, 2010).
Attraversare e riattraversare i libri di poesia di Assunta Finiguerra è transitare attraverso il fuoco del linguaggio che, per lei, era (è) anche passione, lasciarsi guidare da una Francesca che non dimentica le ferite d’amore né le rinnega, capace del canto più alto quanto più forte è il turbine che la conduce con sé. Questa è finalmente una poesia senza languori, spesso petrosa nella più pura tradizione dantesca, non gridata, non atteggiata, si sarebbe tentati di dire gemmata dal tronco di Saffo: formalmente perfetta e capace di dire gli abissi del sentire e del pensare.”

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Agamben e Mallarmé

Giuseppe Zuccarino

Il luogo ateologico della poesia.
Agamben e Mallarmé

Giorgio Agamben ha talvolta dedicato dei saggi ai simbolisti francesi dell’Ottocento, benché mai, specificamente, a Mallarmé. Questo non significa che il filosofo attribuisca al poeta una minore importanza, anzi i frequenti e significativi rimandi agli scritti mallarmeani che si incontrano nei suoi libri dimostrano l’esatto contrario. Tuttavia, dato che si tratta di passaggi brevi e allusivi, per poterli comprendere in maniera adeguata occorrerà cercare di contestualizzarli meglio e, per così dire, sciogliere le abbreviazioni.
Già in uno dei primi volumi di Agamben, Stanze, emerge il ruolo determinante che egli assegna a Mallarmé nello sviluppo della poesia moderna. Quest’ultima viene posta a confronto non con la produzione degli antichi, ma con la lirica medioevale. A giudizio del filosofo, nella poesia amorosa in lingua d’oc e d’oïl, così come nei testi dei siciliani e degli stilnovisti, si realizza qualcosa di raro e ammirevole: «Il vincolo pneumatico, che unisce il fantasma, la parola e il desiderio, apre infatti uno spazio in cui il segno poetico appare come l’unico asilo offerto al compimento dell’amore e il desiderio amoroso come il fondamento e il senso della poesia». In tale perfetta circolarità, la lirica amorosa del Medioevo «celebra, forse per l’ultima volta nella storia della poesia occidentale, il suo gioioso e inesausto “unimento spirituale” col proprio oggetto d’amore». […]

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Frammenti di felicità terrena

Elio Grasso

Nota di lettura a:
Giovanna Rosadini
Frammenti di felicità terrena
Faloppio (CO) Lietocolle 2019

……Il libro comprende, riordinandola, l’opera fin qui pubblicata da Giovanna Rosadini a partire dal 2008, quando uscì per le Edizioni di Atelier la raccolta Il sistema limbico. Non deve sfuggire l’eloquenza del viaggio, la sua irresistibile vitalità, in esso mostrate senza per un attimo venir meno la consistenza di quella “terra dei ricordi” che per la poetessa è da sempre suprema forza della lingua. Della propria materia psichica, intrecciata e fermentata alle leggi governanti i territori che l’hanno vista nascere e crescere. Se la poesia ha spesso origine dove i piedi provano a calcare terreni fertili e rispondenti a nervi vivi, qui siamo in presenza di luoghi per niente comuni, di orientamenti e fondali rimasti a lungo saldi. Continua a leggere Frammenti di felicità terrena

La Biblioteca di RebStein (LXXVII)

La Biblioteca di RebStein
LXXVII. Settembre 2019

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AA. VV.
(A cura di Giuseppe Zuccarino)

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Il limite e la sovranità.
Un seminario su Georges Bataille

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Bataille e la pittura

[Tra il mese di novembre 2018 e il mese di giugno 2019 si è tenuto a Genova, presso il Centro Former, un seminario sull’opera di Bataille. Ai vari incontri hanno partecipato: Viana Conti, Dario De Bello, Gianfranco Di Pasquale, Marco Ercolani, Giuliano Galletta, Tommaso Gazzolo, Rossella Landrini, Sandro Ricaldone, Luigi Sasso, Enrico Sciaccaluga, Giuseppe Zuccarino. Tutti i materiali realizzati in quell’ambito saranno pubblicati integralmente domani nel volume LXXVII della Biblioteca di RebStein.
Viene qui di seguito proposto uno dei saggi presenti nell’opera collettiva curata da Giuseppe Zuccarino.]

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Bataille e Simone Weil

[Tra il mese di novembre 2018 e il mese di giugno 2019 si è tenuto a Genova, presso il Centro Former, un seminario sull’opera di Bataille. Ai vari incontri hanno partecipato: Viana Conti, Dario De Bello, Gianfranco Di Pasquale, Marco Ercolani, Giuliano Galletta, Tommaso Gazzolo, Rossella Landrini, Sandro Ricaldone, Luigi Sasso, Enrico Sciaccaluga, Giuseppe Zuccarino. Tutti i materiali realizzati in quell’ambito saranno raccolti e presentati integralmente in un volume della “Biblioteca di RebStein”.
Viene qui di seguito proposto uno dei saggi presenti nell’opera collettiva curata da Giuseppe Zuccarino.]

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Quaderni delle Officine (LXXXVII)

Quaderni delle Officine
LXXXVII. Agosto 2019

quaderno part_ b_n

Romain Poncet

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Pratica della poesia
(Su “Il tratto che nomina” di Yves Bergeret)

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